Lagole
| Làgole | |
|---|---|
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| Civiltà | Paleoveneta |
| Utilizzo | Santuario |
| Epoca | III secolo a.C. |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Comune | Calalzo di Cadore |
| Scavi | |
| Data scoperta | 1949 |
| Date scavi | 1951, 1952, 1953 e 1956 |
| Organizzazione | Giovanni Battista Frescura, dr. Enrico de Lotto |
| Archeologo | prof. Giulia de' Fogolari |
| Amministrazione | |
| Ente | Soprintendenza di Padova |
| Responsabile | prof. G.B. Brusin |
| Visitabile | si |
| Sito web | www.magnificacomunitadicadore.it/cadore/musei/1/marc-museo-archeologico-cadorino.html |
| Mappa di localizzazione | |
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Làgole[1] è la denominazione di una località di notevole interesse archeologico e naturalistico posta in una solatia conca, a valle del paese di Calalzo di Cadore, a ovest del rio Molinà e a monte del lago del Centro Cadore.
Caratteristiche naturalistiche
È caratterizzata dalla presenza di numerose sorgenti di acque minerali e non, poste a breve distanza fra loro, in un'area del diametro di un centinaio di metri e dove il pino silvestre è predominante. Molto probabilmente tali acque hanno comune origine nel bacino meridionale dell'Antelao e, dopo un complesso percorso in profondità, riaffiorano in questa zona ad una temperatura attorno ai dieci gradi centigradi, con un notevole arricchimento di solfati alcalino terrosi. A causa dell'impermeabilità del suolo, costituito da strati gessosi di colore rosato, bianco e grigio chiaro, le acque scorrono con ruscellamento a spaglio senza creare alveo e confluiscono nel laghetto de la femenes. Lungo l'area di scorrimento di queste acque minerali si sviluppa un sottile strato di alghe rodofite. La combinazione tra la presenza di queste alghe rosse e l'alta concentrazione di ossidi di ferro colora il terreno gessoso e i sassi di una suggestiva tonalità rosso ruggine.
La divinità sanante Trumusiate
Le caratteristiche naturalistiche di Làgole, con il suo clima mite, sono certamente stati elementi chiave per lo svilupparsi in loco, nel III sec. a.C., di un complesso santuariale dove si celebravano culti legati alla libagione e al consumo rituale delle acque salutari. Durante la campagna di scavi organizzata da Giovanni Battista Frescura e da Enrico De Lotto negli anni 1949-1952, vennero infatti alla luce numerosi manici di simpula (attingitoi) bronzei con iscrizioni in lingua venetica e latina, lamine lavorate a sbalzo e statuette di bronzo rappresentanti guerrieri, figure in atteggiamento orante o donante, e animali.
I manici degli attingitoi, spezzati dalle coppette dopo il consumo delle acque (bevute o utilizzate per abluzioni e bagni), recavano quasi sempre un'iscrizione contenente semplici testi votivi costituiti generalmente dal nome e dal patronimico del donante, dal nome o dall'epiteto della divinità e da formule dedicatorie.
Il ritrovamento in loco di numerose mandibole e ossa della parte terminale delle zampe di ovini e caprini, fa supporre anche la celebrazione di sacrifici animali.
L'ipotesi più accreditata ritiene che la sanante Trumusiate sia una divinità benefica "trimorfa", ipotesi avvalorata dal rinvenimento di una lamina recante al centro una decorazione a sbalzo con tre teste. In epoca romana alla sanante tricipite subentrò un Apollo iatrico e il culto durò fino al IV secolo d.C.
La stipe votiva è attualmente conservata nel museo archeologico della Magnifica Comunità di Cadore.[2]
Curiosità
Il ricordo del culto di Ecate a Làgole si perpetuò probabilmente nelle superstizioni popolari medioevali, nel mito delle longane o anguanes, divinità fluviali ed acquatiche divenute malefiche con il cristianesimo. Nota localmente è la leggenda della regina Bianca.
Note
- ↑ Làgole (pl.) è continuatore di *lacŭla>*lagla<lat. lacus
- ↑ Il Museo Archeologico, su magnificacomunitadicadore.it.
Bibliografia
- Enrico De Lotto, Una divinità sanante a Lagole (Calalzo di Cadore) nel III Sec. a. C.,Web&Graphic Belluno 2003
- Giovanni Battista Pellegrini, Il museo archeologico cadorino e il Cadore preromano e romano, Magnifica Comunità di Cadore – Regione Veneto, 1991
- Maria Teresa Vigolo e Paola Barbierato, Glossario del cadorino antico, Società Filologica Friulana (Udine) e Fondazione G. Angelini (Belluno) 2012, ISBN 978-88-7636-156-2.
- Fogolari G., Gambacurta G. (a cura di), Materiali veneti preromani e romani del santuario di Lagole di Calalzo al museo Pieve di Cadore, Quaderni di Archeologia del Veneto, 2001.
Voci correlate
Collegamenti esterni
- Parco di Lagole, su lagolecalalzo.blogspot.com.
