Lamium amplexicaule

Falsa ortica reniforme
Lamium amplexicaule
Stato di conservazione
Specie non valutata
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Lamiidi
OrdineLamiales
FamigliaLamiaceae
SottofamigliaLamioideae
TribùLamieae
GenereLamium
SpecieL. amplexicaule
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
SottoregnoTracheobionta
SuperdivisioneSpermatophyta
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineLamiales
FamigliaLamiaceae
GenereLamium
SpecieL. amplexicaule
Nomenclatura binomiale
Lamium amplexicaule
L., 1753
Sinonimi

Neckeria amplexicaulis
(L.) Forsyth f., 1794
Galeobdolon amplexicaule
(L.) Moench, 1794
Lamiella amplexicaulis
(L.) Fourr., 1869
Lamiopsis amplexicaulis
(L.) Opiz, 1852
Pollichia amplexicaulis
(L.) Willd., 1787

Nomi comuni

Erba ruota, Lamio a foglie abbraccianti
(DE) Stängelumfassende Taubnessel
(EN) Henbrit Dead-nettle
(FR) Lamier à feuilles embrassantes

Sottospecie

La falsa ortica reniforme (Lamium amplexicaule L., 1753) è una piccola pianta erbacea perenne dai bianchi fiori labiati appartenente alla famiglia delle Lamiacee.[1]

Etimologia

Uno dei primi studiosi dell'antichità ad usare il nome generico di questo fiore (Lamium) è stato Plinio (23 – 79 d.c.), scrittore e naturalista latino, il quale ci indica anche una possibile etimologia: questo termine discenderebbe da un vocabolo greco "laimos" il cui significato è "fauci – gola". Ma potrebbe discendere anche da altre parole greche: "lamos" (= larga cavità), oppure dal nome di una regina libica "Làmia". In quest'ultimo caso il collegamento esiste in quanto le mamme greche, per far star buoni i loro bambini, descrivevano questa regina come un mostro capace di ingoiarli (come del resto fa il fiore di questa pianta quando un bombo entra nel tubo corollino in cerca del nettare).[2] L'epiteto specifico ("amplexicaule") è stato dato in quanto le foglie alla base abbracciano lo stelo (il caule).[3][4]

Il binomio scientifico attualmente accettato (Lamium amplexicaule) è stato proposto da Linneo (1707 – 1778) nella pubblicazione "Species Plantarum - 2: 579".[5] del 1753.[6]

Descrizione

Descrizione delle parti della pianta
Le radici
Il portamento
Le foglie
Infiorescenza
I fiori

Queste piante arrivano ad una altezza compresa tra 8 e 20 cm. La forma biologica è terofita scaposa (T scap), ossia in generale sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme e sono munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Sono presenti anche specie con cicli biologici bienni.[2][7][8][9][10][11][12][13][14]

Radici

Le radici sono lunghe e secondarie da fittone (quest'ultimo è gracile).

Fusto

La parte aerea del fusto è divisa in due parti: una base prostrata e ramificata e quindi un proseguimento eretto, semplice (non ramificato), subglabro e lungamente nudo (privo di foglie). La sezione è quadrangolare (tetragona) a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici, mentre le quattro facce sono concave. I rami basali in genere sono prostrato-ascendenti. Gli internodi degli steli spesso sono molto lunghi.

Foglie

Le foglie lungo il fusto sono disposte in modo opposto a due a due e sono prive di stipole; sono inoltre sessili (e amplessicauli); quelle basali sono picciolate. La lamina è reniforme, più larga che lunga. Il contorno è irregolarmente lobato o crenato; l'apice è arrotondato. La superficie è pubescente per peli dotati di tubercolo nero. Dimensione della lamina: larghezza 2 – 3 cm; lunghezza 1 - 1,5 cm.

Infiorescenza

L'infiorescenza si presenta densa e subglobosa, ed è portata in vari verticilli ascellari sovrapposti lungo il fusto. Ogni verticillo è composto da più fiori (da 6 a 10) disposti circolarmente poggianti su due grandi brattee fogliose, sessili e ciliate. Le brattee del verticillo seguente sono disposte in modo alternato. In genere i vari verticilli sono ben distanziati uno dall'altro. Dimensione delle brattee: larghezza 0,3 mm; lunghezza 4 mm.

Fiore

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi (il calice è attinomorfo), tetraciclici (con i quattro verticilli fondamentali delle Angiosperme: calice– corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da cinque elementi). Sono inoltre omogami (autofecondanti), senza profumo (o solo un leggero aroma balsamico, però sgradevole) ma ricchi di nettare. Lunghezza del fiore: 13 – 18 mm.

X, K (5), [C (2+3), A 2+2], G (2), supero, drupa, 4 nucole[7][11]
  • Calice: i cinque sepali del calice sono concresciuti (calice gamosepalo) in una forma tubulare-campanulata e a struttura piuttosto rigida. Il calice è inoltre persistente e termina con cinque lunghi denti aristati, divergenti e più o meno uguali (simmetria di tipo attinomorfa) simili a setole. La superficie del calice è percorsa da 5 nervature longitudinali. Dimensione del calice: larghezza 1,7 – 2 mm; lunghezza 4 – 5 mm. Lunghezza dei denti: 1,5 – 2 mm.
  • Corolla: i cinque petali sono quasi completamente fusi (gamopetalo) in un'unica corolla pubescente formata da due labbra molto sviluppate. Il tubo della corolla è incurvato alla base. Il labbro superiore (composto da due dei cinque petali concresciuti, ma intero alla vista) è a forma di cappuccio ben sviluppato; in questo modo protegge gli organi di riproduzione dalle intemperie e dal sole. Il labello (labbro inferiore composta dal petalo inferiore – gli altri due rimanenti formano dei dentelli laterali appena percettibili – in effetti il labbro inferiore vien considerato tripartito) è anch'esso ben sviluppato e piegato verso il basso per fare da base di "atterraggio" agli insetti pronubi; è inoltre bilobo. Le fauci non sono circondate da un anello di peli. I bordi della corolla sono smarginati e pelosi. Le due labbra divergono di circa novanta gradi. Il colore della corolla è roseo-pallido, ma anche viola-rosso (purpureo) o rossastro. Lunghezza della corolla: 13 – 15 mm (massimo 17 mm). Lunghezza del tubo: 13 mm. Larghezza della gola: 3 mm. Lunghezza del labbro superiore: 4 mm.
  • Androceo: gli stami dell'Androceo sono quattro (didinami - due corti e due lunghi – quello mediano posteriore, il quinto stame, manca per aborto) e sono tutti fertili. Il paio posteriore è più breve, mentre l'altra copia è aderente al labbro superiore della corolla e sporge lievemente; tutti i filamenti sono paralleli tra di loro e sono glabri. Le antere hanno i lobi arrotondati e sono a deiscenza longitudinale; sono inoltre conniventi. Le antere sono pelose (possiedono un ciuffo di peli lanosi biancastri); il loro colore è bruno scuro quasi viola.
  • Gineceo: l'ovario del Gineceo è semi-infero (quasi supero) composto da quattro parti (quindi quattro ovuli) con logge a forma ovata, derivate da due carpelli: infatti ogni carpello è diviso in due parti da una falso setto divisorio. Lo stilo è semplice ed è inserito tra i carpelli alla base dell'ovario (stilo "ginobasico"). Lo stimma è bifido. Il nettare è nascosto sotto l'ovario.
  • Fioritura: da marzo a novembre.

Frutti

Il frutto è una nucula acheniforme (schizocarpo); più precisamente è una drupa (ossia una noce) con quattro semi (uno per ovulo derivato dai due carpelli divisi a metà). Questo frutto nel caso delle Lamiacee viene chiamato "clausa". Le quattro parti in cui si divide il frutto principale, sono ancora dei frutti (parziali) ma monospermici (un solo seme) e privi di endosperma. I frutti si trovano all'interno del calice persistente. Il colore è marrone. Dimensione delle nucule: 1 × 2 mm.

Biologia

Riproduzione

Questa specie si riproduce per impollinazione entomogama ad opera di api e soprattutto bombi. In effetti la corolla di queste piante è sorprendentemente conformata alle dimensioni e struttura dei bombi. Quando questi insetti cercano di entrare nel tubo corollino per raggiungere i nettari (posti alla base dell'androceo) con le loro vibrazioni scuotono le antere poste all'interno del labbro superiore. In questo modo fanno scendere e quindi aderire al loro dorso peloso il polline della pianta. Visitando poi un altro fiore, parte di questo polline andrà a cadere sullo stimma provocando così l'impollinazione e la successiva fecondazione. Questo senz'altro è uno dei più interessanti mutui rapporti tra mondo animale e mondo vegetale per il raggiungimento di reciproci interessi. È da aggiungere comunque che qualora il tubo corollino si presentasse troppo stretto per prelevare il nettare, il Bombo allora si porta all'esterno del fiore e incomincia a rosicchiare la base della corolla raggiungendo così alla fine, per una via non naturale, il suo obiettivo: il nettare. In questo modo però si "rompe" il mutuo rapporto a favore solamente dell'insetto; il fiore non verrà impollinato e rimarrà sterile.[2] In questa pianta sono presenti anche fenomeni di cleistogamia; questa si verifica soprattutto nei periodi freddi in assenza di insetti pronubi.[14]

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria). I semi hanno una appendice oleosa (elaiosoma), ricca di grassi, proteine e zuccheri[15]) che attrae le formiche durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo.[14]

Distribuzione e habitat

Fitosociologia

Dal punto di vista fitosociologico Lamium amplexicaule appartiene alla seguente comunità vegetale:[17]

Formazione : delle comunità terofiche pioniere nitrofile
Classe : Stellarienea mediae

Tassonomia

La famiglia delle Lamiacee comprende circa 220 generi e quasi 7000 specie[7][19].

Il genere Lamium appartiene alla sottofamiglia Lamioideae, tribù Lamieae.[20] Comprende 32 specie,[21] una decina delle quali vivono in Italia.[9] Il numero cromosomico di L. amplexicaule è: 2n = 18.[22]

Sottospecie

Per questa specie sono riconosciute le seguenti sottospecie:[1]

  • Lamium amplexicaule subsp. amplexicaule - sottospecie nominale, presente in Italia.
  • Lamium amplexicaule subsp. mauritanicum (Gand. ex Batt.) Maire - Distribuzione: Marocco e Algeria.

Varietà

Per questa specie sono note le seguenti varietà:[1][18]

  • Lamium amplexicaule var. aleppicum (Boiss. & Hausskn.) Bornm. - Distribuzione: Anatolia e Asia mediterranea.
  • Lamium amplexicaule var. bornmuelleri Mennema - Distribuzione: Anatolia e Asia mediterranea.
  • Lamium amplexicaule var. incisum Boiss. - Distribuzione: Grecia, Anatolia, Transcaucasia e Asia mediterranea.
  • Lamium amplexicaule var. orientale (Pacz.) Mennema - Distribuzione: Russia e Ucraina.

Specie simili

Questa pianta può facilmente essere scambiata per un'ortica (anche se le due specie appartengono a famiglie diverse: Urticaceae è la famiglia per le "ortiche" vere). Lamium amplexicaule si distingue soprattutto per la sezione del fusto: quadrata nelle piante del genere Lamium, circolare nelle "ortiche" vere e proprie. Mentre le foglie sono molto simili: da qui il nome comune ("Falsa ortica") derivato da credenze antiche anche se naturalmente queste piante sono totalmente prive di peli urticanti e quindi non pungono. Molto simili tra di loro sono invece alcune specie dello stesso genere che vivono nella fascia alpina. L'elenco seguente mette in risalto le differenze morfologiche di queste specie:[9][17]

  • Lamium album L. - Falsa ortica bianca: si distingue subito per il colore bianco dell'infiorescenza.
  • Lamium galeobdolon L. - Falsa ortica gialla: si distingue subito per il colore giallo dell'infiorescenza.
  • Lamium maculatum L. - Falsa ortica macchiata: l'infiorescenza è purpurea; le foglie hanno un apice acuto; la pianta è perenne ed è alta 15–30 cm con fiori grandi 20–30 mm.
  • Lamium orvala L. - Falsa ortica maggiore: l'infiorescenza è purpurea; la pianta è grande (massimo 100 cm) e i fiori sono i più grandi (25 – 40 mm).
  • Lamium purpureum L. - Lamio purpureo: l'infiorescenza è purpurea; la pianta è piccola (massimo 20 cm) e i fiori sono piccoli (7 – 12 mm).

Usi

Farmacia

Secondo la medicina popolare questa pianta ha le seguenti proprietà medicamentose:[23]

  • antireumatica (attenua i dolori dovuti all'infiammazione delle articolazioni)
  • diaforetica (agevola la traspirazione cutanea)
  • febbrifuga (abbassa la temperatura corporea)
  • lassativa (ha proprietà purgative)
  • stimolante (rinvigorisce e attiva il sistema nervoso e vascolare)

Secondo la medicina popolare asiatica, questa pianta è usata per le lesioni traumatiche.[13]

Cucina

In alcune zone le foglie sono considerate edibili.[23]

Note

  1. 1 2 3 (EN) Lamium amplexicaule, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  2. 1 2 3 Motta 1960, Vol. 2 - pag. 617.
  3. ↑ David Gledhill 2008, pag. 46.
  4. ↑ (EN) Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 10 novembre 2015.
  5. ↑ (EN) BHL - Biodiversity Heritage Library, su biodiversitylibrary.org. URL consultato il 10 novembre 2015.
  6. ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 10 novembre 2015.
  7. 1 2 3 Judd 2007, pag. 504.
  8. ↑ Strasburger 2007, pag. 850.
  9. 1 2 3 Pignatti 1982, vol. 2, pag. 458.
  10. ↑ Kadereit 2004, pag. 220.
  11. 1 2 Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it, 7 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  12. ↑ Catalogazione floristica - Università di Udine, su flora.uniud.it. URL consultato il 10 novembre 2015.
  13. 1 2 3 (EN) eFloras - Flora of China, su efloras.org. URL consultato il 19 novembre 2015.
  14. 1 2 3 (EN) Nature Gate, su luontoportti.com. URL consultato l'11 novembre 2015.
  15. ↑ Strasburger 2007, pag. 776.
  16. ↑ Conti et al. 2005, pag. 117.
  17. 1 2 3 4 5 Aeschimann et al. 2004, vol. 2, pag. 118.
  18. 1 2 (EN) EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato il 10 novembre 2015.
  19. ↑ (EN) Accepted genera of Lamiaceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 10 dicembre 2025.
  20. ↑ (EN) Zhao F.et al., An updated tribal classification of Lamiaceae based on plastome phylogenomics, in BMC Biology, 19(1), 2021, pp. 1–27, DOI:10.1186/s12915-020-00931-z.
  21. ↑ (EN) Accepted species of Lamium, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 16 dicembre 2025.
  22. ↑ (EN) The International Plant Names Index, su tropicos.org. URL consultato il 10 novembre 2015.
  23. 1 2 (EN) Plants For A Future, su pfaf.org. URL consultato il 10 novembre 2015.

Bibliografia

  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume secondo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 617.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume secondo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 458, ISBN 88-506-2449-2.
  • AA.VV., Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004, p. 118.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, p. 850, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • (EN) Fabio Conti, Giovanna Abbate, Alessandro Alessandrini e Carlo Blasi, An annotated checklist of the Italian vascular flora, Roma, Palombi Editore, 2005, p. 117, ISBN 88-7621-458-5 (archiviato il 24 febbraio 2022).
  • Kadereit J.W, The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VII. Lamiales, Berlin, Heidelberg, 2004, p. 220.
  • David Gledhill, The name of plants (PDF), Cambridge, Cambridge University Press, 2008. URL consultato l'11 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  • David Aeschimann, Konrad Lauber, Daniel Martin Moser e Jean Paul Theurillat, Flora alpina, Bologna, Zanichelli, 2004, ISBN 978-8808071590 (archiviato il 30 giugno 2024).


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