Lancia Lince

Lancia Lince
Lancia Lince del 1943
Descrizione
Tiposcout car
Equipaggio2
CostruttoreLancia, Ansaldo
Data impostazione1941
Data primo collaudo1942
Data entrata in servizio1943
Data ritiro dal servizioanni cinquanta
Utilizzatore principaleRepubblica Sociale Italiana (bandiera) Repubblica Sociale Italiana
Altri utilizzatoriItalia (bandiera) Italia
Italia (bandiera)Repubblica Italiana
Germania (bandiera) Germania
Dimensioni e peso
Lunghezza3,2 m
Larghezza1,75 m
Altezza1,65 m
Pesoa pieno carico: 3,1 t
Propulsione e tecnica
MotoreLancia Tipo 91 a benzina con 8 cilindri a V stretta da 2.617 cm³
Potenza60 hp
Rapporto peso/potenza19,35
Prestazioni
Velocità85 km/h
Autonomia350 km
Armamento e corazzatura
Armamento primario1 mitragliatrice Breda Mod. 38 da 8 mm
Corazzaturafrontale verticale: 30 mm
frontale inclinata: 14 mm
laterale: 8,5 mm
tetto: 5 mm
Note[1]
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La Lancia Ansaldo Lince è un'autoblindo prodotta in Italia dalla Lancia Veicoli Industriali in collaborazione con l'Ansaldo, nel corso della seconda guerra mondiale, in 250 esemplari, usata principalmente come veicolo da ricognizione.[1]

Storia

Nel 1941 il Ministero della Guerra chiese alla Lancia di fabbricare un telaio sul quale potesse essere installata una carrozzeria blindata con caratteristiche come la trasmissione sulle quattro ruote, sospensioni indipendenti ad alta accelerazione e velocità.

Realizzata in circa 250 esemplari[1] a partire dal 1943, era ispirata alla britannica Daimler Scout Car meglio nota come "Daimler Dingo". Il prototipo fu presentato nel novembre 1942, grazie al fatto che alcuni esemplari dell'autoblindata inglese furono catturati in Libia, permettendo di riprodurne molte caratteristiche costruttive.

Caratteristiche

Il motore era quello della Lancia Astura con modifiche per aumentare la coppia motrice, ed era denominato come Lancia Tipo 91. Presentava un cambio con un preselettore idraulico copiato dal veicolo inglese, come anche le trasmissioni e le sospensioni. Particolare interessante, il veicolo aveva tutte e quattro le ruote sterzanti, per avere maggiore manovrabilità.

La maggior parte della carrozzeria era uguale all'autoblindata inglese tranne nel retro, dove era situato il motore. Inoltre, rispetto alle autoblindo prodotte in Italia, presentava una corazzatura con saldature; infatti le altre autoblindo di produzione italiana avevano una corazza con piastre sagomate fissata con bulloni a testa conica o (talvolta) con chiodatura (su un telaio) che, presentava un inconveniente: poteva capitare che i colpi di mitragliatrice, anche se non perforassero la corazza, facessero saltare la testa dei bulloni rendendoli pericolosi per il personale all'interno (dove non fosse presente la pannellatura interna a protezione).

Sebbene il mezzo inglese fosse dotato di ruote antiproiettile quello italiano non lo fu, ma fu dotato di ruota di scorta, impossibile da sostituire se bersagliati dal fuoco nemico. Il suo armamento era costituito da una mitragliatrice Breda Mod. 38 calibro 8 mm.

Impiego

In seguito agli eventi causati dall'Armistizio di Cassibile, le 250 "Lince" ultimate[1] non poterono essere consegnate al Regio Esercito e furono requisite dalla Repubblica Sociale Italiana per essere impiegate da reparti della Wehrmacht[2] (con la denominazione Pz.Sp.Wg.Lince 202(i)) e della Guardia Nazionale Repubblicana, dimostrandosi un mezzo piuttosto efficace nelle operazioni antiguerriglia e di rastrellamento, contro le formazioni partigiane.

Un'autoblindo Lince usata dalla Wehrmacht per trasportare alcuni prigionieri alleati

Nel secondo dopoguerra, gli esemplari superstiti vennero assegnati alla Polizia[3], ai Carabinieri e al 6º Reggimento di Cavalleria Blindata Lancieri di Aosta.

Esemplari superstiti

Sono attualmente conservati tre esemplari dell'autoblindo[4]:

Note

  1. 1 2 3 4 Cesare Falessi e Benedetto Pafi (a cura di), Corazzati - L'Autoblindata Lince, in Storia Illustrata, n. 152, anno XIV, luglio 1970.
  2. ↑ Lince in dotazione ai tedeschi.
  3. ↑ Ugo Mazza, op. cit. p. 87.
  4. ↑ http://the.shadock.free.fr/Surviving_Panzers.html.

Bibliografia

  • Cesare Falessi e Benedetto Pafi, Corazzati - L'Autoblindata Lince, in Storia Illustrata, n. 152, anno XIV, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, luglio 1970.
  • Ugo Mazza, Quando la Polizia aveva le auto color amaranto, in Rivista Italiana Difesa, n. 1, Chiavari, Giornalistica Riviera, gennaio 2013.

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