Lapis Museum
Il LAPIS Museum è un museo sotterraneo e spazio culturale multidisciplinare di Napoli, situato nel sottosuolo e nella cripta del complesso della Chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, in Piazzetta Pietrasanta nel cuore del decumano maggiore del centro storico, lungo Via dei Tribunali. Inaugurato nel 2018 dall'Associazione Pietrasanta Polo Culturale e arricchito nel 2021 dall'apertura del Museo dell'Acqua, il LAPIS Museum propone un percorso multisensoriale che attraversa oltre duemila anni di stratificazione storica urbana, dalla Neapolis greca fino alla seconda guerra mondiale, avvalendosi di installazioni multimediali, reperti archeologici e tecnologie immersive.[1]
La sede: il Complesso della Pietrasanta
Origini e storia della Basilica
Il complesso della Pietrasanta occupa uno dei siti con la più lunga continuità d'uso dell'intera città di Napoli. Il terreno su cui sorge era già frequentato in epoca greco-romana: secondo le ipotesi degli studiosi, nell'area insisteva in età romana un luogo di culto dedicato alla dea Diana, come suggeriscono i resti emersi nelle campagne di scavo. A conferma della lunga frequentazione del sito, nel sottosuolo si sviluppava anche parte dell'antico acquedotto greco, una rete di cunicoli e cisterne che garantiva la distribuzione idrica all'intera Neapolis.
La basilica cristiana fu eretta tra il 524 e il 533 per iniziativa del vescovo Pomponio, divenendo il primo edificio di culto della città dedicato alla Vergine Maria. Il nome «alla Pietrasanta» si collega a una tradizione devozionale locale secondo cui nel sito era custodita una pietra recante incisa una croce, la cui venerazione era ritenuta fonte di indulgenza per i fedeli.
La struttura originaria fu demolita nel 1653 in seguito al suo progressivo deterioramento. La chiesa attuale fu progettata da Cosimo Fanzago e completata tra il 1653 e il 1678, con una pianta a croce greca e una cupola di circa 65 metri. Il frontone della facciata fu rimosso dopo i danni subiti durante la seconda guerra mondiale.
Il campanile romanico
Adiacente alla basilica si erge il campanile medievale, datato tra il X e l'XI secolo, considerato una delle più antiche torri campanarie d'Italia ancora integre. La struttura fu edificata impiegando abbondante materiale di reimpiego proveniente da edifici di epoca greco-romana: iscrizioni, frammenti architettonici, colonne e capitelli in marmo bianco sono visibili inglobati nel paramento murario, specialmente alla base della torre.
La Cappella Pontano
Prospiciente alla basilica, sul lato opposto della piazzetta, si trova la Cappella Pontano, un raffinato esempio di architettura rinascimentale in piperno commissionata dall'umanista Giovanni Pontano nel 1492 come cappella funeraria per sé e per la propria famiglia.
Il LAPIS Museum
Genesi e missione
A partire dal 2016 il complesso della Pietrasanta fu progressivamente rilanciato dall'Associazione Pietrasanta Polo Culturale ONLUS come polo culturale per grandi mostre temporanee, ospitando esposizioni di richiamo internazionale. Nel 2018, al termine di un'attenta campagna di restauro e valorizzazione degli ambienti ipogei, fu inaugurato il LAPIS Museum, che aprì al pubblico la cripta e i sotterranei della basilica come percorso permanente di visita. Il nome richiama sia il materiale lapideo delle antiche strutture sia l'idea di scrittura e sedimentazione storica che caratterizza il progetto.
La gestione è affidata all'Associazione Pietrasanta Polo Culturale ONLUS, che opera secondo un modello di collaborazione pubblico-privato, instaurando partnership con istituzioni come il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) e l'Osservatorio Vesuviano per arricchire l'offerta espositiva con materiali provenienti dalle rispettive collezioni.
Il percorso di visita
Il percorso si sviluppa interamente in profondità, attraverso la cripta della basilica e i livelli ipogei sottostanti, e si articola in tre sezioni principali.
La Cripta e i reperti archeologici
La cripta conserva i resti della basilica paleocristiana del VI secolo, con frammenti di pavimento musivo di età romana. In questi spazi è visibile anche un consistente nucleo di strutture murarie in opus reticulatum e resti di domus greco-romane. Le dimensioni ridotte dell'ambiente cimiteriale della cripta e i piccoli scheletri rinvenuti al suo interno hanno indotto gli studiosi a ipotizzare che l'area fosse destinata alla sepoltura di bambini nati morti o deceduti subito dopo la nascita.
Lungo il percorso sono esposte opere provenienti dai depositi del MANN relative alla Napoli antica e una selezione di gouache settecentesche e ottocentesche dalla collezione dell'Osservatorio Vesuviano, raffiguranti fenomeni vulcanici e vedute del Golfo di Napoli.
Il Museo dell'Acqua
Inaugurato nel 2021 in collaborazione con ABC Napoli – l'azienda idrica della città –, il Museo dell'Acqua occupa le antiche cisterne greco-romane che facevano parte del sistema acquedottistico di Neapolis. L'intervento ha restituito l'acqua agli ambienti originari: le cisterne, di nuovo percorse da ruscellamenti, sono valorizzate da un impianto di illuminazione scenografica che ne esalta volumi, riflessi e profondità. Il museo dell'acqua è il primo del suo genere aperto nel centro storico napoletano.
Il Decumano Sommerso
La sezione più profonda del percorso, a circa 40 metri sotto il livello stradale, segue il tracciato dell'antico decumano di Neapolis attraverso i cunicoli dell'acquedotto, estesi per circa un miglio. Questi stessi ambienti furono utilizzati come rifugi antiaerei dalla popolazione civile napoletana durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, e conservano ancora tracce di questa funzione di emergenza. Il percorso è arricchito da installazioni di video mapping, proiezioni immersive e contenuti in realtà aumentata che accompagnano il visitatore attraverso i diversi strati storici del sottosuolo.
Le mostre temporanee
Parallelamente al percorso sotterraneo permanente, la basilica in superficie ospita mostre temporanee di rilevanza nazionale e internazionale. Tra le più significative si ricordano la mostra Sacra Neapolis – culti, miti, leggende (2019), allestita con reperti inediti del MANN, e la retrospettiva dedicata ad Andy Warhol con oltre 200 opere dell'artista e una sezione monografica su Napoli.
Note
- ↑ LAPIS Museum, su lapismuseum.com.
Voci correlate
Altri progetti
Collegamenti esterni
- Sito ufficiale del LAPIS Museum, su lapismuseum.com.
- Associazione Pietrasanta Polo Culturale, su polopietrasanta.it.