Lazzarillo di Tormes

Lazzarillo di Tormes
Marco Paoletti e Carlo Pisacane in una scena del film
Titolo originaleEl Lazarillo de Tormes
Paese di produzioneSpagna, Italia
Anno1959
Durata114 min
Dati tecniciB/N
Generedrammatico, commedia
RegiaCésar Ardavin
SceneggiaturaCésar Ardavin
Casa di produzioneHesperia Films (Spagna)
Ultra Film (Italia)
Distribuzione in italianoDear Film
FotografiaManuel Berenguer
MontaggioMagdalena Pulido
MusicheSalvador Ruiz de Luna
ScenografiaEduardo Torre de la Fuente
Interpreti e personaggi
  • Marco Paoletti: Lazarillo
  • Juanjo Menéndez: signorotto
  • Carlos Casaravilla: cieco
  • Memmo Carotenuto: comico
  • Antonio Molino Rojo: ufficiale giudiziario
  • Margarita Lozano: Antona
  • Emilio Santiago: sacrestano della Sagra
  • Pilar Sanclemente: ragazza cieca
  • Maria Paz Pondal: ragazza
  • Anna Rivero: ragazza
  • Juana Cáceres: sacrestana
  • Luis Roses: tessitore
  • Victoria Rambla: vedova
  • Carmen Rodríguez: vecchia filatrice
  • Angeles Macua: giovane filatrice
  • Mariano Martín: parroco
  • Carlo Pisacane: sacrestano, maestro di Lazarillo

Lazzarillo di Tormes[1][2] (El Lazarillo de Tormes) è un film del 1959 diretto da César Ardavin.

È l'adattamento dell'anonimo romanzo picaresco dal titolo omonimo.

Vinse l'Orso d'oro al Festival di Berlino.

Trama

Produzione

Riprese

Il film fu girato nei comuni di: Toledo, Salamanca, Frías, Lerma, Tordesillas, Olías del Rey, Piedralaves e La Alberca.[3]

Distribuzione

Fu distribuito in Spagna il 16 novembre 1959. In Italia fu presentato fuori concorso alla 21ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia nel 1960[4], mentre al cinema fu distribuito nella primavera del 1964.

Accoglienza

Critica

«[...] El Lazzarillo de Tormes conserva se non altro il gusto picaresco del testo anonimo, cui il regista si è rifatto e che rappresenta uno dei testi più significativi della letteratura spagnola del secolo d'oro. [...] Il motivo del comignolo che fuma è il refrain, il ritornello che scandisce la successione degli episodi, ma il regista, pur dopo averne avuto l'intuizione felice, non vi ha insistito abbastanza e l'ha lasciato al margine sotto altre insistenze e altri interessi narrativi. Cesare Ardavin ha sentito anzitutto in maniera preponderante il fascino della scenografia secentesca e si è compiaciuto dei paesaggi rupestri di Castiglia o delle architetture di Salamanca e di Toledo; il bellissimo portale plateresco della chiesa di S. Francesco a Salamanca, gli autentici palazzi secenteschi della Toledo imperiale, le piazze e le vie pittoresche dei villaggi medievali di La Alberca o di Lerma o di Frias non sono semplici fondali ma personaggi redivivi di una commedia umana, in cui palpita la vena più tipica del picarismo spagnolo. L'eco della «genuina picaresca hispanica» diventa ben presto nel film il motivo dominante, sotto il quale affiochisce anche la motivazione umana del dramma di Lazzaro. Ciò che nel film vibra di più sanguigna e sincera ammirazione sono appunto le pagine picaresche, le reciproche scaltrezze di Lazzaro e del sacrestano impegnati a rubarsi il tozzo di pane, o il sogno incantato del ragazzo, quando, dopo l'incontro con il cavaliere, la fame, la paura, il bisogno d'amore gli filtrano nel sonno immagini grottesche, scenari sfarzosi, ricchi banchetti, strane avventure, o il litigio generale che per un gesto di Lazzaro scaturisce in maniera grottesca da un funerale, o ancora il broglio quasi blasfemo del guitto che sotto le vesti del domenicano e con l'aiuto di complici finge miracoli e vende bolle papali, mentre tutto un villaggio gli si fa attorno con doni e preghiere. Non c'è sempre un legame tra questi episodi, ma il film supera questa evidente frammentarietà narrativa con una studiata coerenza formale spinta talora sino al calligrafismo pittorico, ma intonata quasi sempre con gusto e finezza allo spirito del testo di base.»

Riconoscimenti

Note

  1. ↑ Lazzarillo di Tormes, su italiataglia.it. URL consultato il 4 settembre 2025.
  2. ↑ Locandina italiana, su internetculturale.it. URL consultato il 4 settembre 2025.
  3. ↑ (ES) Una portada de cine, su consorciotoledo.com. URL consultato il 4 settembre 2025.
  4. ↑ Leonardo Autera, I film dell'informativa e fuori concorso (PDF), in Bianco e Nero, n. 8-9, agosto-settembre 1960, p. 59.
  5. ↑ Alberto Pesce, A Berlino un occhio sul mondo (PDF), in Bianco e Nero, n. 7, luglio 1960, pp. 23-24.

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