Lebel Modèle 1886
| Lebel Mod. 1886/1893 8 mm | |
|---|---|
| Tipo | fucile d'ordinanza a otturatore girevole-scorrevole |
| Origine | |
| Impiego | |
| Utilizzatori | |
| Conflitti | guerre coloniali francesi prima guerra mondiale guerra del Rif guerra civile spagnola seconda guerra mondiale |
| Produzione | |
| Progettista | team diretto dal gen. Tramond (Gras, Lebel, Bonnet, Desaleux, Close, Verdin). |
| Data progettazione | 1885 |
| Date di produzione | 1887-1920 |
| Entrata in servizio | 1887 |
| Ritiro dal servizio | 1945 |
| Numero prodotto | 2.880.000 |
| Varianti | Lebel Mle 1886/93 carabina 1886/93/1935 |
| Descrizione | |
| Peso | 4,81 kg carico 4,41 kg scarico |
| Lunghezza | 1300 mm |
| Lunghezza canna | 800 mm |
| Calibro | 8 mm |
| Munizioni | 8 × 50 mm R Lebel |
| Azionamento | A otturatore girevole-scorrevole |
| Velocità alla volata | 610 - 700 m/s |
| Tiro utile | 400 m |
| Gittata massima | 1800 m |
| Alimentazione | Caricatore integrale tubolare da 8 colpi |
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Il Lebel modèle 1886, conosciuto anche come Fusil Mle 1886 M93 a seguito di alcune modifiche apportate nel 1893, è stato un fucile a otturatore girevole-scorrevole per la fanteria in calibro 8 × 50 mm R Lebel, entrato in servizio nel 1887 in sostituzione del Gras Mle 1874.
Il fucile Lebel ha avuto la particolarità di essere stata la prima arma d'ordinanza ad utilizzare la polvere infume al posto della polvere nera fino ad allora usata per preparare le munizioni, oltre ad essere stata una delle prime armi ad utilizzare cartucce metalliche e non di carta.
Tecnica e specifiche

Il Lebel Modèle 1886 è un fucile a otturatore girevole-scorrevole camerato per la cartuccia 8×50 mm R Lebel, una delle prime munizioni militari a polvere infume. L’arma presenta una lunghezza complessiva superiore a 1,3m, che poteva arrivare a quasi 1,80m con la sciabola-baionetta innastata, e un peso attorno ai 4,2 kg, caratteristiche tipiche dei fucili da fanteria di fine XIX secolo, concepiti per il tiro a distanza e l’impiego in formazione.
Il sistema di alimentazione è costituito da un caricatore tubolare fisso sotto la canna, con una capacità di otto cartucce, alle quali si possono aggiungere una cartuccia in camera e una sull’elevatore, portando così la capacità teorica a 10 colpi. Le munizioni vengono inserite singolarmente attraverso uno sportello laterale, secondo un principio già adottato in armi come il Fucile Henry (1860) e i primi Fucili Winchester (1866). Questo sistema garantiva una buona autonomia di fuoco, ma risultava lento da ricaricare rispetto ai successivi caricatori a lastrina, tanto che si può affermare che il Lebel fosse già obsoleto appena 4 anni dopo la sua adozione ufficiale.
La canna lunga, unita all’impiego della cartuccia 8 mm Lebel, conferiva al fucile una velocità iniziale elevata e una buona precisione alle lunghe distanze, soprattutto dopo l’introduzione del proiettile appuntito “Balle D”. Tuttavia, tali caratteristiche si accompagnavano a una notevole lunghezza complessiva dell’arma, che, con la baionetta innestata, superava ampiamente il metro e ottanta, rendendola poco maneggevole negli spazi ristretti.
L’otturatore del Lebel Modèle 1886 era caratterizzato da una costruzione relativamente complessa rispetto ai modelli successivi, riflettendo una fase di transizione nello sviluppo dei fucili a ripetizione. Era costituito da più elementi separati, tra cui il corpo dell’otturatore, la testa rotante e il percussore, con un sistema di chiusura che garantiva una buona resistenza alle pressioni generate dalla cartuccia a polvere infume.
Il sistema prevedeva una rotazione dell’otturatore per l’apertura e la chiusura, con tenoni di bloccaggio che assicuravano la tenuta della camera di scoppio al momento dello sparo. Tuttavia, rispetto a soluzioni successive come quelle adottate nei fucili Mauser, l’otturatore del Lebel risultava più complesso da smontare e manutenere, richiedendo una maggiore attenzione da parte del soldato.
Un ulteriore elemento caratteristico era il sistema di percussione, che, pur essendo affidabile, contribuiva alla complessità generale del meccanismo. Nel corso della vita operativa dell’arma furono introdotte modifiche per migliorarne la sicurezza e la robustezza, tra cui aggiornamenti al sistema di chiusura e al dispositivo di sicurezza.
Nel complesso, l’otturatore del Lebel rappresentava una soluzione efficace per l’epoca, ma meno razionale rispetto ai progetti successivi, che avrebbero privilegiato una maggiore semplicità costruttiva, una manutenzione più agevole e una maggiore standardizzazione dei componenti.
Un’altra caratteristica del Lebel Modèle 1886, condivisa con i fucili della serie Berthier, era l’assenza di una sicura manuale di facile impiego come quelle adottate in altri fucili contemporanei. L’arma poteva tuttavia essere portata in condizioni di relativa sicurezza tramite il mezzo armamento del percussore.
Questa scelta rifletteva in parte le dottrine militari francesi dell’epoca, che prevedevano che il colpo non venisse mantenuto in canna se non su ordine, generalmente impartito poco prima del combattimento. Di conseguenza, non venne ritenuta prioritaria l’introduzione di un sistema di sicura rapido ed ergonomico come quelli sviluppati successivamente in altri paesi.
Evoluzione e modelli
Il Lebel nel corso della sua pluridecennale vita operativa fu oggetto di modifiche e miglioramenti che nel complesso non andarono a stravolgere il disegno originale dell'arma, quindi si può dire che la piattaforma rimase essenzialmente invariata fino al suo definitivo ritiro nel 1945. Furono dunque elaborati i seguenti modelli:
- Lebel Mle 1886: il modello base con caricatore tubolare alimentato a cartucce metalliche a polvere infume in calibro 8×50mm R. che andò a sostituire il Gras Mle 1874
- Lebel Mle 1886 M93: la principale innovazione ufficiale della piattaforma, che andava a migliorare la sicurezza e l'affidabilità dell'arma. Le modifiche andarono in particolare a interessare l'otturatore e a aumentare la resistenza strutturale complessiva. Sul finire del secolo furono inoltre introdotte delle modifiche per permettere un'alimentazione sicura dell'arma con la Balle D, una versione spitzer della munizione 8×50mm, senza la quale si sarebbe potuta innescare l'esplosione delle munizioni all'interno del caricatore tubolare sotto la canna. Questa versione dell'arma costituì il principale armamento individuale della fanteria francese nella Grande Guerra.
- Versione Lanciagranate: nel corso della Grande Guerra alcune migliaia di esemplari furono adattati per l'impiego del sistema Vivien-Bessières, con modifiche alla volata e all'equipaggiamento accessorio, per permettergli di lanciare granate da fucile.
- Versione da tiratore scelto: durante il conflitto furono prodotti alcuni miglioramenti per permettere il montaggio di ottiche destinate all'impiego di precisione, tuttavia non si trattò di una modifica standardizzata ma limitata solamente ad alcune migliaia di esemplari, considerato che la dottrina militare francese dell'epoca non prevedeva un utilizzo massiccio di tiratori scelti.
- Lebel 1886/93 M27: dopo la Grande Guerra i comandi francesi compresero la necessità di una nuova arma per la fanteria, ma le ristrettezze di bilancio indirizzarono le commissioni a concentrarsi inizialmente su una modernizzazione del Lebel piuttosto che sullo sviluppo di un'arma completamente nuova, così negli anni '20 vi furono avviate delle sperimentazioni in tal senso. Alla fine degli anni '20 fu sottoposto a delle prove una versione del Lebel denominata M27 con le seguenti caratteristiche: accorciamento della canna, miglioramento degli organi di mira, adozione della nuova munizione 7,5×54 mm, sostituzione del caricatore tubolare da 8 colpi con uno tipo Mannlicher capace di alloggiare 5 colpi. Nonostante alcune idee innovative che avrebbero indubbiamente migliorato l'arma, eliminando i principali problemi della eccessiva lunghezza e lentezza del caricamento, tale conversione non venne adottata dall'esercito in quanto giudicata troppo costosa e complessa, limitando la produzione ad un numero compreso tra i 1,100 e i 1,500 esemplari utilizzati principalmente per i test.
- Lebel 1886/93 modifié 35: negli anni '30, nonostante l'adozione del più moderno MAS 36 (avvenuta comunque con diversi anni di ritardo rispetto alla progettazione) ci fu un tentativo di modernizzazione del Lebel onde ovviare alla carenza di armi e al contempo rispettare i limiti del bilancio. Si trattò essenzialmente di una conversione del lungo fucile da fanteria in carabina e modernizzazione del calibro: infatti la canna venne accorciata a 45cm, furono aggiornati i sistemi di mira e modificate la camera e la canna per accogliere la nuova munizione da 7,5×54mm. Tuttavia queste innovazioni essenzialmente non migliorarono affatto l'arma ma anzi, finirono con l'aggiungere nuovi problemi: infatti il sistema di caricamento rimase l'obsoleto caricatore tubolare, lento da alimentare, con la conseguenza che accorciando la canna si andava a diminuire anche la capacità delle munizioni che passava da 8 colpi a 3. La conversione venne operata su numeri piuttosto ridotti (25-50.000 esemplari) dall'arsenale di Tulle e, a parte alcuni lotti distribuiti tra le truppe coloniali in Algeria e Marocco, non trovò grande impiego sul campo. Tale modifica rappresenta l'ultimo tentativo di modernizzazione del fucile.
Come si può notare il Lebel, a differenza del quasi coevo Berthier, rimase essenzialmente un fucile da fanteria, senza che venissero sviluppate versioni per le varie specialità dell'esercito (artiglieria, cavalleria, truppe alpine e coloniali etc.) venendo adattato solo marginalmente per compiti specifici.
Storia e impiego
Adozione e campagne coloniali
L'adozione del Lebel da parte dell'Esercito Francese ebbe l'effetto di una rivoluzione nella famiglia dei fucili europei: infatti, con la scoperta della polvere infume, le altre potenze decisero di sviluppare delle proprie armi in 8mm con cui armare i propri soldati. Nel 1888 la Germania e l'Austria-Ungheria adottarono i propri fucili da fanteria (rispettivamente il Gewehr 1888 e Mannlicher M1888); a ruota seguirono l'Italia e la Russia nel 1891 (rispettivamente con il Carcano e il Mosin Nagant); gli USA nel 1892 adottarono il fucile Krag-Jørgensen, mentre gli inglesi ammodernarono il loro Lee-Metford con cartucce a polvere infume. In Francia il fucile Lebel andò ad armare praticamente tutti i reparti, sia di nazionali che coloniali, ma ebbe anche una certa diffusione nel mercato civile, dove venivano vendute versioni praticamente identiche a quelle militari, ma mancanti dell'attacco per la baionetta.
Il Lebel venne ampiamente distribuito tra le forze armate francesi, sostituendo progressivamente il Gras Mle 1874, e contribuendo grandemente all'espansione e al mantenimento dell'Impero Coloniale Francese. Fu impiegato dalle truppe francesi, in particolare dalla Legione Straniera, nel consolidamento del dominio francese in Algeria e Nordafrica, nell'espansione nei territori dell'Africa Occidentale (Senegal, Mali, Sudan Francese etc.) nella Seconda Spedizione in Madagascar e l'espansione in Indocina. Durante la Ribellione dei Boxer armò i reparti francesi che presero parte sia alla difesa delle Legazioni che alla spedizione di soccorso; in questi contesti il Lebel diede ottima prova di sé, dimostrandosi un'arma precisa e affidabile, contribuendo alla superiorità tecnologica francese nei confronti dei loro avversari. Tuttavia, nonostante i brillanti risultati sul campo, alla fine del secolo il fucile cominciò a soffrire il confronto con altre armi coeve, in primis il Mauser 98, soprattutto a causa del suo sistema di alimentazione: infatti il sistema del caricatore tubolare, con serbatoio sotto la canna, risultava lento e limitante, soprattutto considerato che la stragrande maggioranza dei fucili di fanteria in dotazione agli eserciti europei era alimentata con clip da 5-6 colpi. Per questo motivo la produzione del fucile fu rallentata già a partire dall'inizio del '900, tanto che all'alba della Prima Guerra Mondiale l'unico arsenale a produrre Lebel era quello di Tulle.
Prima Guerra Mondiale
Il Lebel rimase il principale fucile di ordinanza dell'Esercito Francese per tutta la durata della Grande Guerra, fin dalle prime fasi del conflitto del 1914. Sebbene fosse considerato in parte superato a causa del suo caricatore tubolare (praticamente tutti gli eserciti che presero parte al conflitto erano passati da anni a fucili ad alimentazione a lastrine da 5-6 colpi), il Lebel si dimostrò robusto, affidabile e preciso, cosa che lo rendeva particolarmente apprezzabile nel corso della guerra di trincea. Di contro tuttavia l'arma presentava alcune problematiche: si trattava infatti di un'arma forse eccessivamente lunga per essere utilizzata in spazi angusti come le trincee (arrivava ad 1,80m con la sciabola-baionetta innestata), cosa che ne limitava la maneggevolezza, inoltre il caricatore tubolare, pur offrendo una capacità fino a 9 colpi (8 nel caricatore e 1 in canna) risultava lento da ricaricare, poiché le munizioni dovevano essere inserite una alla volta nel caricatore, rendendo l'arma meno efficiente rispetto alla controparte Mauser, che invece utilizzava lastrine da 5 colpi. Questo problema portò i fanti francesi ad adottare alcune soluzioni pratiche sul campo, come ad esempio una gestione del fuoco più cauta, evitando così di rimanere senza munizioni in condizioni di combattimento, ma al tempo stesso abbassando il rateo di fuoco. A causa di questi problemi il Lebel nel corso del conflitto venne affiancato da altre armi come il Berthier M1907/16 il quale, con la sua alimentazione a lastrina e le dimensioni più contenute, si dimostrò più adatto alla guerra di trincea, ma comunque rimase l'arma individuale preminente tra i ranghi delle forze francesi.
Il periodo tra le due guerre
Dopo la fine del conflitto il Lebel, la cui produzione di nuove armi cessò ufficialmente nel 1920, era ormai considerato ampiamente superato dai comandi francesi, i quali negli anni successivi si concentrarono sulla produzione e la progettazione di nuove armi individuali. Nonostante ciò, l'arma rimase comunque in servizio nelle forze armate francesi, anche perché la modernizzazione procedeva a rilento a causa di vincoli economici e dottrinali, venendo relegato generalmente a ruoli secondari: fu infatti utilizzato nell'addestramento delle reclute, assegnato a unità territoriali della riserva e mantenuto in servizio nelle truppe coloniali, dove le esigenze operative erano meno stringenti rispetto al teatro europeo.
Nel periodo tra le due guerre l'arma comunque prese parte ai conflitti coloniali che videro impegnata la Francia, come la Guerra del Rif contro gli insorti berberi guidati da Abd el Krim: infatti l'ambiente estremo portò i comandi a preferire la robustezza e l'affidabilità del Lebel all'innovazione, nonostante il fucile fosse ormai da considerarsi obsoleto in una guerra moderna.
La Seconda Guerra Mondiale e Guerra Fredda
Nonostante l'Esercito Francese avesse provveduto all'adozione di armi più moderne, come il MAS-36, all'inizio della Seconda Guerra Mondiale il Lebel era ancora ampiamente presente negli arsenali francesi e la necessità di armare in breve tempo centinaia di migliaia di mobilitati costrinse i comandi francesi a distribuire l'arma ai reparti, destinandola principalmente a truppe di seconda linea e richiamati per i quali non era possibile fornire fucili più moderni. Nonostante l'obsolescenza, il Lebel trovò il suo impiego durante la Battaglia di Francia nel 1940 sia contro le truppe tedesche che italiane; a seguito dell'armistizio sia i Tedeschi che gli Italiani si trovarono con centinaia di migliaia di Lebel di preda bellica negli arsenali.
La Wehrmacht introdusse l'arma, con il nome di Gewehr 301(f), principalmente affidandolo a reparti di seconda e terza linea o ausiliari: l'obsolescenza dell'arma infatti, oltre alla non compatibilità con la munizione 7,92 Mauser, la rendevano inadatta ad un utilizzo sul fronte, mentre era ottima per armare reparti non operativi impegnati nella sorveglianza di infrastrutture e compiti statici. Nelle fasi finali del conflitto venne distribuito anche ai reparti del Volkssturm impegnati nella difesa di Berlino, riflettendo la disperazione e la penuria di armi.
Le forze armate del Regno d'Italia incamerarono diverse migliaia di fucili Lebel sia dopo l'armistizio del 1940, sia dopo l'estensione dell'occupazione militare a Tunisia, Corsica e Provenza (1943). Queste armi andarono a rinforzare le unità territoriali e costiere dell'esercito - che le impiegarono anche in Sicilia contro gli Alleati - e dei reparti della Regia Aeronautica addetti alla difesa di aeroporti e alla guardia di altri impianti. Anche alcuni reparti della R.S.I. ebbero in dotazione il fucile francese per l'addestramento basico della fanteria e, segnatamente, due battaglioni di bersaglieri ad Alessandria, oltre a vari reparti dell'Esercito stanziati in Piemonte e Liguria.
Utilizzatori stranieri
Al di fuori dell'Esercito Francese, il Lebel 1886 fu impiegato anche da altre forze armate, sia durante la Prima Guerra Mondiale che nel periodo successivo, principalmente a seguito di forniture militari e riutilizzo di armi trasferite precedentemente.
Durante la Prima Guerra Mondiale il principale destinatario delle forniture di Lebel fu l'Impero Russo; questo infatti, benché da più di vent'anni avesse adottato il Mosin Nagant (per molti aspetti superiore al Lebel), al momento della mobilitazione contro la Germania si trovava a corto di armi con le quali armare i milioni di coscritti dell'Esercito Imperiale, venendo così costretto ad acquistare grossi quantitativi da produttori esteri (come i Winchester M95 americani) oppure a chiedere aiuto agli Alleati per rifornire i propri arsenali. Per rispondere a questo appello la Francia inviò in Russia alcune migliaia di fucili Lebel 1886 che tuttavia, in virtù anche della differenza di munizionamento (la munizione standard russa era il 7,62×54mm) trovarono un impiego limitato al fronte, venendo perlopiù distribuito a truppe di seconda linea o rimanendo negli arsenali. Esemplari di Lebel furono successivamente impiegati durante la Guerra Civile Russa da entrambe le parti in lotta, anche se non in maniera massiccia sempre a causa della differenza di munizionamento con armi russe più diffuse, con le Armate Bianche che ricevettero ulteriori forniture da parte della Francia nell'ottica di sostegno alla causa anti-comunista.
Altro utilizzatore del Lebel fu la Repubblica di Polonia nell'immediato dopoguerra: il neonato Esercito Polacco, formato da reparti polacchi che avevano combattuto sia con gli Imperi Centrali che con l'Intesa, fu infatti caratterizzato da una iniziale eterogeneità nell'armamento individuale (comprendente Mosin Nagant russi, Mannlicher M95 austro-ungarici, Mauser 98 tedeschi etc.) e tra queste armi figurarono anche dei Lebel, rimanenze di quelle che erano state e forniture francesi ai russi durante la guerra oppure equipaggiamento della Legione Polacca che aveva combattuto con i francesi sul Fronte Occidentale al comando del generale Jozef Haller e che dopo l'armistizio si portarono in Polonia per contribuire alla formazione dell'esercito polacco. L'arma trovò un impiego, seppur limitato, durante la Guerra Polacco-Ucraina e Guerra Russo-Polacca del 1919-1921, che vide le truppe polacche contrapporsi all'Armata Rossa.
Bibliografia
- McNab, Chris, Firearms: The Illustrated Guide to Small Arms of the World, ISBN 978-1-4075-1607-3
Voci correlate
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Collegamenti esterni
- (EN) Modèle 1886 Lebel, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.