Lega dei Proscritti

Lega dei Proscritti
Bund der Geächteten
TipoSocietà segreta rivoluzionaria tedesca
Fondazione1834
Scioglimento1836
ScopoLa liberazione e la rinascita della Germania e la realizzazione dei principi espressi nella Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino".
Sede centraleFrancia (bandiera) Parigi

La Lega dei Proscritti (Lingua tedesca: Bund der Geächteten) fu un'organizzazione segreta e rivoluzionaria di ispirazione repubblicana e socialista, fondata a Parigi nel 1834 da funzionari tedeschi dell'artigianato esuli ed emigrati. La Lega aveva l'obiettivo di ""liberare la Germania dal giogo di una vergognosa servitù e instaurare uno stato di cose che, per quanto la lungimiranza umana lo possa consentire, impedisca un ritorno alla miseria ed alla schiavitù"[1]. Il raggiungimento di questo obiettivo principale sarebbe stato possibile "solo con l'instaurazione e il mantenimento dell'uguaglianza sociale e politica, della libertà, della virtù civica e dell'unità nazionale, in primo luogo nei territori appartenenti alla lingua e ai costumi tedeschi, ma poi anche tra tutti gli altri popoli della terra"[1].

Dalla scissione della Lega dei Proscritti nel 1836, nacque la Lega dei Giusti che nel 1847 trovò un'ulteriore evoluzione nella Lega dei Comunisti dopo che Karl Marx e Friedrich Engels vi erano entrati ed avevano suggerito il nuovo nome[2].

Storia

1930-1934: Le origini nell'Associazione Popolare Tedesca

Le prime organizzazioni rivoluzionarie tedesche emersero all'estero sotto l'impulso di funzionari emigrati artigiani e di alcuni esuli intellettuali. Nel 1932 un gruppo di emigranti e artigiani tedeschi d'istanza a Parigi fondarono l'Associazione Popolare Tedesca (Deutscher Volksverein). Originariamente l'associazione era stata istituita come sezione dell'Associazione Tedesca per la Stampa e la Patria (Deutscher Press- und Vaterlandverein) e fu messa al bando nel 1834 a causa di una modifica legislativa. L'Associazione Popolare Tedesca era guidata dal mercante Hermann Wolfrum (nato nel 1812) e dal giornalista Joseph Heinrich Garnier (nato nel 1800)[3].

1934-1936: La Lega dei Proscritti ed il Der Geächtete

Jacob Venedey, una delle figure guida dei Proscritti in un daguerreotipo di Hermann Biow, 1848).

Dopo la messa al bando dell'associazione, i suoi ex membri fondarono la società segreta denominata Lega dei Proscritti (Bund der Geächteten). Jacob Venedey e Theodor Schuster ebbero un ruolo chiave nella fondazione e nello sviluppo di questo nuovo think tank.

In termini di contenuti, la Lega si ispirava a organizzazioni francesi analoghe, come la Société des Saisons di Louis-Auguste Blanqui. La Lega pubblicava una propria rivista intitolata Der Geächtete (Il Fuorilegge) diretto dal giornalista repubblicano ed ex professore all'Università di Heidelberg Jakob Venedey fino all'espulsione da Parigi avvenuta nel 1935. A lui succedette il tipografo alsaziano Éduard Rauch[4]. Il principale collaboratore della rivista fu Theodor Schuster, ex professore all'Università di Gottinga, che diffuse le idee dei socialisti utopisti francesi e dell'economista svizzero Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi, e sostenne, tra le altre riforme, la costituzione degli Opifici nazionali, per "porre rimedio allo sviluppo della disuguaglianza", come testimoniato dal "triste destino degli operai" e a cui "era destinata anche la grande maggioranza degli artigiani"[2]. In uno dei suoi articoli, Schuster scrisse sulla questione sociale[2]:

«Ogni progresso nell'industria e nelle arti nella nostra società significa una battuta d'arresto per il benessere e la cultura umana. Affinché il popolo raggiunga l'intelligenza, sarà necessario, in una futura rivoluzione, rovesciare non solo il monarca, ma la monarchia stessa. Quest'ultima non è formata da armi e corone, ma da privilegi; e il più grande di tutti i privilegi è la ricchezza.»

La Lega dei Proscritti sviluppò un modello cospirativo, con una organizzazione gerarchica che si avvolse deliberatamente di un alone di "oscurità mistica". Il modello era quello della Carboneria italiana, che le permise di eludere la polizia francese e tedesca. Si stima che la Lega arruolò circa 500 membri. Il politico esule Georg Fein, probabilmente partecipò alle riunioni della Lega e pubblicò sul Der Geächtete[5].

Georg Fein

Secondo il suo statuto, l'obiettivo della Lega era la "liberazione e la rinascita della Germania e la realizzazione dei principi espressi nella Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino"[1]. Questo obiettivo veniva annunciato ai membri neofiti. Gli statuti resi noti ai ranghi più alti, recitavano tra gli scopi la "Liberazione della Germania dal giogo di una vergognosa servitù e instaurazione di uno stato di cose che, per quanto la lungimiranza umana lo consenta, impedisca una ricaduta nella servitù. Il raggiungimento di questo obiettivo fondamentale è possibile solo con l'instaurazione e il mantenimento dell'uguaglianza sociale e politica, della libertà, della virtù civica e dell'unità nazionale, in primo luogo nei territori di lingua e costumi tedeschi, ma poi anche tra tutti gli altri popoli della terra"[1].

L'articolo 2 degli Statuti affermava che l'obiettivo dell'organizzazione era "l'affermazione e il mantenimento dell'uguaglianza sociale e politica, della libertà, delle virtù civiche e dell'unità popolare". Questi principi furono sviluppati nel documento Professione di fede di un proscritto, pubblicato come volantino nel 1834, che invocava l'istituzione di una "repubblica democratica" che garantisse tutte le "libertà" e in cui regnasse l'uguaglianza. "Libertà e uguaglianza sono i pilastri che sostengono lo Stato; unità e virtù sono il fondamento su cui si basano i primi", pertanto, "libertà, uguaglianza, virtù e unità nazionale devono essere i principi su cui si fonda la futura costituzione della Germania, se si vuole assicurare la salvezza della Germania e la felicità dei tedeschi onesti"[4].

1936-in poi: Scissione e declino

L'organizzazione si divise già nel 1836. L'ala più radicale formò la Lega dei Giusti, da cui in seguito emerse la Lega dei Comunisti. Questo gruppo comprendeva Karl Schapper, Wilhelm Weitling, Heinrich Bauer e Joseph Moll. Con loro, circa quattrocento seguaci abbandonarono la Lega dei Proscritti, la cui importanza in seguito declinò progressivamente.

Note

Bibliografia

  • (ES) Gian Mario Bravo, Historia del socialismo, 1789 - 1848 el pensamiento socialista antes de Marx, Barcelona, Ariel, 1971, ISBN 84-344-6508-6.
  • (ES) Jacques Droz (a cura di), Historia General Del Socialismo Delos Origenes A 1875, Barcellona, Destino, 1976, ISBN 84-233-1305-0.
  • (DE) Dieter Lent (a cura di), Findbuch zum Bestand Nachlaß des Demokraten Georg Fein (1803 – 1869) sowie Familie Fein (1737-), Niedersächsische Archivverwaltung, 1991.
  • (DE) Wolfgang Schieder, Anfänge der deutschen Arbeiterbewegung. Die Auslandsvereine im Jahrzehnt nach der Julirevolution von 1830, Stoccarda, Ernst Klett Verlag, 1963.
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