Leo Ceroni

Leo Ceroni
NazionalitàItalia (bandiera) Italia
GenereBeat
Liscio
Folk
Periodo di attività musicale1946 – 2003
Strumentofisarmonica

Leo Ceroni (Casola Valsenio, 10 giugno 1926[1] – Castel Bolognese, 11 dicembre 2004) è stato un fisarmonicista e compositore italiano. È considerato uno dei più validi interpreti della musica tradizionale romagnola.

Biografia

Nacque a Casola Valsenio da Lodovico e Lucia Marchi in una casa all'inizio del paese. Visse l'infanzia nel borgo dei Crivellari (I Garavlè in romagnolo), sulle colline della Valle del Senio non lontano da Borgo Rivola. In una famiglia povera Leo si adattò a fare il garzone. Scoprì la passione per la musica fin da bambino. Si appassionò alla fisarmonica perché il padre suonava un organetto[2]. Imparò da autodidatta; venne incoraggiato a continuare da un maestro di banda che gli regalò un libro di musica. Studiò in casa, sempre da autodidatta, strumentazione e composizione[3]. Dal 1946 al 1950 formò un duo musicale con la sorella Anna, che suonava la batteria (cosa inusuale a quei tempi). Nel 1952 presentò domanda d'iscrizione alla SIAE; superò brillantemente l'esame di compositore-autore e venne ammesso nella Società degli autori ed editori. Nel 1957 (anno in cui compone Superfisa, uno dei suoi cavalli di battaglia) Ceroni andò ad abitare a Castel Bolognese, cittadina che divenne la sua residenza definitiva.

Nel 1959 formò la sua prima orchestra e partì per la stagione estiva per il Lago di Garda. Successivamente viene ingaggiato in Spagna (1960) e dal 6 dicembre 1960 in Libano. La sua orchestra ottenne un ingaggio fisso presso l'Hotel Carlton. Ebbe occasione di apparire anche in un programma nella Tv di stato libanese. Purtroppo l'aumento delle tensioni politiche costrinse l'orchestra a ritornare in Italia dopo meno di due anni.[4]

Decise allora di formare un gruppo di musica beat per affrontare il mercato tedesco: nacquero i Blackmen con Leo Ceroni alle tastiere. Il complesso rock dell'epoca era composto da batteria, chitarra e basso. Ceroni aggiunse la tastiera e introdusse due strumenti a fiato, sassofono e trombone, per diversificare il sound fino ad allora ascoltato. Nel 1966 scrisse la musica di L'urlo negro, che divenne il brano più famoso dei Blackmen[5]. Altri successi del gruppo furono: Anna, Sì è lei, Arriva Dicembre[6].

Come autore, avviò collaborazioni con artisti di stampo nazionale: scrisse L'uomo e la valigia e La pura verità, che Mino Reitano interpretò a Canzonissima 1970.

Dopo aver girato il mondo, decise di fermarsi e di tornare a suonare la musica che esprimeva al meglio i valori della sua terra: il liscio. Nel 1970 sciolse i Blackmen e tornò in Romagna. Iniziò la seconda parte della sua carriera. Dal 1970 al 1980 girò l'Italia suonando il liscio con l'orchestra «La Romagna nel mondo»[7]. Dal 1980 al 1990 formò un'orchestra denominata «Ceroni in concerto». Era un tipo diverso di spettacolo, che si prestava alle feste di piazza e ai teatri.
Negli ultimi 14 anni della sua vita (dal 1990 in poi) si esibì come «cantastorie di Romagna» con le sue canzoni in romagnolo per il rilancio della lingua delle origini e per rinverdire la tradizione, accompagnato da Lorella Davalle, talentuosa fisarmonicista scoperta dallo stesso Ceroni[8].

Vita privata

Nel 1953 si sposò con Maria Malavolti, conosciuta ad una serata danzante. Dal matrimonio nacquero Loris (1955) e Susanna (1965). Anche Loris ha scelto la carriera di musicista, diplomandosi al Conservatorio di Pesaro e intraprendendo l'attività di produttore discografico[9].

Premi e riconoscimenti

  • 1992 - Medaglia d'oro SIAE «per 40 anni di iscrizione e attività di composizione».

Discografia dei Blackmen

Singoli

  • 1966 - Arrivata... sei da me/Sì è lei (Edig, GA 8454)
  • 1966 - L'urlo negro (Edig, GA 8456)
  • 1966 - Spacco tutto (Edig, GA 8461)
  • 1969 - Anna/Il vagabondo (Edig, GA 8467)
  • Pagina 31/Tristezza (EMNT 183)
  • 1970 – Ho perso lei (EMNT 212)[10]
  • Santa Lucia/Ho perso lei (EMA 212)
  • Chi vincerà a Imola/Il gatto (Mondo, CE 007)

Raccolte

  • Blackmen (Forlìtape, s.d.)

Discografia di Leo Ceroni (parziale)

Leo Ceroni mostra il 45 giri di Viva il valzer.

Leo Ceroni ha composto più 700 brani, di vario genere: beat, melodico, leggero, folk. Alcuni brani, come Super fisa, La 600 Fiat, Dai de valzer, sono entrati nel repertorio delle orchestre di musica folk.

Singoli

  • Biliardo/La frenata (Mondo, NP.023)
  • La 1900/Il 1300 (Mondo, CE 008)
  • La troia/Viva la fisarmonica (Mondo, CE 009)
  • C'so ja fat/Tri ciod (Mondo, CE 024) – in romagnolo
  • L'auto stop/Il toro (Matra, A 7161)
  • 1979 – Traguardo a sorpresa (Mondo, CL 00359)

Inoltre Leo Ceroni ha composto Dai de valzer (1968) per l'Orchestra Castellina-Pasi.

  • 1970 – Un pupazzo di neve (Antoniano, STP NP 92029/3)
  • 1971 – È fuggito l'agnellino (Antoniano, RFN NP 16435)

Raccolte

  • U' ira una volta... (Collezione di ricordi) (Edizioni musicali, 14-B/MC 001)
  • Romagna canta (Fremus Record, LP FLP-1233) – canzoni dal 1960 al 1980

Discografia dell'Orchestra Ceroni (parziale)

Album in studio

  • 1975 – Ceroni (Mondo, CLB. 012) – contiene Super Fisa
  • Romagna nel mondo (Mondo)
  • Il Folklore di Romagna (Fremus, FLP.P. 1001) – canzoni in romagnolo e in italiano

Singoli

  • Il partigiano (Melody, NP 2195)
  • Pecora nera/Viva il valzer (Mondo, CE 016)
  • La strega/Fantasia (Mondo, CE 19)
  • Alla mamma (Edizioni musicali, s.n.c.)[11]

Filmografia di Leo Ceroni

Note

  1. ↑ Leo Ceroni. Una storia da raccontare, su culturaimola.it, 9 giugno 2025.
  2. ↑ Lo strumento è ancora funzionante ed è custodito dagli eredi.
  3. ↑ Ossani, 2005, p. 15.
  4. ↑ Ossani, 2005, p. 20.
  5. ↑ L'Urlo negro dei Blackmen, su frequenzeindipendenti.blogspot.com, 9 giugno 2010.
  6. ↑ Biografia di Leo Ceroni, su castelbolognese.org. URL consultato il 27 marzo 2026.
  7. ↑ Ossani, 2005, p. 56.
  8. ↑ Ossani, 2005, p. 64.
  9. ↑ Loris Ceroni, su ledunerecording.com. URL consultato il 29 marzo 2026.
  10. ↑ Inserita nel 45 giri Amen dei Layman come lato B.
  11. ↑ Senza numero di catalogo.

Bibliografia

  • Pasquale Ossani (a cura di), Leo Ceroni. Una vita per la musica, Edit Faenza, 2005.

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