Leo Marks

Leopold Samuel Marks, detto Leo (Londra, 24 settembre 1920 – Londra, 15 gennaio 2001), è stato un crittografo, sceneggiatore e scrittore britannico, noto per il suo lavoro nel Special Operations Executive durante la seconda guerra mondiale e per la sceneggiatura del film L'occhio che uccide.

Biografia

Origini e formazione

Leopold Samuel Marks era figlio di Benjamin Marks, proprietario della libreria antiquaria Marks & Co. di Charing Cross Road, a Londra, resa poi celebre dal libro 84, Charing Cross Road di Helene Hanff.[1] Si interessò fin da giovane alla crittografia, anche attraverso la lettura del racconto Lo scarabeo d'oro di Edgar Allan Poe, e si esercitò decifrando i codici usati dal padre per indicare i prezzi dei libri.[1]

Attività nel Special Operations Executive

Chiamato alle armi nel gennaio 1942, Marks fu formato come crittografo e assegnato al Special Operations Executive (SOE), l'organizzazione britannica incaricata di sostenere le operazioni clandestine e i movimenti di resistenza nell'Europa occupata.[1] All'interno del SOE si occupò dei codici e dei cifrari utilizzati dagli agenti inviati dietro le linee nemiche, contribuendo a sostituire i sistemi basati su poesie note con testi originali e con metodi più sicuri.[1]

Fra i testi da lui composti vi fu la poesia The Life That I Have, data come poesia-codice all'agente Violette Szabo.[1] Marks sviluppò inoltre sistemi basati su chiavi stampate su seta, concepiti per essere facilmente nascosti o distrutti dagli agenti in caso di cattura.[2] Nel 1998 tenne all'Imperial War Museum di Londra una conferenza intitolata Codes and Ciphers, nell'ambito di un convegno dedicato al Special Operations Executive.[3]

Per il suo servizio durante la guerra fu nominato membro dell'Ordine dell'Impero Britannico.[1]

Attività di scrittore e sceneggiatore

Dopo la guerra Marks si dedicò alla scrittura per il teatro e per il cinema, spesso rielaborando nella finzione elementi legati alla sua esperienza nei servizi segreti.[1] La sua opera più nota come sceneggiatore è L'occhio che uccide (Peeping Tom, 1960), diretto da Michael Powell, film inizialmente accolto in modo molto controverso e in seguito rivalutato come una delle opere più importanti del cinema britannico del secondo dopoguerra.[4][1]

Nel 1998 pubblicò il libro memorialistico Between Silk and Cyanide: A Codemaker's War, 1941-1945, dedicato alla sua esperienza nel SOE.[1] Il volume, scritto anni prima, fu pubblicato solo dopo un lungo ritardo legato ai vincoli di segretezza governativa.[1] Il libro fu recensito anche dal New Yorker, che ne sottolineò l'interesse come testimonianza sul lavoro di protezione delle comunicazioni cifrate degli agenti.[5]

Marks morì a Londra il 15 gennaio 2001, all'età di ottant'anni.[1]

Opere

Libri

  • Between Silk and Cyanide: A Codemaker's War, 1941-1945, London, HarperCollins, 1998.
  • The Life That I Have, London, Souvenir Press, 1999.

Filmografia parziale

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 (EN) Dan van der Vat, Leo Marks, in The Guardian, 2 febbraio 2001. URL consultato il 2 luglio 2026.
  2. ↑ (EN) Mel Gussow, Writing Codes, Movies and Now a Book, in The New York Times, 17 luglio 1999. URL consultato il 2 luglio 2026.
  3. ↑ (EN) Codes and Ciphers, su Imperial War Museums. URL consultato il 2 luglio 2026.
  4. ↑ (EN) Peeping Tom (1960), su British Film Institute. URL consultato il 2 luglio 2026.
  5. ↑ (EN) Briefly Noted, in The New Yorker, 23 agosto 1999. URL consultato il 2 luglio 2026.

Collegamenti esterni

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