Leonard Liggio

Leonard P. Liggio (5 luglio 1933 – 14 ottobre 2014) è stato uno storico statunitense, figura centrale nello sviluppo del pensiero liberale e libertario[1] nel XX secolo; durante la sua carriera Liggio svolse ruoli dirigenziali in varie organizzazioni come la Mont Pelerin Society, l'Atlas Network e la Philadelphia Society, oltre ad avere insegnato in diverse università.[2]

Biografia

Peter P. Liggio nacque il 5 luglio 1933 crescendo in una famiglia del Bronx politicamente attiva. Il padre era un democratico e sostenitore di Franklin Delano Roosevelt e Al Smith mostrando posizioni contrarie al proibizionismo, ai dazi e alle politiche restrittive sull'immagrazione tipiche dei repubblicani dell'epoca[3] mentre la madre era vicina a posizioni liberali classiche e fu lei tra i principali ispiratori ideologici del figlio[2] le cui posizioni antibelliciste e contrarie all'avvicinamento all'Unione Sovietica furono abbracciate anche dal figlio nel periodo 1941-1945.[3].

Durante la sua adolescenza seguì con interesse la campagna elettorale di Robert Taft basata su posizioni antinterventiste e dopo avere seguito un dibattito patrocinato dall'American Historical Association sull’ingresso degli Stati Uniti in guerra durante la presidenza Roosevelt decise di iscriversi alla Georgetown University[4] per seguire le lezioni di Charles C. Tansill, uno dei protagonisti del dibattito che insieme a Elmer Barnes rappresentavano la posizione che si opponeva alle scelte di Roosevelt.[5] Una volta a Georgetown Liggio si unì a un gruppo chiamato "Students for Taft" e conobbe altre futuri studiosi liberali come Ralph Raico e George Reisman che lo introdussero alla Foundation for Economic Education dove partecipò a vari seminari tra cui quello del presidente dell'associazione Leonard Read[4].

Nella primavera del 1953 venne presentato a New York da Reisman e Raico a Ludwig von Mises, del quale cominciò a seguire i seminari[6], fu lì che conobbe Murray Rothbard con cui iniziò una collaborazione che sarebbe durata quarant'anni. Ritornato dall'esperienza a New York con Mises a Georgetown lì fondò la Intercollegiate Society of Individualist insieme a Frank Chodorov[4].

Insieme a Rothbard durante gli anni Cinquanta partecipò agli incontri tenuti da Ayn Rand nella sua residenza, dai quali però si allontanerà presto sia per via delle sue posizioni teiste[4] sia per la colpa di avere fortemente indispettito la scrittrice dopo essersi addormentato durante un suo discorso.[7]

Sempre negli anni Cinquanta Liggio cominciò a collaborare per il Volker Fund tramite il quale riuscì a entrate in contatto con diversi studiosi liberali classici suoi contemporanei come Milton Friedman, Felix Morley, Israel Kirzner, Bruno Leoni e James Buchanan[8].

Nello stesso periodo insieme a Rothbard fondò la rivista Left and Right con l'obiettivo dichiarato di avvicinare le posizioni del nascente movimento anarcocapitalista alla sinistra radicale dell'epoca: i due provenivano dall'area culturale dell'Old Right americana della quale abbracciavano le idee antibelliciste e isolazioniste, posizioni largamente condivise anche nella controcultura giovanile, trovando incoraggiamento in questo da parte dell'anarchico Karl Hess.[9]

Nel 1961 fu tra i fondatori dell'Institute for Human Studies organizzazione per la quale organizzò conferenze per tutto l'arco della sua vita e contribuendo a portare Friedrich von Hayek a collaborare con loro negli anni successivi alla sua vittoria del premio Nobel[10]. Tra il 1968 al 1977 insegnò alla Università della Città di New York e all'università dello Stato di New York-Old Wesbury per poi successivamente prendere la cattedra di storia alla George Mason University, posizione che tenne vent'anni. Nel 1978 ritornò a collaborare con l'Institute for Human Studies diventandone presidente nel 1980. Fece inoltre parte della Mont Pelerin Society, del Cato Institute e del Liberty Fund, nel 1994 entrò anche a fare parte dell'Atlas Network[10].

Morì il 14 ottobre 2014, celibe e senza figli[11], il suo funerale fu celebrato con rito cattolico, religione seguita da Liggio.[12]

Note

  1. ↑ Brian Doherty, Leonard Liggio, R.I.P., su Reason, 14 ottobre 2014. URL consultato il 14 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2025).
  2. 1 2 Zupan e Magness, p. 121.
  3. 1 2 Liggio 2010, p. 185.
  4. 1 2 3 4 Zupan e Magness, p. 122.
  5. ↑ Liggio 2010, p. 186.
  6. ↑ Liggio, p. 186.
  7. ↑ Adamo, p. 217.
  8. ↑ Zupan e Magness, p. 123.
  9. ↑ Adamo, pp. 214-215.
  10. 1 2 Zupan e Magness, p. 124.
  11. ↑ Zupan e Magness, p. 125
  12. ↑ Ralph Raico, Leonard Liggio, RIP, su Ludvig Von Mises Institute, 18 ottobre 2014. URL consultato il 14 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2026).

Bibliografia

  • Leonard P. Liggio, A Classical Liberal Life (PDF), in Walter Block (a cura di), I chose liberty: autobiographies of contemporary libertarians, Auburn, Ludvig von Mises Institute, 2010, ISBN 978-1-4129-6580-4 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2025).
  • Marty Zupan e Phillip W. Magness, Leonard P. Liggio: Man of Peace, in The Indipendent Review, vol. 20, 1 (agosto 2015), Independent Institute, pp. 121-126. URL consultato il 5 aprile 2026.
  • Pietro Adamo, L'anarchismo americano nel Novecento - da Emma Goldman ai Black Block, San Giuliano Milanese, FrancoAngeli, 2016, ISBN 978-8891742759.
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