Leonida e compagne
| Santi Leonida e compagne | |
|---|---|
Martiri | |
| Morte | III o IV secolo a Corinto |
| Venerato da | Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa[1] |
| Ricorrenza | 16 aprile |
| Attributi | Palma del martirio |
Leonida e compagne sono un gruppo di martiri cristiani, venerati come santi dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa
Agiografia
Le notizie agiografiche attorno a questo gruppo di martiri sono contenute nei sinassari e nei menologi bizantini.[2] Ignota è l'epoca esatta del loro martirio, che può essere presumibilmente il III secolo o gli inizi del IV.[3]
Il giovane Leonida, assieme a sette donne, Nice, Cariessa, Nunechia, Basilissa, Galena, Callide e Teodora,[4] furono arrestati e condotti di fronte al governatore di Corinto. Mantennero ferma la loro fede cristiana, rifiutandosi di apostatare. Per questo motivo furono torturati e poi affogati in mare. Una variante, racconta che questi martiri erano originari di Trezene; arrestati e condotti a Corinto, furono giudicati dal governatore Venusto.[2]
Una tardiva tradizione bizantina, non anteriore al XIV secolo, fa di Leonida un vescovo di Atene.[2]
Culto
Il culto di questi martiri è antichissimo, poiché già documentato nei più antichi martirologi cristiani, il martirologio siriaco[5] e quello geronimiano, entrambi al 16 aprile.[2] Nel primo martirologio sono indicate otto donne, ma senza menzione dei loro nomi.
Il loro culto era ancora vivo nel XIII e XIV secolo, poichè di loro parlano Michele Coniata e Niceforo Gregora; in questi autori non si fa cenno a un episcopato ateniese di Leonida.[2]
Nella Chiesa latina, questo gruppo di martiri fu inserito al 16 aprile nei martirologi altomedievali di Adone di Vienne e di Usuardo. Ma, a causa di un'errata lettura del martirologio geronimiano, i nomi furono modificati in Callisto, Carisio e sette compagni.[3] Queste medesime informazioni passarono al Martirologio Romano di Cesare Baronio.[6]
Con la revisione del martirologio romano dopo il concilio Vaticano II, è stata ripristinata la corretta denominazione dei santi:[7]
Nella Chiesa ortodossa alla stessa data del 16 aprile si ricordano i medesimi santi, ma con l'aggiunta di un'ottava donna, Irene.[1]
Note
- 1 2 Martyrs Leonidas, Chariessa, Nice, Galina, Kalista, Nunechia, Basilissa, Theodora, and Irene, of Corinth, su oca.org. URL consultato l'8 luglio 2026.
- 1 2 3 4 5 Bibliotheca sanctorum, VII, col. 1309.
- 1 2 Bibliotheca sanctorum, VII, col. 1310.
- ↑ Varianti dei nomi riportati dal martirologio romano: Carissa, Galina, Teodora, Nica, Nunezia, Callide, Basilissa.
- ↑ (LA) Bonaventura Mariani, Breviarium Syriacum seu Martyrologium Syriacum, Subsidia studiorum, vol. 3, 1956, p. 35.
- ↑ Martirologio romano pubblicato per ordine del Sommo Pontefice Gregorio XIII, riveduto per autorità di Urbano VIII e Clemente X, aumentato e corretto nel 1749 da Benedetto XIV (PDF), quarta edizione italiana, Libreria editrice vaticana, 1955, p. 90.
- ↑ Martirologio romano, 2004, p. 329.
Bibliografia
- Raymond Janin, Leonida e VII donne, santi, martiri a Corinto, in Bibliotheca sanctorum, VII, pp. 1309-1310.
- (FR, EL) Francois Halkin, Saint Leonide et ses sept compagnes martyrs a Corinthe, in Επετηρίς Εταιρείας Βυζαντινών Σπουδών, vol. 23, 1953, pp. 217-223.
Collegamenti esterni
- Leonida e compagne, in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.