Lestrigoni
| Lestrigoni | |
|---|---|
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| Saga | Odissea |
| Nome orig. | Λαιστρυγόνες |
| Autore | Omero |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | Giganti |
| Poteri | forza sovraumana |
I Lestrigoni (in greco antico Λαιστρυγόνες?) sono un popolo leggendario di giganti antropofagi apparsi nel decimo libro dell'Odissea di Omero.
Dotati di incredibile forza, vivevano nella città di Telepilo ed erano governati dal re Antifate: su ordine di quest'ultimo distrussero la flotta di Odisseo e uccisero i suoi compagni; solo la nave dell'eroe, rimasta all'ancora fuori dal porto, si salvò dalla strage.
Nell'Odissea
Odisseo, dopo essere stato cacciato dalla casa di Eolo in quanto portatore di sventura[1], arriva dopo sette giorni di navigazione in una terra rocciosa e scoscesa, dove il giorno e la notte scorrono così rapidamente che il pastore che esce col gregge al mattino incontra lungo la strada quello che rientra per sera[2]: è Telèpilo (in greco antico Τηλέπυλος?, "porta lontana"), patria dei Lestrigoni, fondata da Lamo.
Dopo aver attraccato le navi nel porto lì presente, Odisseo manda tre dei suoi compagni in esplorazione per presentarsi agli abitanti del luogo. I tre, durante il tragitto, incontrano una donna intenta a raccogliere l'acqua nei pressi della fonte Artachia: si tratta della figlia di Antifate, re di Telepilo, a cui i tre uomini vengono indirizzati. Arrivati nella casa del re, questi vi trovano solo la sua consorte dalle enormi dimensioni e ne hanno immediatamente paura: proprio in questo momento appare Antifate, che afferra e divora uno di loro.[3]
Mentre i due compagni superstiti fuggono verso le navi, sono inseguiti da tutti gli altri Lestrigoni che attraverso il lancio di grossi massi distruggono le loro navi e uccidono gli uomini per poi mangiarli:
Solo la nave di Odisseo, l'unica a non essere ormeggiata al porto, riesce rapidamente a partire e scampare all'assalto.[4]
Localizzazione
Benché essi appartengano al mito più che alla storia, già nell’antichità i poeti greci e latini si sforzarono di localizzare la terra dei Lestrigoni descritta nell'Odissea. Secondo i Greci si trovava nella costa orientale della Sicilia[5], nello specifico nella piana di Lentini.[6]
Poeti latini come Orazio[7], Ovidio[8] e Plinio il Vecchio[9] credevano che i Lestrigoni abitassero sulla costa meridionale del Lazio, nei pressi di Formia, città che essi ritenevano fondata da Lamo[10], figlio di Poseidone e primo re di questo popolo, nonché ritenuto dai latini come capostipite della gens Lamia.[11]
Secondo lo storico Angelo Paratico, la leggenda dei Lestrigoni sarebbe nata dall’avvistamento, da parte di marinai greci, dei Giganti di Mont’e Prama, recentemente riportati alla luce in Sardegna[12].
Secondo Strabone (Geografia), i Campi Flegrei erano la terra dei giganti Lestrigoni, i quali, al comparire della nave di Odisseo, lanciano pietre e fuoco. Le eruzioni flegree, così, vengono mitizzate come grossi macigni lanciati dai mostri (vulcani).[13]
Note
- ↑ Omero, vv. 71-76, in Odissea, vol. 10.«[...] e il padre [Eolo] rispose: “Va' via dall’isola, subito, ignominia dei vivi; non è mio costume ospitare e scortare un uomo che è in odio agli dei beati. Vattene, perché arrivi qui in odio agli dei”. Dicendo così mi cacciò dalla casa tra gemiti cupi.»
- ↑ Omero, vv. 80-86, in Odissea, vol. 10.«Navigammo sei giorni, di notte e di giorno: al settimo fummo alla rocca scoscesa di Lamo, la Lestrigonia Telèpilo, dove il pastore rientrando chiama il pastore e quello uscendo risponde. Un uomo insonne otterrebbe li doppia paga, una guardando i buoi, l’altra pascendo le argentee greggi. Perché lì son vicini i sentieri della notte e del giorno.»
- ↑ Omero, vv. 105-117, in Odissea, vol. 10.«Fuori città s’imbatterono in una fanciulla che andava alla fonte, la nobile figlia del Lestrigone Antifate. Ella era scesa alla fonte Artachia dalla bella corrente: da lì portavano l’acqua in città. Avvicinatisi, le rivolsero la parola e le chiesero chi fosse mai il loro re e su chi comandava. Subito lei indicò la casa dall’alto soffitto del padre. Quando entrarono nelle celebri case, vi trovarono la moglie di questi, alta come cima di monte, e ne ebbero orrore. Ed ecco costei chiamò dalla piazza il nobile Antifate, suo marito, il quale ordì loro una fine luttuosa. Afferrato senza indugio un compagno, lo fece suo pasto: gli altri due, lanciatisi in fuga, le navi raggiunsero.»
- ↑ Omero, vv. 128-134, in Odissea, vol. 10.«Subito ai miei compagni ordinai, incitandoli, di gettarsi sui remi per scampare al pericolo. Ed essi insieme remarono, tutti, temendo la fine. Felicemente sfuggì verso il mare alle rocce incombenti la nave mia: ma le altre perirono in mucchio in quel luogo. Navigammo oltre, da lì, col cuore angosciato, sollevati da morte, perduti i cari compagni.»
- ↑ Tucidide, 2.1, in Guerra del Peloponneso, vol. 6.«Si dice che la gente più antica che abbia abitato una parte del paese [la Sicila, ndr] siano stati i Ciclopi e i Lestrigoni»
- ↑ Giovanni Tzetzes, 662, in scolio sull'Alessandra di Licofrone.«[...] Si dice che gli abitanti di Lentini, in Sicilia, abitino oggi la Lestrigonia citata da Omero.»
- ↑ Orazio, 16, vv.34-35, in Odi, III.«[...] il mio vino non invecchia in anfore di Formia (Laestrygonia Bacchus in amphora languescit)»
- ↑ Ovidio, vv. 713-717, in Metamorfosi, vol. 15.«[...] Da lì raggiunge le fonti calde, e Literno ricca di lentischi, e il Volturno che trascina molta sabbia sotto i suoi gorghi, e Sinuessa popolata di bianchi serpi, e l’opprimente Minturno, e la tomba della nutrice, e la reggia di Antifate...»
- ↑ Plinio il Vecchio, 9,6, in Naturalis historia, III.«[...] l'insediamento di Formia, una volta detto Hormiae: come si è supposto, antica sede dei Lestrigoni»
- ↑ Ovidio, vv. 233-234, in Metamorfosi, vol. 14.««Di lì giungemmo all’antica città dei Lestrigoni, fondata da Lamo» disse; «allora Antifate regnava su quella terra. [...]»
- ↑ Anna Ferrari, Dizionario di Mitologia Greca e Latina, UTET, 2018, p. 408. URL consultato il 16 luglio 2026.
- ↑ Are the giants of Mount Prama Odyssey's Laestrygonians? - Gingko Edizioni, in Gingko Edizioni, 2 giugno 2014. URL consultato il 31 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 3 gennaio 2021).
- ↑ Mario Sirpettino, La terra della Sibilla, 1. ed, DiMauro, 1992, ISBN 88-85263-45-3, OCLC 313275127. URL consultato il 1º febbraio 2021.
Bibliografia
- "Civiltà Aurunca" n. 63-64, Caramanica Editore, Marina di Minturno, 2006, p. 55 e segg.
- "Hera" n. 86-2007 (scoperta archeologica in Calabria relativa ai Lestrigoni).
- "Ethne e religioni nella Sicilia Antica. Atti del convegno" di Pietrina Anello, Giuseppe Martorana, Roberto Sammartano; Roma, Giorgio Bretschneider, 2006.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Lestrìgoni, su sapere.it, De Agostini.
- (EN) Laestrygones, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Gazzetta degli Aurunci, marzo 2007, su gazzettadegliaurunci.it (archiviato dall'url originale il 27 giugno 2016).
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