Letterio Turchi
| Letterio Turchi vescovo della Chiesa cattolica | |
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| Incarichi ricoperti |
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| Nascita | 2 giugno 1789 ad Apiro |
| Ordinazione sacerdotale | 12 giugno 1813 |
| Nomina a vescovo | 3 aprile 1843 da papa Gregorio XVI |
| Consacrazione a vescovo | 18 aprile 1843 dal cardinale Luigi Lambruschini, B. |
| Morte | 8 novembre 1861 (72 anni) a Città di Castello |
Letterio Turchi (Apiro, 2 giugno 1789 – Città di Castello, 8 novembre 1861) è stato un vescovo cattolico italiano.
Biografia
Nacque ad Apiro il 2 giugno 1789 da una nobile famiglia. È nipote dello storico Ottavio Turchi.
Intrapresa la carriera ecclesiastica, il 12 giugno 1813 fu ordinato sacerdote, nell'agosto 1823 si addottorò in teologia e diritto canonico presso l'Università di Camerino e il 24 settembre 1829 si addottorò anche in utroque iure. In seguito, divenne docente presso il seminario di Recanati e poi presso l'Università di Camerino, dove insegnò Sacra Scrittura. A Camerino fu inoltre rettore del Seminario, in seno al quale fondò, nel 1819, la biblioteca[1]. Ottenne anche i titoli di prelato domestico di Sua Santità e di assistente al Soglio Pontificio[2].
Fino alla nomina a vescovo fu anche vicario generale dell'arcidiocesi di Camerino, e fu chiamato ad amministrarla fino all'insediamento di Gaetano Baluffi sulla cattedra arcivescovile[3].
Il 3 aprile 1843 papa Gregorio XVI lo nominò vescovo di Norcia. Ricevette la consacrazione episcopale il 18 aprile seguente a Roma, nella basilica di San Pietro in Vincoli, dalle mani di Luigi Lambruschini, cardinale vescovo di Sabina, co-consacranti l'arcivescovo Fabio Maria Asquini, arcivescovo titolare di Tarso (poi cardinale), e il vescovo Giuseppe Maria Castellani, vescovo titolare di Porfireone.
Durante il suo episcopato, convocò un sinodo diocesano, i cui decreti furono pubblicati nel 1848. Inoltre, espresse posizioni assai dure contro la Repubblica Romana, che lui chiamò "governo dello sterminio"[4].
Il 20 maggio 1850 papa Pio IX lo trasferì alla sede vescovile di Città di Castello.
Durante il suo episcopato tifernate celebrò, nel 1853, il sinodo diocesano. Inoltre, nel 1855 benedisse la prima pietra del Santuario di Canoscio[5].
Morì l'8 novembre 1861 a Città di Castello, in seguito ad una lunga malattia, e fu sepolto in cattedrale.
Opere
Utriusque foederis bibliorum subsidia exegetica, 1841-1843.
Genealogia episcopale
La genealogia episcopale è:
- Cardinale Scipione Rebiba
- Cardinale Giulio Antonio Santori
- Cardinale Girolamo Bernerio, O.P.
- Arcivescovo Galeazzo Sanvitale
- Cardinale Ludovico Ludovisi
- Cardinale Luigi Caetani
- Cardinale Ulderico Carpegna
- Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni
- Papa Benedetto XIII
- Papa Benedetto XIV
- Papa Clemente XIII
- Cardinale Marcantonio Colonna
- Cardinale Giacinto Sigismondo Gerdil, B.
- Cardinale Giulio Maria della Somaglia
- Cardinale Luigi Lambruschini, B.
- Vescovo Letterio Turchi
Note
- ↑ https://www.beweb.chiesacattolica.it/istituticulturali/istituto/1364/Biblioteca+del+Seminario+arcivescovile
- ↑ https://www.beweb.chiesacattolica.it/persone/persona/5071/Letterio+Turchi
- ↑ https://www.beweb.chiesacattolica.it/diocesi/diocesi/450/Camerino+-+San+Severino+Marche
- ↑ https://www.storiatifernate.it/id/austriaci-in-citta-e-repressione/
- ↑ https://www.diocesicittadicastello.it/santuario-di-canoscio/
Collegamenti esterni
- Letterio Turchi, su BeWeb, Conferenza Episcopale Italiana.
- (EN) David M. Cheney, Letterio Turchi, in Catholic-Hierarchy.org.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 89508990 · ISNI (EN) 0000 0000 6248 8794 · SBN BVEV114155 · BNF (FR) cb14513920m (data) |
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