Linea aerea di contatto

Catenaria rigida: un caso di doppia alimentazione per permettere la circolazione di mezzi con alimentazione diversa sullo stesso percorso (rotaia a 1200 V cc, 15000 V ca, ferrovie del Sihltal e del Uetliberg - Svizzera); le linee di alimentazione erano poste disimmetriche rispetto all'asse del binario, quindi i pantografi erano disassati nei mezzi delle due linee, per poter captare ognuno la propria corrente

La linea aerea di contatto (o linea aerea di alimentazione)[1] è un sistema di alimentazione elettrica a filo aereo, usato per fornire l'energia necessaria alla trazione di tram, filoveicoli e treni.

Il mezzo di trasporto, spostandosi lungo la linea aerea posta in alto rispetto al percorso, tramite un sistema di captazione (trolley, asta, archetto) sposta il suo punto di presa dalla linea. La linea elettrica è alimentata tramite sottostazioni (poste a distanze precalcolate per le minime perdite) connesse alla rete di distribuzione di energia elettrica a tensione medio-alta, o ad altro sistema di generazione elettrica.

La catenaria rigida

Riguardo l'Italia, in alcune nuove gallerie di più recente elettrificazione si preferisce, per ragioni di costi e praticità, usare la catenaria rigida[2], la cui istallazione da parte di RFI è iniziata verso gli ultimi mesi del 2018[3]. Si trova[4] nei tratti coperti dove la vecchia linea usurata doveva essere sostituita e nei nuovi tratti dove vi sono gallerie di sezione ridotta, ma viene usata anche nei capannoni adibiti a ricovero e revisione.

La catenaria rigida presente nel tratto orientale della linea 6 della metropolitana di Napoli con mensole e isolatori. Anche questa soluzione segue lo schema a zig-zag per non usurare il pattino di grafite del pantografo in un unico punto

La catenaria rigida prevede l'inserimento del filo di contatto in un profilato in alluminio. Dopo l'installazione, si fanno test rigorosi per controllare la planarità e la captazione di corrente. Può reggere carichi elettrici maggiori proprio per la presenza di maggiore sezione di rame e aluminio[5].

Confronto fra i due sistemi

Per l'applicazione, però, non possono essere sostituiti ovunque per via dei costi maggiori riguardo i materiali (necessitano di altri attacchi per la poligonazione e isolatori più grandi), anche se a differenza di quella con i cavi non hanno ai lati i contrappesi per la tensionatura, consentendo una forte riduzione degli spazi d'ingombro (non ci sono più le carrucole con i dischi).

L'inconveniente maggiore è quello della maggiore usura del pantografo per via della rigidità meccanica[6] che non è  elastica, il profilato metallico[7] genera piccoli sobbalzi con conseguenti micro archi per i maggiori attriti.

Generalità

I mezzi di trasporto elettrici (per esempio tram e treni) che si alimentano tramite linee aeree utilizzano per prelevare la corrente un dispositivo tra i seguenti: archetto tranviario, trolley a stanga rigida o pantografo. Nel caso di mezzo su rotaie e alimentazione aerea monofilare, per chiudere il circuito si usano le rotaie di corsa del mezzo stesso. Nel caso di mezzo su gomma, il ritorno avviene su un secondo filo e la linea aerea è detta bifilare.

Un terzo caso è quello di mezzo elettrico su rotaie ma senza linea aerea (solitamente nelle metropolitane): in tal caso l'alimentazione è presa tramite pattini da una terza rotaia elettrificata posta più in basso e su degli isolatori, che può trovarsi al centro fra le altre due o di lato. Rispetto alla linea aerea si tratta di un sistema più economico ma più complesso, soprattutto nei passaggi a livello, e più pericoloso per chi vi si avvicina.

Le linee aeree di alimentazione dei vari paesi del mondo adottano tensioni diverse, a volte differenti tra rete e rete, come per esempio in Svizzera dove coesistono sistemi a corrente continua e corrente alternata, a tensioni molto differenti. Molte moderne ferrovie, ad alta velocità e tradizionali, stanno unificando i sistemi adottando la tensione di 25 kV in corrente alternata per una migliore interoperabilità.

Le linee ferroviarie italiane adottano di massima due tipi di elettrificazione:

  • sulle linee tradizionali la tensione erogata è di 3600 V (3 000 nominali) in corrente continua;
  • sulle linee ad alta velocità la tensione erogata è di 25000 V in corrente alternata alla frequenza di 50 Hz.
  • su alcune poche linee, specie di confine, sono ancora presenti tensioni diverse quali, 1500 V a corrente continua e 15000 V a corrente alternata.

Struttura costruttiva

Linea di contatto a 3000 V cc sull'infrastruttura ferroviaria nazionale italiana. Si distinguono: la mensola (che regge la catenaria e la connette al palo), la fune portante (in alto), i due fili di contatto (in basso), i pendini (verticali) che connettono la fune portante al filo, gli isolatori

Per permettere un contatto continuo ottimale, anche alle velocità più elevate del veicolo, il filo conduttore viene steso lungo il percorso stesso ad una altezza costante rispetto al piano del ferro (o della strada). All'aumento delle velocità di circolazione dei veicoli, la tensionatura del filo conduttore dev'essere in grado di assicurare un'altezza costante; le variazioni di livello del filo potrebbero far staccare il dispositivo di captazione, portando a pericolose sfiammate, oppure portare allo spezzamento del filo stesso.

La struttura a semplice filo (fune portante assente) è stata la prima ad essere utilizzata, in ordine di tempo, ed è rimasta in uso per le linee di alimentazione tranviarie o filoviarie. È quasi scomparsa invece per le ferrovie secondarie in quanto permette la trasmissione di basse potenze elettriche e velocità molto contenute.

Di norma per la circolazione ferroviaria dei treni si adotta, sovrapposto al filo "di contatto" un altro conduttore portante (fune); il complesso prende il nome di "catenaria" (il nome deriva dalla omonima curva geometrica). Dalla fune portante scendono dei fili verticali, detti "pendini", dimensionati in lunghezza in modo da far sì che i fili di contatto si trovino sempre alla stessa altezza; sono posti a intervalli regolari nella campata in modo tale da mantenere la poligonazione del filo di contatto.

Il collegamento tra fili di contatto e corde portanti permette, tra l'altro, di trasportare correnti maggiori in virtù della maggiore sezione.

La linea aerea è suddivisa sezioni dette "regolazioni", al fine di regolare la tensione del filo con pesi e carrucole e limitare le oscillazioni (prodotte tra filo e pattino di presa in movimento, soprattutto ad alta velocità) che potrebbero interrompere il contatto elettrico tra le parti e danneggiarle.

Per ridurre le oscillazioni, che possono essere causate anche da fattori atmosferici, si utilizzano, in corrispondenza di portali o posti di regolazione in linea, dei sistemi di carrucole e contrappesi di tensionamento opportunamente posizionati.

Il filo di contatto, e su curve con raggio ridotto anche la fune portante, viene "poligonato" sul piano trasversale in modo tale che faccia un movimento a zig-zag, per far si che il contatto strisciante del dispositivo captatore con il filo conduttore non avvenga sempre nello stesso punto, in quanto provocherebbe una rapida usura, fino al taglio dello stesso. La poligonazione fa si che l'usura del pattino sia uguale su tutta la sua superficie, riducendo il surriscaldamento e l'usura.

La poligonazione non è realizzabile con sistemi di presa delle aste di captazione, a guscio (come nei filobus) o a rotella, in cui il punto di contatto è obbligato dalla forma stessa del sistema di captazione: d'altra parte tali sistemi di captazione sono previsti per mezzi operanti a velocità medio-basse.

Alimentazione

L'alimentazione della linea aerea di contatto avviene a tratte alimentate separatamente, da sistema esterno, in genere da una linea elettrica di trasmissione ad alta tensione.

La distanza tra i vari punti di sezionamento e di alimentazione è calcolata in modo che le cadute di tensione in linea non superino un valore limite; sono più vicine tra loro nelle alimentazioni a corrente continua a 3000 V e più distanti in quelle a corrente alternata a tensioni più elevate, di 15 kV e di 25 kV.

I punti di alimentazione della linea aerea di contatto sono delle sottostazioni elettriche di trasformazione della corrente ad alta tensione in quella necessaria al sistema di trazione.

Altezza della linea di contatto

L'altezza della linea di contatto è frutto di un compromesso relativo alla limitazione dei costi di costruzione dell'infrastruttura di trasporto su rotaia, in quanto una linea più alta richiederebbe pali più alti per il sostegno, gallerie di maggiori dimensioni e ponti di sovrappasso della ferrovia più alti. L'altezza minima dei fili è anche condizionata dalle necessità di circolazione dei mezzi stradali nei passaggi a livello.

In Francia le linee aeree hanno un'altezza media da 5,20 m, andando da un minimo di 4,32 m sotto ponti stradali e gallerie sino ad un massimo di 6,20 m nei passaggi a livello.[8]

La tendenza recente è comunque quella di eliminare i passaggi a livello, sostituendoli con sottopassaggi o sovrappassaggi, il ché elimina il rischio di pericolosi contatti dei mezzi stradali con la linea aerea di contatto e con la circolazione ferroviaria in generale.

Galleria d'immagini

Componenti

Mezzi d'opera

Note

  1. ↑ Ing. Alberto Florian RFI Spa (VE), «Struttura e aspetti della catenaria della trazione elettrica (PDF), su cifi.it, 10 novembre 2017.
  2. ↑ Ing. Claudio Spalvieri, Catenaria rigida - Applicazioni nelle gallerie di RFI (PDF), su cifi.it, 20 luglio 2020.
  3. ↑ La catenaria rigida GCF sarà lo standard per RFI in galleria, su ferrovie.it, 19 Mag. 2019.
  4. ↑ (EN) Rigid overhead conductor rail CR4, su furrerfrey.ch.
  5. ↑ (EN) Sicat SR - Overhead conductor rail system for mass transit and main-line railways. (PDF), su assets.new.siemens.com.
  6. ↑ Ing. Lorenzo Bonaccina, Interazione pantografo-catenaria Gestione delle anormalità e principali casistiche (PDF), su cifi.it, 14 dicembre 2014.
  7. ↑ Catenaria rigida (foto), su furrerfrey.com.
  8. ↑ (FR) Procedure en cas incident sur une catenaire/SNCF, su sncf.com.
  9. ↑ La linea elettrica di alimentazione, su segnalifs.it.
  10. ↑ Isolateurs de section, in tedesco: streckentrenner, in inglese: Section insulator

Bibliografia

  • Enrico Bianco, Direttissima Roma-Firenze. Gli impianti di trazione elettrica. Le attrezzature di sostegno, in Ingegneria Ferroviaria, 33 (1978), n. 1, pp. 75–82.
  • Mario Comolo, Direttissima Roma-Firenze. Gli impianti di trazione elettrica. Modalità costruttive, in Ingegneria Ferroviaria, 33 (1978), n. 1, pp. 83–89.
  • Guido Corbellini, 1905-1955. Il Cinquantenario delle Ferrovie dello Stato, Roma, Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani-Ponte San Nicolò, Duegi, 2005, ISBN 88-900979-0-6.
  • Alfredo D'Arbela, La locomotiva elettrica, in Ingegneria Ferroviaria, 16 (1961), n. 7-8, pp. 715-729.
  • Alberto De Santis, Trecentomila pali reggono la linea aerea FS, in I Treni Oggi, 3 (1982), n. 23, pp. 12-20.
  • Gruppo Savona E 431, Geometrie del trifase, in Tutto treno, 24 (2011), n. 256, pp. 28–41.
  • Giuseppe Guidi Buffarini, L'elettrificazione ferroviaria in Italia ha compiuto 100 anni, in Ingegneria Ferroviaria, 58 (2003), n. 9, pp. 791-818.
  • Lucio Mayer, Impianti ferroviari. Tecnica ed esercizio, 3ª ed. a cura di Pier Luigi Guida ed Eugenio Milizia, Roma, Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani, 2003.
  • Luigi Prosperi, L'elettrificazione in Italia, in Ingegneria Ferroviaria, 16 (1961), n. 7-8, pp. 699-714.
  • Roberto Rolle, Impianti elettrici FS: facciamo il punto, in Tutto treno, 11 (1998), n. 109, pp. 19–23.
  • Roberto Rolle, Impianti elettrici FS: facciamo il punto, in Tutto treno, 11 (1998), n. 110, pp. 14–18.
  • Maurizio Severino, Evoluzione della linea di contatto in corrente continua, in La tecnica professionale, n. s. 15 (2008), n. 12, pp. 5–18.

Voci correlate

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