Lois White

Anna Lois White (Auckland, 2 novembre 1903 – Auckland, 13 settembre 1984) è stata una pittrice neozelandese della corrente modernista.

Insegnò alla scuola d'arte Elam dell'università di Auckland dal 1927 al 1963.[1]

Biografia

White era la più giovane di quattro figli. La sua famiglia apparteneva alla classe media, e suo padre, Arthur Herbert White, era un architetto di Auckland.[2] Sua madre Annie White (da nubile Phillips), faceva parte della chiesa metodista di Mount Albert.[3] La sua famiglia ebbe un ruolo importante nella crescita del metodismo nei quartieri di Mount Albert e Mount Roskill, ad Auckland.[4] La nonna materna di White gestiva la W. Phillips & Sons, un'azienda che importava stampe e materiali per gli artisti. Nel 1920, il padre di White morì, e ciò fu la fine della loro condizione economica agiata. Per un po' di tempo, dopo la morte di suo padre, la sua famiglia avrebbe dovuto dipendere dal sostegno pecuniario da parte di altri parenti.[3]

White si iscrisse alla Epsom Girls' Grammar School dal 1919 al 1922, eccellendo in tutte le materie.[5] Fu la nuotatrice migliore della sua scuola e vinse ogni gara per il titolo di campionessa della scuola superiore.[6] Inoltre, White dimostrò un potenziale artistico già da giovane, dato che divenne un membro stimato del circolo di disegno della scuola, nel quale venne "lodata molto" per i suoi contributi artistici.[6]

Nel 1923, White si iscrisse alla Elam.[2] Un anno e mezzo dopo, nel 1925, Archibald Joseph Charles Fisher divenne il preside della scuola.[7][8] White affermò che Fisher fu una delle sue fonti principali d'influenza, sostenendo che la ispirò nel suo uso della pittura e del disegno come mezzi per esprimere le sue idee.[7] Nel corso dei suoi studi, Fisher fece conoscere a White i quadri dei maestri antichi, e lei rimase molto colpita dalle composizioni di Botticelli.[7]

White avrebbe fatto il suo primo viaggio oltreoceano nel 1960, viaggiando per l'Europa con la sua amica Ida Eise per molti mesi. In questo periodo, insieme visitarono il maggior numero possibile di gallerie d'arte, musei e chiese. Vissero e viaggiarono per il Regno Unito fino al 1962, quando tornarono ad Auckland.[9]

Carriera

Nel 1928, White si diplomò alla Elam e divenne una tutrice a tempo parziale della scuola, tenendo nei corsi di disegno per i più giovani.[3] Contemporaneamente, iniziò a insegnare arte a tempo parziale alla Takapuna Grammar School.[2] Avrebbe continuato a vivere con sua madre e sua sorella, Gwen, per fornir loro del sostegno finanziario.[3] La sua carriera da pittrice continuò parallelamente alla sua carriera da insegnante, e nel 1931 venne accettata come un membro della società delle arti di Auckland e iniziò a partecipare con regolarità alle mostre della società.

Dal 1934, White iniziò a insegnare a tempo pieno all'Elam, e mantenne questo incarico finché non andò in pensione nel gennaio del 1963. Quando tornò dal suo viaggio oltreoceano, scoprì che la maggior parte del nuovo personale e degli studenti non apprezzavano il suo stile artistico né il suo modo di insegnare, e iniziarono ad ostracizzarla.[10] Ben presto le fu chiesto di andare in pensione in anticipo, perciò non fu una sua scelta.[10]

Arte

Prima dei suoi viaggi oltreoceano, mentre insegnava White aveva lavorato assieme al pittore John Weeks, che lei riteneva un amico.[7] Presto White si rese conto che non era d'accordo con lui sull'uso del colore nella pittura, dato che White affermava che i colori disarmonici e contrastanti dovrebbero essere adoperati quando si raffigurano delle idee inquietanti invece di ottenere delle belle armonie di colore come faceva Weeks.[7] Come insegnante, White incoraggiò molto gli studenti a prendere in considerazione come la luce colpisce la forma di un modello o di un oggetto.[7] Inoltre, li incoraggiò a prestare molta attenzione a come costruire le loro figure.

Molte opere di White, se si considerano i loro temi, sono state viste come esempi di un attivismo sociale progressista, per esempio il suo dipinto Success, che ritrae un uomo che agita un sacco di soldi davanti a una famiglia affamata, oppure il suo quadro War Makers, esposto tra le due guerre mondiali, che ritrae delle figure vecchie e potenti che si prendono gioco di un soldato giovane.[2] In effetti, White si definiva socialista, e si interessava alle ingiustizie sociali moderne.[7] Secondo Raymond Huber, autore del libro Peace Warriors, White descrisse War Makers come un quadro che intendeva mettere in luce l'ingiustizia di una generazione più anziana che inizia una guerra e manda la generazione più giovane a uccidere ed essere uccisa.[11]

White fu una delle fondatrici del New Group ("Gruppo nuovo") nel 1948, un gruppo di artisti abbastanza conservatori che si concentravano su forme e disegni tecnici tradizionali, forse per opporsi agli artisti più giovani del Group che si erano avvicinati al modernismo e all'astrattismo.[12] Continuò a essere vista come un'artista relativamente conservatrice, anche secondo la sua stessa opinione, finché le sue opere non vennero rivalutate tramite delle mostre personali nel 1977 e, dopo la sua morte, nel 1994. In tempi più recenti, le sue opere sono state rivalutate, e i critici hanno notato l'ampia gamma di stili che adottò nel corso della sua carriera artistica, come quello classico, quello decorativo, lo stile realista sociale, espressionista e pastorale (come un quadro sul ritorno di Persefone).[3][13]

Note

  1. ↑ (EN) Ian Thwaites e Rie Fletcher, We Learnt to See: Elam's Rutland Group 1935-1958, Puriri Press, 2004.
  2. 1 2 3 4 (EN) A Lois White, su Auckland Art Gallery Toi o Tāmaki. URL consultato l'8 dicembre 2025.
  3. 1 2 3 4 5 (EN) Stuart McKenzie, Julia White (ed.), Modern Women: Flight of Time, Auckland, Auckland Art Gallery Toi o Tāmaki, 2024, p. 47.
  4. ↑ Green 1993, p. 15.
  5. ↑ Green 1993, p. 17.
  6. 1 2 Green 1993, p. 18.
  7. 1 2 3 4 5 6 7 (EN) 18 White | Art New Zealand, su art-newzealand.com. URL consultato l'8 dicembre 2025.
  8. ↑ Green 1993, p. 19.
  9. ↑ Green 1993, p. 117.
  10. 1 2 Green 1993, p. 119.
  11. ↑ (EN) Raymond Huber, Peace Warriors, Wellington, Makaro Press, 2015.
  12. ↑ (EN) White, Anna Lois | Dictionary of New Zealand Biography | Te Ara, su teara.govt.nz. URL consultato l'8 dicembre 2025.
  13. ↑ (EN) Michael Dunn, New Zealand Painting: A Concise History, Auckland University Press, 2003, p. 89, ISBN 978-1-86940-297-6. URL consultato l'8 dicembre 2025.

Bibliografia

  • (EN) Nicola Green, By the Waters of Babylon: The Art of A.Lois White, Auckland, Auckland City Art Gallery, 1993.

Collegamenti esterni

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