Louis Henri Loison

Louis Henri Loison
NascitaDamvillers, 13 maggio 1771
MorteTenuta di Chikel, vicino Liegi, 30 dicembre 1816
Dati militari
Paese servito Regno di Francia
Prima Repubblica francese
Primo Impero francese
Restaurazione borbonica
Forza armata Reale esercito francese
Esercito rivoluzionario francese
Grande Armata
GradoGenerale di divisione
GuerreGuerre rivoluzionarie francesi
Guerre napoleoniche
BattaglieBattaglia di Austerlitz
Assedio di Kolberg
Battaglia di Vimeiro
Battaglia del ponte di Amarante
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Louis Henri Loison (Damvillers, 13 maggio 1771 – Tenuta di Chikel, 30 dicembre 1816) è stato un militare francese. Fu attivo durante le guerre rivoluzionarie francesi e le guerre napoleoniche. Il suo nome è inciso sul Pilastro Ovest dell'Arco di Trionfo di Parigi.

Biografia

Gli inizi e le guerre rivoluzionarie francesi

Nacque a Damvilliers il 16 maggio 1771. Entrò giovanissimo nell'esercito, entrando come volontario il 29 giugno 1787 nel battaglione delle colonie. Disertò a settembre, salvo farvi ritorno il 25 gennaio successivo, ottenendo un congedo al costo di 600 lire lo stesso giorno. Viveva serenamente assieme alla famiglia quando l'ombra della guerra lo spinse ad arruolarsi come volontario: il 15 settembre 1791 partì come volontario per il dipartimento della Mosa, inizialmente come sottotenente e divenendo tenente dello stesso battaglione nel 1792. Nominato capitano degli ussari della legione del Nord pochi mesi dopo, le sue ripetute prove di valore e di coraggio in battaglia gli fruttarono diverse promozioni, tanto che nel maggio 1793 fu nominato aiutante generale e chef de brigade in via provvisoria dal rappresentante del popolo presso l'Armata del Nord. Confermato a tale grado nel 1795, fu ulteriormente promosso a generale di brigata nel 1796, quando militava presso l'Armata del Reno e della Mosella. In particolare, durante questo periodo aveva servito sotto Bonaparte durante la rivolta realista del 1795 e fu poi scelto di presiedere la corte marziale incaricata di giudicare i capi della rivolta.[1][2][3] La sua rapida ascesa, comunque, non fu immacolata: accusato delle violenze e delle devastazioni causate durante la conquista dell'abbazia di Orval, nei pressi del Granducato di Lussemburgo, rischiò concretamente di essere processato e severamente punito. Solo l'intervento di un commissario della Convenzione lo estromise dalle accuse e gli permise di riavere i suoi incarchi.[2][3]

Spostato nell'Armata dell'Interno, nella 17ª divisione militare, sarebbe dovuto partire per l'Italia nel dicembre 1796, ma evitò la cosa e fu messo in congedo per malattia. Ritornò nell'esercito solo dopo un anno, il 27 dicembre 1797. Fu inviato in Svizzera all'interno della divisione Lecourbe, sotto il comando del generale Massena. Qui partecipò a svariate battaglie contro le forze austro-russe nel corso del 1799, rimanendo ferito ad Altdorf il 2 giugno. Promosso in via provvisoria da Massena a generale di divisione, sostituì Lecourbe per un breve periodo, riuscendo a riprendere il controllo del passo del San Gottardo verso la fine di ottobre del 1799, dopo aver ricevuto la conferma del proprio grado da un paio di settimane.[2][4] Trasferito nell'Armata del Reno tra novembre e marzo, fu aggregato all'Armata di Riserva nell'aprile 1800, prima nella divisione Victor, poi in quella di Duhesme.[4] Fu uno dei primi a tentare di attaccare il forte di Bard, venendo però respinto dal fuoco dei cannoni. Aggirata la posizione, attraversò il Ticino e giunse ad occupare Lodi il 4 giugno, spingendosi fino a Crema il 5 e a Brescia il 6.[2][4] Rimasto in Italia anche dopo la vittoria di Marengo, partecipò alla campagna del generale Brune, distinguendosi nelle battaglie di Cerezola, di Pozzolo, di Parona, di Colognola e nell'attraversamento del Brenta.[2][3][4] Con la sua reputazione di grande soldato confermata dalle recenti vittorie, si ritirò dall'esercito nel 1801. Fu richiamato in attività poco dopo e messo a comando della 25ª divisione militare. Nel 1803, fu inviato nel campo di Compiègne e poi nel campo di Montreuil sotto il comando di Ney. L'11 dicembre 1803, in riconoscenza dei meriti passati, Bonaparte lo nominò Ufficiale della Legion d'Onore, ottenendo la nomina a Grand'Ufficiale il 14 giugno successivo.[4][5][6]

Sotto l'Impero

Il nome di Loison sull'Arco di Trionfo di Parigi

Prestò servizio nella campagna del 1805 in Germania e si distinse nuovamente a Günzburg, Elchingen e sul Luetschpass, costringendo alla resa 300 uomini che difendevano questa postazione fortificata e conquistando Scharnitz,[4][5][6] portando alla resa oltre 1000 soldati austriaci. Dopo la battaglia di Austerlitz, il generale Loison fu insignito della Gran Aquila della Legione d'Onore per il suo coraggio in questa memorabile battaglia.[5][6] Dopo aver sostituito il generale Marchand al comando della sua divisione, Loison fu nominato governatore di Munster e della sua provincia il 23 ottobre 1806. Messo a comando della 2ª divisione del corpo del maresciallo Mortier al posto di Lagrange, Loison fu poi sostituito nel suo incarico di governatore da Canuel e inviato a Kolberg, dove diresse l'assedio assieme al generale italiano Teulié. Al termine della guerra, Loison fu aggregato al Corpo di Osservazione della Gironda sotto il comando del generale Junot, dove prese il comando della 2ª divisione, e con esso partecipò alla spedizione in Portogallo. Partito da Salamanca, occupò la fortezza di Almeida e sconfisse alcuni reparti lusitani nei pressi di Guarda. Svariati mesi dopo fu presente alla sconfitta di Vimeiro e fu riportato in Francia a seguito della Convenzione di Sintra. Nuovamente sotto il comando di Junot, fece ritorno nella penisola iberica, ottenendo per un breve periodo il ruolo di governatore della provincia di Leon, prima di essere aggregato all'esercito del maresciallo Soult. Sotto il comando del maresciallo, vinse alcune truppe portoghesi nei pressi del ponte della città di Amarante, dopo che queste avevano portato l'avanzata francese ad uno stallo. Dopo il fallimento della nuova spedizione in Portogallo, Loison fu aggregato all'esercito di Massena, pronto ad un terzo tentativo di invasione: prese parte agli assedi di Ciudad Rodrigo e di Almeida, partecipando poi alla battaglia del Buçaco e l'anno successivo, il 1811, a quella di Fuentes de Oñoro. Per un breve periodo, tra il marzo ed il maggio 1811, sostituì Ney al comando del VI Corpo della Grande Armée in Spagna.[4][6]

Richiamato nel corpo principale dell'esercito nel maggio 1812, Loison prese parte alla campagna di Russia. Assegnato al governo di Königsberg, gli fu affidato il compito di organizzare una divisione di 10000 uomini, destinata a entrare in campo al primo ordine. L'imperatore rimproverò severamente questo generale e ne ordinò l'arresto per non essere stato alla testa della sua divisione quando questa raggiunse il nemico alle porte di Vilnius, il che, secondo l'imperatore, fu la causa della perdita delle truppe che la componevano.[4][5][6] Ricevette un severo rimprovero ma il suo arresto fu revocato; con ciò gli fu permesso di tornare a casa.[5][6][7] Nei mesi seguenti, servì sotto Davout nella difesa della città di Amburgo.[7] Dopo la prima restaurazione dei Borbone, Loison ricevette il titolo di Cavaliere dell'Ordine di San Luigi e fu messo a comando della 15ª divisione militare a Rouen. Congedato il 2 gennaio 1815, durante i Cento Giorni, assunse l'incarico di organizzare i reparti della Guardia Nazionale all'interno della 2ª divisione militare, ottenendo poi anche il ruolo di ispettore generale per la 2ª e la 3ª divisione militare. Dopo la definitiva sconfitta di Bonaparte, Loison venne ammesso definitivamente al congedo il 15 novembre 1815.[7] Morì il 30 dicembre 1816 nella tenuta di Chikel, nei pressi di Liegi.[1][5][6]

Onorificenze

Note

  1. 1 2 Six, p. 128.
  2. 1 2 3 4 5 Lievyns, p. 354.
  3. 1 2 3 Mullié, p. 237.
  4. 1 2 3 4 5 6 7 8 Six, p. 129.
  5. 1 2 3 4 5 6 Mullié, p. 238.
  6. 1 2 3 4 5 6 7 Lievyns, p. 355.
  7. 1 2 3 Six, p. 130.

Bibliografia

Altri progetti

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