Louis Michel Halbou

Louis Michel Halbou (Parigi, 1730 – Parigi, 1809) è stato un disegnatore e incisore francese.

Biografia

La Credulità senza riflessione (1770), incisione dedicata al principe di Condé

I dettagli della vita di Halbou rimangono ancora oggi scarsi. Émile Bellier de La Chavignerie lo fa nascere a Parigi nel 1730 e lo definisce "allievo di Nicolas-Gabriel Dupuis", il che significa anche suo apprendista, o addirittura suo braccio destro: dovette rimanere tale per un periodo piuttosto lungo, dato che la sua arte "fiorì intorno al 1760"[1]. Incisore a bulino, Halbou completò numerose acqueforti eseguite da altri, disegnò talvolta anche vignette (da opere di Marillier) e lavorò essenzialmente nella capitale, dove fu attivo nel periodo compreso tra il 1763 e il 1800. Si dice che abbia vissuto sulla Rive gauche, successivamente "au Soleil d'or, chez Halbou marchand de parasol[s]" in rue de la Comédie-Française, poi in rue du Fouarre e infine in rue des Rats (1803), il che lo collocava vicino al quartiere dei venditori di stampe.

Un numero dell'Avant-coureur del marzo 1763 e il Salon del 1768 lo citano con il nome di "Louis Halbou", così come l'editore Hérissant per le 39 tavole del Traité de vénerie di Goury de Champgrand (Parigi, 1769).

Ottenne un certo successo incidendo scene di costume ispirate a Jean-Michel Moreau, Jean-Honoré Fragonard o Johann Eleazar Schenau. Le sue stampe erano vendute dalla vedova Chéreau, Marguerite-Geneviève Chiquet, che aveva aperto un negozio in rue Saint-Jacques con l'insegna Les Deux Piliers d'or. Beraldi riferisce di aver ritrovato una ricevuta del 1792 che menziona la somma di 1.600 lire, una "somma considerevole per l'epoca", versata dal mercante Laurent per La Madeleine à la retraite, un'incisione ispirata ad Adriaen van der Werff[2].

Contribuisce a numerose opere illustrate collettivamente: lo si trova sia nel Cabinet Basan (1771), pubblicato da Ruault (1785), sia in Didot il Giovane (1789), nel Musée français, ecc.

Le sue incisioni sono presenti in numerose collezioni pubbliche e testimoniano il periodo preromantico francese.

Note

  1. ↑ (FR) Michel Huber e Carl Christian Heinrich Rost, Manuel des curieux et des amateurs de l'art, Zurigo, Orell Gessner Fuesslin [sic] et Cie, 1808, p. 215.
  2. ↑ (FR) Roger Portalis e Henri Beraldi, Les graveurs du dix-huitième siècle, t. 2, Drevet-Marais, 1880-1882. URL consultato il 16 gennaio 2026.

Bibliografia

  • (FR) Yves Bruand e Michèle Hébert, Inventaire du fonds français, graveurs du XVIIIe siècle, Parigi, Bibliothèque nationale, Département des estampes, 1970, p. 201.

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