Luca Pietromarchi

Luca Pietromarchi
L'Ambasciatore Luca Pietromarchi, 1962

Ambasciatore d'Italia in Unione Sovietica
Durata mandato1958 –
1961
PredecessoreMario di Stefano
SuccessoreCarlo Alberto Straneo

Ambasciatore d'Italia in Turchia
Durata mandato1950 –
1958
PredecessoreRenato Prunas
SuccessoreMassimo Magiatrati

Dati generali
Partito politicoPartito Nazionale Fascista
Titolo di studioLaurea in giurisprudenza
UniversitàUniversità degli Studi di Roma "La Sapienza"
ProfessioneDiplomatico

Conte Luca Pietromarchi (Roma, 8 marzo 1895 – Roma, 22 aprile 1978) è stato un nobile e diplomatico italiano, ambasciatore d'Italia in Turchia (1950-1958) e in Unione Sovietica (1958-1961), già direttore dell'Ufficio guerra economica e del Gabinetto armistizio e pace durante la seconda guerra mondiale. Fu tra i collaboratori civili dell'armistizio di Cassibile.

Biografia

Origini familiari e formazione

Luca Pietromarchi nacque a Roma l'8 marzo 1895, in una famiglia di antica nobiltà romana tradizionalmente legata alla Curia e alla burocrazia pontificia. Il padre Bartolomeo fu consigliere di Stato. Laureatosi in giurisprudenza all'Università di Roma nel 1919, entrò per concorso nella carriera diplomatica nel 1923, classificandosi primo tra i vincitori.[1]

Carriera diplomatica nell'Italia fascista

Dopo incarichi a Ginevra presso la Società delle Nazioni, nel 1935 fu assegnato al Gabinetto del Ministero, divenendo nel 1936 consigliere di legazione. Tra il 1938 e il 1939 diresse l'Ufficio Spagna, gestendo i rapporti con il regime franchista.[2]

Nel 1939 divenne capo dell'Ufficio guerra economica, incaricato di approfondire gli effetti del blocco commerciale sull'economia italiana; propose un accordo con l'Impero britannico, rifiutato dai vertici politici.[3]

Dal 1941 al 1943 guidò il Gabinetto armistizio e pace (GABAP), con responsabilità sulla gestione amministrativa dei territori occupati in Europa orientale e balcanica.[4]

Il ruolo nell'armistizio e la crisi dell'8 settembre

Nell'aprile 1943 fu incaricato dell'Ufficio studi e documentazioni, collaborando con il generale Giuseppe Castellano nella redazione dei protocolli dell'armistizio di Cassibile (3 settembre, reso pubblico l'8 settembre 1943).[5]

Rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e fu espulso dal Ministero il 31 dicembre 1943, rifugiandosi a Roma in clandestinità e protetto da ambienti monarchici e cattolici.[6]

Epurato nel 1945 dal Comitato di Liberazione Nazionale, fu riabilitato nel 1947 con sentenza del Consiglio di Stato che ne riconobbe la neutralità politica del ruolo.[7]

Incarichi nel dopoguerra

Nel 1950 fu nominato ambasciatore d'Italia in Turchia, incarico mantenuto fino al 1958, contribuendo all'avvicinamento nel contesto della NATO.[8]

Dal 1958 al 5 maggio 1961 fu ambasciatore presso l'Unione Sovietica, durante il periodo della destalinizzazione e delle tensioni della Guerra fredda.[9]

Ultimi anni e morte

Ritiratosi nel 1961 per limiti d'età, si dedicò alla saggistica, con interessi che includevano la diplomazia, il confronto Stati Uniti‑URSS e le trasformazioni mediorientali. In pubblicazioni successive offrì una riflessione sull’arte della diplomazia.[10]

Morì a Roma il 22 aprile 1978.

Opere

  • Luca Pietromarchi, Il mondo sovietico, Milano, Bompiani, 1963.
  • Luca Pietromarchi, Turchia vecchia e nuova, Milano, Bompiani, 1965.
  • Luca Pietromarchi, Usa e Urss confronto di potenza. 2 voll. Milano : Pan Editrice, 1971
  • Luca Pietromarchi, L'arte diplomatica, ovvero Fascino dell'ambasciata, Milano, Pan, 1974.

Note

  1. ↑ Gerardo Nicolosi, Luca Pietromarchi, su Treccani – Dizionario Biografico degli Italiani. URL consultato l'11 agosto 2025.
  2. ↑ Ruth Nattermann (a cura di), I diari e le agende di Luca Pietromarchi (1938–1940), Viella, 2009.
  3. ↑ Gianluca Falanga, Storia di un diplomatico. Luca Pietromarchi al Regio Ministero degli Affari Esteri (1923–1945), Viella, 2018.
  4. ↑ Elena Aga Rossi; Maria Teresa Giusti, Una guerra a parte. I militari italiani nei Balcani 1940–1945, Il Mulino, 2017.
  5. ↑ Sergio Romano, Il Patto. La trattativa segreta tra Badoglio e gli Alleati, Rizzoli, 1990.
  6. ↑ Gianluca Falanga, L'ambasciatore del Duce. Luca Pietromarchi nei diari del 1943, Donzelli, 2018.
  7. ↑ Giovanni De Luna, La Repubblica inquieta. L'Italia della Costituzione. 1946–1948, Feltrinelli, 2017.
  8. ↑ Giorgio Del Zanna, Italia e Turchia 1945–1952, FrancoAngeli, 2004.
  9. ↑ Aldo Ferrari, Russia. Storia di un impero eurasiatico, Mondadori, 2024.
  10. ↑ Luca Pietromarchi, L'arte diplomatica, Giuffrè, 1974.

Bibliografia

  • Bruna Bagnato (a cura di), I diari di Luca Pietromarchi : ambasciatore italiano a Mosca, 1958-1961. Firenze : L. S. Olschki, 2002, ISBN 88-222-5089-3
  • Ruth Nattermann (a cura di), I diari e le agende di Luca Pietromarchi (1938-1940). Politica estera del fascismo e vita quotidiana di un diplomatico romano del '900. Roma : Viella, 2009, ISBN 978-88-8334-369-8
  • Gianluca Falanga, Storia di un diplomatico. Luca Pietromarchi al Regio Ministero degli Affari Esteri (1923-1945), Roma, Viella, 2018, ISBN 978-88-6728-923-3.

Altri progetti

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 47689141 · ISNI (EN) 0000 0000 8126 7073 · SBN CFIV038469 · BAV 495/320127 · GND (DE) 124218032 · BNF (FR) cb165576367 (data) · J9U (EN, HE) 987013930737705171