Lucien Auvray

Firma di Auvray

Lucien Auvray (Orléans, 28 febbraio 1860 – Parigi, 20 febbraio 1937) è stato un filologo francese. Filologo, paleografo, archivista e bibliotecario francese, attivo tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, Louis Henri Lucien Auvray è noto per i suoi studi sulla tradizione manoscritta medievale e per contributi alla filologia dantesca.

Un manoscritto medievale in latino della Fisica di Aristotele.
Roma, palazzo Farnese

Formazione

Ecole des Chartes, entrata

Alla Università della Sorbona di Parigi dal 1880 frequentò l’École nationale des chartes e successivamente, a Roma, l’École française dove ottenne la specializzazione in Storia della letteratura italiana.[1]

Attività scientifica

Auvray[2] ha svolto la maggior parte della propria attività presso la "Biblioteca nazionale" di Francia, dove si è occupato di catalogazione e inventario di fondi manoscritti e documentari.

Ha compilato,[1] sotto la direzione di Henri Omont,[3] il "Catalogue général des manuscrits français" [Catalogo generale dei manoscritti] delle collezioni francesi della "Bibliothèque nationale de France" a Parigi,[4] e, con René Poupardin, la collezione "Baluze", pubblicata nel 1921.[5]
Fu presidente della "Société de l'histoire de Paris et de l'Île-de-France".[1]

Sotto la direzione di Omont sarebbe stato anche nella "Bibliothèque de l'École des chartes", rivista pubblicata dal 1840 dalla "Société de l’École des chartes" e dedicata allo studio critico dei documenti storici "dal Medioevo all'epoca contemporanea".[6][7]

Tra il 1920 e il 1921 è stato presidente della "Société de l'histoire de Paris et de l'Île-de-France".[1]

Tra i suoi studi spiccano quelli sulla storia di Orléans durante i quali ebbe a pubblicare documenti inediti. Le sue ricerche si concentrarono in particolare sulla tradizione dei manoscritti medievali, con attenzione specifica ai codici danteschi conservati nelle biblioteche francesi e in ideale continuazione dell'impegno profuso da Colomb de Batines.[1]

In ambito dantesco è ricordato soprattutto per il contributo alla ricognizione e alla descrizione dei manoscritti della "Divina Commedia", che gli valse l’inclusione di una voce a lui dedicata nell’"Enciclopedia Dantesca" Treccani.[8]

Opere

Bibliografia

Note

  1. 1 2 3 4 5 (FR) Henri Stein, Lucien Auvray (1860-1937) [note biographique], su persee.fr.
  2. ↑ (FR) Henri Stein, Lucien Auvray (1860-1937), in Bibliothèque de l’École des chartes, n. 98, 1937, pp. 323-326.
  3. ↑ Omont, Henri-Auguste Enciclopedia on line, su treccani.it.
  4. ↑ (FR) Henri Omont con Camille Couderc, Lucien Auvray et Charles de La Roncière (a cura di), Catalogue général des manuscrits français. Ancien Saint-Germain français, Paris, Leroux, 1898-1900.
  5. ↑ (FR) Baluze, Étienne 1630-1718, Catalogue des manuscrits de la Collection Baluze, a cura di René Poupardin, Lucien Auvray, Leroux, 1921.
  6. ↑ JStor Liste des souscripteurs a la Bibliothèque de l'École des chartes pour l'année 1898, su jstor.org, 1898.
  7. ↑ Bibliothèque de l'École des chartes, su jstor.org.
  8. ↑ Giorgio Petrocchi, Auvray, Lucien Enciclopedia Dantesca (1970), su treccani.it, 1970.
Controllo di autoritàVIAF (EN) 37014428 · ISNI (EN) 0000 0001 2100 6821 · SBN RAVV074609 · BAV 495/119046 · LCCN (EN) n85224846 · GND (DE) 1055089098 · BNF (FR) cb12459418h (data) · J9U (EN, HE) 987007306047105171

Collegamenti esterni