Ludvig Orning Ravensberg

Ludvig Orning Ravensberg (Christiania, 11 marzo 1871 – Hedemora, 23 aprile 1958) è stato un pittore norvegese noto per i suoi dipinti in stile naïf e per avere esordito come pittore in tarda età.
Biografia
Ludvig O. Ravensberg nacque l'11 marzo 1871 a Christiania, nome con cui all'epoca era chiamata Oslo, da Frederik Johan Grønvold e Caroline Wilhelmine Diriks. Entrambi i rami della famiglia potevano vantare una vena artistica: dal lato paterno era parente dei pittori Marcus e Bernt Grønvold, mentre la madre era sorella del pittore Karl Edvard Diriks e cugina di primo grado del pittore Edvard Munch, al quale Ludvig fece da assistente sia nella vita privata sia nell’attività pittorica[1].
In giovane età fu indirizzato dalla famiglia agli studi di giurisprudenza, che però non completò mai. Per i primi quarant’anni della sua vita viaggiò molto, vivendo per due lunghi periodi – tra il 1895 e il 1899 e tra il 1931 e il 1939 – a Roma, dove, formandosi da autodidatta, sviluppò un forte interesse per l’eredità culturale romana[1].
Nel 1939 si trasferì in Svezia dove, nel 1946, sposò Signe Rosengren, con la qual,e a partire dal 1950, si stabilì a Hedemora, dove rimase fino alla morte, avvenuta il 23 aprile 1958[1].
Produzione artistica
Tra il 1888 e il 1931 realizzò un gran numero di disegni, dedicandosi in particolare a due temi a lui molto cari: Roma e la vita a Christiania. Per la città norvegese si concentrò soprattutto sui quartieri destinati a scomparire e sugli scorci urbani in cui più evidente appariva lo scontro tra la vecchia città e la nuova metropoli che stava sorgendo. A Roma, invece, la sua attenzione fu rivolta soprattutto a ritrarre la “città eterna” in una prospettiva storico-culturale.
Sebbene siano evidenti le influenze del cugino Edvard Munch e del pittore danese Jens Ferdinand Willumsen[2], unite a uno stile talvolta naïf, Ravensberg rifiutò ogni collegamento con correnti e gruppi artistici. Debuttò soltanto nel 1954, all’età di 83 anni, con una grande mostra al Kunstnernes Hus. L’evento suscitò immediatamente notevole interesse, con stampa e appassionati che si interrogarono sulle ragioni di un esordio così tardivo. Le spiegazioni fornite dallo stesso artista furono due: da un lato la volontà di non lasciarsi ingabbiare da un contesto artistico, come quello norvegese, che non stimava; dall’altro il fatto che il suo metodo pittorico prevedeva una lunghissima fase preparatoria, che lo portava a impiegare tempi molto estesi prima di sentirsi in grado di portare a termine una tela.
Alla sua morte la vedova donò centosessanta sue opere al Stenersen Museum di Oslo[1].
Note
Collegamenti esterni
- Ludvig O. Ravensberg, su nbl.snl.no. URL consultato il 02/10/2025 (archiviato dall'url originale il 18 agosto 2025).
- Ludvig O. Ravensberg, su snl.no. URL consultato il 02/10/2025 (archiviato dall'url originale il 27 novembre 2024).
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