Luigi Candoni

Luigi Candoni (Arta Terme, 2 ottobre 1921 – Udine, 13 agosto 1974) è stato un drammaturgo e scrittore italiano.

Biografia

Nato a Cedarchis di Arta Terme nel 1921, fu costretto a interrompere gli studi universitari per arruolarsi nell'esercito italiano nel 1940. Entrò a far parte del corpo degli Alpini e, dopo il trasferimento in Libia, fu catturato dall'esercito statunitense e trasferito nel campo di prigionia di Fort Meade, nello Stato di Washington.[1]

Durante la prigionia si avvicinò alle nuove tendenze del teatro statunitense attraverso le opere di Tennessee Williams, Eugene O'Neill e Arthur Miller. Tornato in Italia, consegue la laurea e si trasferisce a Roma per lavoro.

Tra il 1955 e il 1962 organizzò i Festival della Novità, rassegne dedicate alla presentazione di opere teatrali di autori contemporanei e d'avanguardia. Durante uno di questi festival venne presentata la prima nazionale de Il gioco è alla fine di Samuel Beckett, regia di Andrea Camilleri.

Oltre alla drammaturgia, si occupò di altri linguaggi espressivi, tra cui il radiodramma, la narrativa, la poesia e la sceneggiatura televisiva. Tra i suoi lavori si annoverano i romanzi La poltrona elettrica (Roma, Edizioni Orazero, 1971), Valp l’ultimo eroe (Roma, Gremese Editore, 1974), l'originale televisivo Nessuno è solo (1959) e il radiodramma Nebbia (1969).

Nel 1967, a seguito di una grave malattia, tornò a Udine, dove dedicò gli ultimi anni alla promozione della lingua e della cultura friulana. Si impegnò per la creazione di un polo universitario indipendente con sede a Udine e per l'istituzione di un Teatro Stabile Friulano distinto da quello di Trieste. Nel 1970 istituì il Premio Candoni-Teatro Orazero.

Morì a Udine nel 1974 all'età di cinquantadue anni.

Teatro

Luigi Candoni è una figura di rilievo nel panorama teatrale italiano del secondo dopoguerra. La sua produzione si caratterizza per la versatilità e l'attenzione alle innovazioni teatrali, sviluppando una drammaturgia incentrata su tematiche legate alla storia, alle passioni umane e al confronto con il destino. Pur dedicandosi anche al teatro comico, è associato al Teatro dell'assurdo in Italia. Nelle sue opere, la ricerca della verità è una tematica ricorrente.

Opere teatrali

  • Un uomo da nulla (1953). Regia di Gianfranco De Bosio.
  • Eva nascerà domani (1956). Regia Lucio Chiavarelli e Andrea Camilleri.
  • Palle di neve (1957), con Paola Borboni.
  • Desiderio del sabato sera (1958). Regia di Enrico Maria Salerno.
  • Edipo a Hiroshima (1963). Regia di Roberto Guicciardini.[2]
  • Le olimpiadi dei clowns (1960) Regia di Andrea Camilleri.
  • Sigfrido a Stalingrado (1964) Regia di Giuseppe Di Martino.
  • I Fuochi sulle colline (1966)
  • Est e Ovest vanno a Sud (1967)
  • Dolci smemorie (1969)
  • La verità, (1970)
  • La poltrona elettrica (1971)
  • Strissant vie pe gnot (Caino) (1975).

Riconoscimenti

  • Un uomo da nulla, Premio Coppa Murano per il Teatro, 1953
  • Edipo a Hiroshima, Premio Pro Civitate Cristiana, 1961. Premio IDI-St. Vincent, 1963
  • Sigfrido a Stalingrado, Premio Vallecorsi, 1963
  • Est e Ovest vanno a sud, Premio Betti, 1966
  • Strissant vie pe gnot (Caino), Premio Società Filologica Friulana, 1974
  • Nessuno è solo, Premio Rai TV 1959 per il miglioro Originale Televisivo

Note

  1. ↑ CANDONI LUIGI, su Dizionario biografico dei friulani. URL consultato il 26 febbraio 2025.
  2. ↑ Luigi Candoni – Paolo Patui, su paolopatui.it. URL consultato il 16 febbraio 2025.

Collegamenti esterni

  • Luigi Candoni, in Dizionario biografico dei friulani. Nuovo Liruti online, Istituto Pio Paschini per la storia della Chiesa in Friuli.
Controllo di autoritàVIAF (EN) 42635682 · ISNI (EN) 0000 0000 5538 3556 · SBN SBLV025713 · GND (DE) 118870041 · BNF (FR) cb14856186d (data)