Lumassina
| Lumassina | |
|---|---|
| Dettagli | |
| Stato | |
| Resa (uva/ettaro) | 160 q |
| Resa massima dell'uva | 80% |
| Estratto secco netto minimo | 13 g/l |
| Riconoscimento | |
| Tipo | IGT |
| Istituito con decreto del | 20/11/1995 approvato |
| Gazzetta Ufficiale del | 18/12/1995 294 |
| Vitigni con cui è consentito produrlo | |
| Lumassina | |
| disciplinare di produzione del vino | |
La Lumassina è un vino che viene prodotto dal vitigno omonimo in un'area abbastanza circoscritta della provincia di Savona, tra l'entroterra di Noli e quello di Finale Ligure (particolarmente nel comune di Orco Feglino e nei dintorni del rione di Varigotti), e in parte della Città metropolitana di Genova.
Denominazione
A seconda della zona questo vino viene chiamato con termini diversi, tutti derivanti dal dialetto ligure. Il termine lumassina che significa lumachina, prende il nome dall'abbinamento con i piatti di lumache. A Varigotti questo vitigno è noto come Mataòssu, derivante da matti (forma dialettale per indicare i bambini), questo termine deriva dal fatto che questo vino non raggiunge mai una piena maturazione; nel comune di Quiliano viene chiamato anche Buzzetto, dalla consuetudine di vendemmiare le uve leggermente acerbe (buzze in lingua ligure).[1]
Caratteristiche
La Lumassina è un vino dal colore giallo paglierino, con sapore secco e acidità generalmente spiccata; ha un profumo delicato di susina gialla. Va servito fresco tra 10 e 11 gradi.
Abbinamenti consigliati
La Lumassina si accompagna bene con un'ampia gamma di piatti della cucina ligure, tra cui i classici frisceu (frittelle di verdure), verdure ripiene, panissa e farinata. Ottimo se abbinato a primi e secondi piatti sia di terra che di pesce.[2]
Note
- ↑ Andrea Carpi e Fulvio Santorelli, La Liguria in 100 prodotti, Genova, Redazione srl, 2009, ISBN 978-88-95470-14-6
- ↑ Dal sito della regione liguria, su agriligurianet.it.
Collegamenti esterni
- (EN) Lumassina, su Vitis International Variety Catalogue, Julius Kühn-Institut.