MSC Napoli

MSC Napoli
La MSC Napoli arenata al largo di Branscombe con i container a bordo.
Descrizione generale
TipoNave portacontainer
Armatore MSC
ProprietàMetvale Limited
Registro navaleDNV, n° 24568
Porto di registrazione Le Havre (1991-1995)
Port-aux-Français (1995-2001)
Londra (2001-2007)
Identificazione
CostruttoriSamsung Heavy Industries
CantiereGeoje, Corea del Sud
Varo24 agosto 1991
Nomi precedentiCGM Normandie (1991-1995)
Nedlloyd Normandie (1995-2001)
CMA CGM Normandie (2001-2004)
IntitolazioneNormandia, regione francese (1991-2004)
Napoli, città italiana (2004-2007)
Fuori servizio18 gennaio 2007
Destino finaleDanneggiata durante una tempesta il 18 gennaio 2007; arenata il 19 gennaio 2007; smantellata il 20 luglio 2007. Infine rimossa nel luglio 2009.[1]
Caratteristiche generali
Stazza lorda53 409 tsl
Portata lorda62 277 tpl
Lunghezza275,67 m
Larghezza37,1 m
Pescaggio13,8 m
Velocità24 nodi (44,45 km/h)
Capacità di carico4 734 TUE
Equipaggio31 membri
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L'MSC Napoli è stata una nave portacontainer, semiaffondata il 18 gennaio 2007 nel canale della Manica.

Il 18 gennaio 2007 lo scafo della MSC Napoli si squarciò a causa del mare mosso, provocando una grave frattura dello scafo nel Canale della Manica. Fu deliberatamente arenata nella baia di Lyme per evitare un disastro ambientale, e successivamente smantellata dai soccorritori.

Storia

La nave era stata costruita nel 1991 dalla Samsung Heavy Industries a Geoje in Corea del Sud e aveva una capacità di 4.419 TEU (62.000 tonnellate). Di proprietà della Metvale Ltd., una società veicolo (single-purpose company) di Brass Plate nelle Isole Vergini Britanniche, gestita da Zodiac Maritime, era noleggiata alla Mediterranean Shipping Company.[2]

Il 27 marzo 2001 la portacontainer MSC Napoli, registrata come CMA CGM Normandie, era in viaggio da Port Klang in Malaysia alla capitale dell'Indonesia, Giacarta, quando si incagliò su una scogliera nello stretto di Singapore, dove rimase bloccata per diverse settimane.[3] La nave fu riparata nel cantiere navale Hyundai-Vinashin nella provincia di Khánh Hòa in Vietnam con un intervento che incluse la saldatura di oltre 3.000 tonnellate di metallo sullo scafo.[4]

Tempesta Kyrill

La MSC Napoli quando fu abbandonata

Il 18 gennaio 2007 la MSC Napoli faceva rotta dal Belgio al Portogallo quando incontrò la tempesta Kyrill; forti venti e mare grosso causarono gravi danni strutturali allo scafo, tra cui una frattura nello scafo e l'allagamento di un compartimento della sala macchine.[5] Allora la nave si trovava a 50 miglia (80 km) al largo della costa di Lizard in Cornovaglia.

Verso le 10:30 UTC, l'equipaggio inviò una chiamata di soccorso. Non molto tempo dopo, il capitano ordinò all'equipaggio di abbandonare la nave utilizzando una scialuppa di salvataggio. Dopo diverse ore tutti i 26 membri dell'equipaggio vennero recuperati dagli elicotteri Sea King della Fleet Air Arm della Royal Navy e trasportati alla Royal Naval Air Station Culdrose, in Cornovaglia.[6] Durante il difficile salvataggio, un elicottero ruppe due funi del verricello, complicando la messa in salvo dei marinai. Inoltre, il mare agitato e i venti di burrasca provocarono agli uomini un forte mal di mare e, in alcuni casi, sintomi di ipotermia e disidratazione.

L'arenamento nella baia di Lyme

La MSC Napoli arenata al largo di Branscombe senza i container, già rimossi.

Il 19 gennaio 2007, la nave fu trainata dal rimorchiatore di salvataggio Abeille Bourbon, successivamente affiancato dall'Abeille Liberté. La nave doveva essere rimorchiata al porto di Portland nel Dorset, a 230 km di distanza. L'accesso della nave fu invece rifiutato dai porti più vicini di Falmouth (Cornovaglia) e Plymouth (Devon) e da altri porti in Francia, anche se venne poi sostenuto da Mark Sansom, comandante del porto di Falmouth che avesse autorizzato la nave a entrare nel proprio porto.[7] Adrian Sanders, deputato per la circoscrizione parlamentare di Torbay sollevò diversi dubbi sul perché la MSC Napoli non fu portata né a Falmouth né in Francia.[8]

La flottiglia risalì il Canale della Manica con la MSC Napoli che continuava a inclinarsi su un lato e, a causa delle previsioni di vento forte, si cercò riparo nella baia di Lyme. La baia di Lyme è riparata dai venti provenienti da nordovest, ovest e sudovest, comuni in quel periodo dell'anno. Le condizioni di deterioramento della nave sollevarono dubbi sulla sua capacità di resistere al viaggio verso Portland. Robin Middleton, il rappresentante del Segretario di Stato per il Salvataggio e l'Intervento Marittimo che guidava la squadra di risposta al salvataggio dell'MCA, decise di attraccare la nave nella baia di Lyme. Middleton affermò che le sensibilità ambientali nell'area della baia di Lyme furono valutate completamente prima della decisione di arenare la MSC Napoli. Disse:[9]

(inglese)
«The beaching location was selected based on minimising the impact of any spillage and enabling salvage work to remove the vessel and cargo to take place. The local authorities and environmental groups have been notified and all agencies are working together to ensure that pollution is minimised.»
(italiano)
«Il luogo per l'arenamento fu selezionato in base alla minimizzazione dell'impatto di qualsiasi fuoriuscita e consentendo il lavoro di salvataggio per rimuovere la nave e il carico. Le autorità locali e i gruppi ambientalisti sono stati informati e tutte le agenzie stanno lavorando insieme per garantire che l'inquinamento sia minimizzato.»

Julian Wardlaw, che parlò per l'Environment Group, una società ombrello per le agenzie verdi locali, disse che il signor Middleton lo contattò e gli chiese dove fosse il posto migliore per arenare la MSC Napoli nella baia di Lyme. Il signor Wardlaw disse: "We told them: 'Nowhere in Lyme Bay'. It is too important an environment.";[7] (in italiano: "Noi abbiamo detto loro: 'Da nessuna parte nella baia di Lyme'. È un ambiente troppo importante.") Tuttavia, in una successiva inchiesta pubblica, Wardlaw affermò di sostenere la decisione di arenare deliberatamente la nave portacontainer colpita al largo della costa dell'East Devon, descrivendola come "l'opzione meno peggiore".[10]

Il luogo dell'arenamento era presso Branscombe a circa 1 miglio (1,6 km) dalla costa del Devon, vicino alla città costiera di Sidmouth.[11] La zona della costa dove venne arenata la MSC Napoli fa parte del primo sito naturale del patrimonio mondiale della Gran Bretagna, la Jurassic Coast. In inverno la baia di Lyme ospita un gran numero di uccelli marini svernanti, mentre il fondale marino è l'habitat di specie in via di estinzione come la gorgonia rosa e il corallo a coppa del tramonto.[12][13]

Il consigliere della contea del Devon Stuart Hughes sostenne l'importanza di aprire un'inchiesta pubblica sull'incidente.[14] Brian Greenslade, capo del consiglio della contea, confermò che il consiglio avrebbe tenuto un'inchiesta pubblica sull'arenamento. L'azione avvenne mentre si discuteva sulla decisione di portare la MSC Napoli in un'area di costa protetta come patrimonio dell'umanità.[8]

Rischio d'inquinamento

Delle 41.773 tonnellate di carico a bordo, "1.684 tonnellate sono di prodotti classificati come pericolosi dall'Organizzazione marittima internazionale". 103 container caddero in mare.[15] Il petrolio si riversò a 5 miglia (8 km) a nordest, investendo alcuni uccelli marini.[15] Più di 420 furono portati al vicino West Hatch RSPCA Wildlife Centre, sebbene la maggior parte degli animali colpiti fosse ormai morta o avesse subito lesioni permanenti.[16] La nave specializzata per la risposta alla fuoriuscita di petrolio (in francese "bâtiment de soutien, d'assistance et de dépollution") BSAD Argonaute si recò nell'area della fuoriuscita con personale e attrezzature antinquinamento.[17]

Recupero

Dopo che i container dispersi dal relitto iniziarono a essere trasportati dalle onde sulle coste nei pressi di Branscombe, circa duecento persone si recarono sul luogo per recuperare la merce spiaggiata. L'iniziativa ebbe luogo nonostante gli avvertimenti della polizia, secondo cui chiunque recuperasse oggetti senza notificarli al Receiver of Wreck rischiava di incorrere in una sanzione pecuniaria.[18] Tra le merci recuperate si annoverano 17 motociclette BMW R1200RT, botti da vino vuote, pannolini, profumi e parti di automobili.[19] Dopo aver inizialmente tollerato una "raccolta" gratuita per tutti, entro il 23 gennaio 2007 i poliziotti chiusero la spiaggia e annunciarono che avrebbero costretto le persone a restituire le merci che avevano recuperato senza informare le autorità, sottolineando che ai sensi del Merchant Shipping Act 1995 tali azioni costituivano un reato equivalente al furto.[20] Nell'ottobre 2007, a coloro che avevano segnalato i loro ritrovamenti al Receiver of Wreck fu detto che potevano tenere ciò che avevano trovato.[21]

Operazione di recupero e pulizia

Nel corso della settimana successiva, dal 22 gennaio, fu effettuato un tentativo di rimozione del petrolio e di altri materiali pericolosi dalla MSC Napoli. Il greggio era molto viscoso, viste le basse temperature, e doveva essere riscaldato prima di poter essere pompato sui rimorchiatori. Il 23 gennaio 2007 furono rilasciati ulteriori dettagli sull'imminente operazione di salvataggio sia della nave che del suo carico. La principale preoccupazione era la minaccia di una fuoriuscita di petrolio; alcuni uccelli marini erano già stati investiti dall'onda nera e recuperati lungo la Jurassic Coast.

Oltre alla principale operazione di salvataggio della MSC Napoli, una ditta locale fu incaricata di ripulire la spiaggia e rimuovere i relitti dei container. Il precedente saccheggio dei container creò una divergenza di opinioni tra le persone; alcuni affermarono che rese più difficile la pulizia della spiaggia poiché i saccheggiatori forzarono l'apertura di alcuni container sigillati e ne setacciarono il contenuto, lasciando gli oggetti indesiderati sparsi sulla spiaggia. Altri sostennero che la rimozione dei relitti contribuì alla pulizia della spiaggia di Branscombe.

Gli articoli trasportati nei container della MSC Napoli iniziarono ad approdare lungo tutta la costa meridionale dell'Inghilterra fino all'Isola di Wight.[22]

La gestione delle modalità con cui effettuare la demolizione e la raccolta della merce dai relitti dalla spiaggia causarono molte discussioni e attirarono l'attenzione dei media poiché la gente del posto e le autorità diventarono preoccupate per l'andamento delle operazioni sulla spiaggia di Branscombe e altrove lungo la costa. Alla fine, la Maritime and Coastguard Agency invocò i poteri previsti dal Merchant Shipping Act 1995. L'agenzia dichiarò che le persone che prelevavano merci, da questo momento in avanti, sarebbero state invitate a consegnare gli articoli al Receiver of Wreck (curatore ad interim del relitto) sulla spiaggia. Ciò significava effettivamente che nessun altro oggetto poteva essere rimosso legalmente dalla spiaggia.[23]

A seguito di questo annuncio, e per ragioni di sicurezza, mentre si avviava l'operazione di pulizia della spiaggia, la Polizia (Devon e Cornwall Constabulary) insieme al supporto della National Trust (i proprietari della spiaggia) e la guardia costiera istituirono blocchi stradali per chiudere la spiaggia. Allo stesso tempo la ditta di salvataggio eresse delle recinzioni sulla spiaggia per impedire l'accesso pubblico.

Smantellamento del relitto

La MSC Napoli il 20 luglio 2007 vista dalle scogliere tra Beer e Branscombe.

Il 9 luglio 2007 la MSC Napoli fu rimessa a galla,[24] ma fu immediatamente arenata poiché fu trovata una crepa di circa 3 metri (9,8 piedi) nello scafo della nave, che scorreva lungo entrambe le fiancate e attraversava la chiglia.[25] Fu presa la decisione di demolire la nave vicino alla spiaggia di Branscombe; questo fu tentato attraverso l'utilizzo di esplosivi dopo che un precedente tentativo di utilizzare le maree primaverili non riuscì a spezzare la nave.[26]

Con la MSC Napoli rimasta in un unico pezzo, una prima esplosione controllata aprì dei fori nel fasciame del ponte per esporre le travi strutturali sottostanti utilizzando cariche cave, con una seconda carica di punzone tagliente temporizzata 50 millisecondi dopo la prima. Questo lavoro espose con successo le travi, sulle quali furono piantate più cariche, che alla fine furono recise. Con solo le piastre del ponte sul ponte principale che tenevano insieme il relitto attorno alla struttura del ponte della nave, due rimorchiatori alle due estremità dell'unità cercarono di separare quanto restava della portacontainer.[27]

Il 20 luglio 2007 una terza esplosione controllata spezzò finalmente la nave in due.

Smaltimento

La prua della MSC Napoli a Belfast Lough il 16 agosto 2007.

Nell'agosto 2007 la prua dello scafo della nave fu portata al cantiere navale Harland and Wolff di Belfast, nell'Irlanda del Nord, per lo smaltimento e il riciclaggio. HM Coastguard posizionò una zona di esclusione di 500 metri (1.600 piedi) attorno al relitto mentre era ancorato a Belfast Lough, in attesa di entrare nel cantiere.

Un piano per rimorchiare anche la poppa ad Harland and Wolff fu abbandonato nel marzo 2008 a favore della demolizione in situ nel Canale della Manica e della rimozione dei pezzi.[28][29] I lavori iniziarono nel maggio 2008. A seguito di un'operazione di parbuckling per correggere l'inclinazione e l'assetto della poppa, i lavori furono completati nel luglio 2009.[30]

L'ancora da 13.500 chilogrammi della nave fu presentata ai cittadini di Branscombe e dell'East Devon dai proprietari della nave Metvale Ltd e fu svelata a Branscombe Mouth il 16 luglio 2008.[31]

Indagine e rapporto

Il Marine Accident Investigation Branch condusse un'indagine sull'incidente e alla fine dell'aprile 2008 venne pubblicato il rapporto sull'indagine.[32] Si scoprì che l'incidente fu il risultato di un cedimento strutturale del rivestimento e delle travi dello scafo della nave all'interfaccia tra l'irrigidimento trasversale della sala macchine e l'irrigidimento longitudinale del vano di carico. Ciò era dovuto al carico sulla struttura dovuto alla nave, ai container e al raro stato del mare che superava la capacità delle travi dello scafo in questa zona. Non furono riscontrate carenze nei materiali o nella costruzione e la precedente messa a terra nel 2001 non contribuì alla perdita.

Nella cultura di massa

L'ancora della MSC Napoli a Branscombe, nel 2009.

L'album del 2009 Arrogance Ignorance and Greed del duo folk del West Country Show of Hands contiene il brano "The Napoli", che commenta il successivo saccheggio del relitto. Un episodio di Doctor Who, intitolato "The Power of Three", fu parzialmente ispirato alla storia della MSC Napoli.

Una delle motociclette BMW recuperate dal relitto diventò parte di un'opera d'arte pubblica del 2018 di Christian Kosmas Mayer, situata sulla riva del Danubio in Austria.[33][34]

Note

  1. ↑ Napoli salvage is declared over, in BBC News, 30 luglio 2009. URL consultato il 13 maggio 2010.
  2. ↑ DNV Vessel Register, su vesselregister.dnv.com. URL consultato il 27 maggio 2023.
  3. ↑ ibiblio.org, https://web.archive.org/web/20060622230118/http://www.ibiblio.org/maritime/Scheepvaartnieuws/Pdf/scheepvaartnieuws/2001/maart/31-03-2001A.PDF. URL consultato il 27 maggio 2023 (archiviato dall'url originale il 22 giugno 2006).
  4. ↑ (EN) Home, su thomsonreuters.com, 10 maggio 2023. URL consultato il 27 maggio 2023.
  5. ↑ telegraph.co.uk, https://web.archive.org/web/20071223153122/http://www.telegraph.co.uk/news/main.jhtml?xml=/news/2007/01/18/nweather118.xml. URL consultato il 27 maggio 2023 (archiviato dall'url originale il 23 dicembre 2007).
  6. ↑ News : 771 : Naval Air Squadrons : Fleet Air Arm : Operations and Support : Royal Navy, su royal-navy.mod.uk. URL consultato il 27 maggio 2023 (archiviato dall'url originale il 21 gennaio 2007).
  7. 1 2 (EN) Steven Morris, Storm grows over Napoli's threat to world heritage coast, in The Guardian, 27 gennaio 2007. URL consultato il 27 maggio 2023.
  8. 1 2 (EN) First Napoli load heads for docks, 1º febbraio 2007. URL consultato il 27 maggio 2023.
  9. ↑ British Shipwreck Menaces World Heritage Devon Coast, su ens-newswire.com. URL consultato il 28 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 22 dicembre 2007).
  10. ↑ (EN) Napoli remembered – 10 Years On, su Dorset View, 19 gennaio 2017. URL consultato il 27 maggio 2023.
  11. ↑ (EN) Pollution watch as ship beaches, 20 gennaio 2007. URL consultato il 27 maggio 2023.
  12. ↑ Pink Sea Fan - SW, su swbiodiversity.org.uk. URL consultato il 27 maggio 2023 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2007).
  13. ↑ (EN) Steven Morris, Wildlife at risk from beached ship's oil, in The Guardian, 26 gennaio 2007. URL consultato il 27 maggio 2023.
  14. ↑ ‘Impact worse than foot and mouth’, su devon24.co.uk. URL consultato il 27 maggio 2023 (archiviato dall'url originale il 23 dicembre 2007).
    «So many questions need to be answered there has got to be a public enquiry.»
  15. 1 2 (EN) Vessel leaks 200 tonnes of fuel, 22 gennaio 2007. URL consultato il 27 maggio 2023.
  16. ↑ (EN) The real victims of Napoli's loss, 24 gennaio 2007. URL consultato il 27 maggio 2023.
  17. ↑ (FR) Communiqué de presse Assistance à un porte-conteneurs en difficulté au nord d'Ouessant - Communiqué n°6 - Préfecture maritime de l'Atlantique, su premar-atlantique.gouv.fr. URL consultato il 27 maggio 2023 (archiviato dall'url originale il 20 luglio 2011).
  18. ↑ (EN) Scavengers take washed-up goods, 22 gennaio 2007. URL consultato il 27 maggio 2023.
  19. ↑ (EN) Can you keep ship-wrecked goods?, 22 gennaio 2007. URL consultato il 27 maggio 2023.
  20. ↑ (EN) Police crack down on scavengers, 23 gennaio 2007. URL consultato il 27 maggio 2023.
  21. ↑ (EN) Salvagers allowed to keep BMWs from MSC Napoli, su motorcyclenews.com. URL consultato il 27 maggio 2023.
  22. ↑ (EN) Matthew Chatfield, Napoli oil and debris reaches Isle of Wight beaches, su The Ventilator, 25 febbraio 2007. URL consultato il 27 maggio 2023.
  23. ↑ Newsroom - Press Releases, su mcga.gov.uk. URL consultato il 27 maggio 2023 (archiviato dall'url originale il 27 luglio 2008).
  24. ↑ (EN) Stricken container ship refloated, 9 luglio 2007. URL consultato il 27 maggio 2023.
  25. ↑ (EN) Attempts to break Napoli in two, 13 luglio 2007. URL consultato il 27 maggio 2023.
  26. ↑ (EN) Charges break Napoli's deck plate, 17 luglio 2007. URL consultato il 27 maggio 2023.
  27. ↑ (EN) National Geographic Channel, National Geographic - Your favourite shows, su natgeotv.com. URL consultato il 27 maggio 2023.
  28. ↑ ::: u.tv :::, su utvlive.com. URL consultato il 27 maggio 2023 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2007).
  29. ↑ Newsroom - Press Releases, su mcga.gov.uk. URL consultato il 27 maggio 2023 (archiviato dall'url originale il 27 luglio 2008).
  30. ↑ (EN) Napoli salvage is declared over, 30 luglio 2009. URL consultato il 27 maggio 2023.
  31. ↑ (EN) Stricken ship's anchor on display, 16 luglio 2008. URL consultato il 27 maggio 2023.
  32. ↑ (EN) Structural failure of container vessel MSC Napoli and subsequent beaching, su GOV.UK. URL consultato il 27 maggio 2023.
  33. ↑ (EN) Christian Kosmas Mayer, Christian Kosmas Mayer - Cycles Galore!, 2018 BMW G650 Xmoto, engraved..., su Christian Kosmas Mayer. URL consultato il 27 maggio 2023.
  34. ↑ (EN) Neil Shaw, Motorbike which washed up on Devon beach is turned into art, su DevonLive, 30 ottobre 2018. URL consultato il 27 maggio 2023.

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