Macchi M.41bis
| Macchi M.41bis | |
|---|---|
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| Descrizione | |
| Tipo | idrocaccia idroricognitore |
| Equipaggio | 1 |
| Costruttore | |
| Data entrata in servizio | 1931 |
| Data ritiro dal servizio | 1938 (Italia) |
| Utilizzatore principale | |
| Esemplari | 40 |
| Sviluppato dal | Macchi M.41 |
| Dimensioni e pesi | |
| Lunghezza | 8,66 m |
| Apertura alare | 11,12 m |
| Altezza | 3,12 m |
| Superficie alare | 31,924 m² |
| Peso a vuoto | 1 170 kg |
| Peso max al decollo | 1 600 kg |
| Propulsione | |
| Motore | un Fiat A.20 |
| Potenza | 420 CV (309 kW) |
| Prestazioni | |
| Velocità max | 256 km/h |
| Velocità di stallo | 94 km/h |
| Autonomia | 700 km |
| Tangenza | 7 500 m |
| Armamento | |
| Mitragliatrici | 2 Vickers modificate calibro 7,7 mm |
I dati sono estratti da: Ministero dell'Aeronautica, Idrocaccia M.41 bis, istruzioni per il montaggio e la regolazione, Varese, 1931. | |
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Il Macchi M.41bis fu un idrocaccia biplano a scafo centrale sviluppato dall'azienda aeronautica italiana Aeronautica Macchi nei tardi anni venti.
Derivato direttamente dall'idrocaccia M.41 rimasto allo stadio di prototipo, venne utilizzato principalmente dalla Regia Aeronautica nelle missioni in coordinamento con la Regia Marina.
Storia del progetto
Al concorso ministeriale imbandito nel 1927 per rimpiazzare gli ormai vetusti M.7 ter e affiancare i più recenti CR.20 Idro si presentarono: la Macchi con l'M.41 (a sua volta derivato dal M.26), la SIAI con lo S.58 bis e la CANT col CANT 18.[1]
Tale concorso non arrivò ad una soluzione, visto che solo il CANT 18 fu ordinato in un certo quantitativo ma esclusivamente per essere utilizzato come addestratore.[1] Di conseguenza nel 1929 venne indetto un nuovo concorso per idrocaccia, concorso al quale parteciparono la Macchi con l'M.41 bis, la SIAI con l'S.67 e la CANT con il CANT 25.[2]
Il concorso si risolse con ordinazioni sia alla Macchi sia alla CANT, probabilmente per non lasciare inascoltate le richieste di lavoro delle due ditte.[2]
L'M.41 bis si distingueva dal precedente M.41 per il radiatore dritto invece che inclinato e per le mitragliatrici posizionate più in alto rispetto alla linea di galleggiamento.[1]
In seguito venne integrato dagli M.71, un'evoluzione rinforzata e con le ali ripiegabili dell'M.41 bis, sviluppata per essere imbarcata sugli incrociatori leggeri della Classe Alberto di Giussano.[3]
Tecnica
Presentava una configurazione a scafo centrale con l'abitacolo di pilotaggio aperto dotato di un parabrezza situato sulla parte anteriore. Le ali avevano una configurazione biplana collegate tra loro da robusti montanti, con l'ala inferiore montata a sbalzo sullo scafo e dotata di due galleggianti equilibratori. Il motore, un Fiat A.20 12 cilindri a V da 420 CV (309 kW), era montato in configurazione spingente e collocato sui montanti centrali appena al disotto dell'ala superiore. La parte posteriore terminava in un piano di coda dall'impennaggio cruciforme monoderiva e dagli stabilizzatori controventati.
Impiego operativo
Gli M.41 bis prestarono servizio nell'88o Gruppo Autonomo Caccia Marittima, schierato a Vigna di Valle, dal 1931 fino al 1938,[1][4] venendo molto apprezzati per la loro maneggevolezza.[1][5]
Durante la Guerra civile spagnola tre esemplari vennero inviati nelle Baleari il 27 agosto 1936. Lì vennero inquadrati nella 130a Squadriglia, prendendo parte prima agli scontri per respingere lo sbarco repubblicano a Maiorca, poi operando in missioni di sorveglianza e scorta.[6]
Utilizzatori
Note
- 1 2 3 4 5 Roberto Gentilli, L'aviazione da caccia italiana 1918-1939, Volume II, p. 50.
- 1 2 Tullio Marcon, Idrocaccia italiani, in Aerofan, aprile-giugno, N.61, 1997.
- ↑ Roberto Gentilli, L'aviazione da caccia italiana 1918-1939, Volume II, p. 51.
- ↑ Marriott 2006, p. 110.
- ↑ Rosario Abate, Giulio Lazzari, I velivoli Macchi dal 1912 al 1963.
- ↑ Angelo Emiliani, Gli M.41 della 130 Squadriglia: da idrocaccia a ricognitori d'altura, in Aerofan, Gennaio-febbraio, N.47, 1989.
Bibliografia
- (EN) Leo Marriott, Catapult Aircraft: Seaplanes That Flew From Ships Without Flight Decks, Barnsley, South Yorkshire (UK), Pen & Sword, 2006, ISBN 1-84415-419-X.
- Ministero dell'Aeronautica, Idrocaccia M.41 bis, istruzioni per il montaggio e la regolazione, Varese, 1931.
- Roberto Gentilli, L'aviazione da caccia italiana 1918-1939, Volume II, Edizioni Aeronautiche Italiane S.R.L., Firenze, 1982.
- Tullio Marcon, Idrocaccia italiani. In Aerofan (n.61, 1997)
- Rosario Abate, Giulio Lazzari, I velivoli Macchi dal 1912 al 1963, Ali nel tempo, Milano, 1963.
- Angelo Emiliani, Gli M.41 della 130a Squadriglia: da idrocaccia a ricognitori d'altura. In Aerofan (n.47, 1989)
Collegamenti esterni
- Tavola riassuntiva della caratteristiche tecniche del Macchi M.71 sul sito enricopezzi.it, su enricopezzi.it. URL consultato il 2 maggio 2008 (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2008).
