Maghi e viaggiatori

Maghi e viaggiatori
Titolo originaleཆང་ཧུབ་ཐེངས་གཅིག་གི་འཁྲུལ་སྣང་
Chang hub thengs gcig gi 'khrul snang
Lingua originaledzongkha
Paese di produzioneBhutan
Anno2003
Durata108 min
Generedrammatico
RegiaKhyentse Norbu
SoggettoKhyentse Norbu
SceneggiaturaKhyentse Norbu
FotografiaAlan Kozlowski
MontaggioJohn Scott, Lisa-Anne Morris
Interpreti e personaggi
  • Tshewang Dendup: Dondup
  • Ap Dochu: il venditore di mele
  • Sonam Kinga: il monaco
  • Sonam Lhamo: Sonam
  • Dasho Kado: capo villagio

Maghi e viaggiatori (ཆང་ཧུབ་ཐེངས་གཅིག་གི་འཁྲུལ་སྣང་, Chang hub thengs gcig gi 'khrul snang, lett. "L'illusione di un sorso di chang") è un film bhutanese del 2003 diretto da Khyentse Norbu.

È il primo lungometraggio girato interamente nel Regno del Bhutan.[1] È stato presentato in concorso alla 60ª Mostra del cinema di Venezia nella sezione "Controcorrente".

Trama

Dondup è un giovane funzionario di governo che vive in un remoto villaggio rurale ed è ossessionato dall'idea di andare a vivere negli Stati Uniti. Mentre aspetta un passaggio per recarsi alla città di Thimphu e richiedere il visto, si ritrova a viaggiare a piedi lungo la strada. Nel suo viaggio si imbatte in un monaco buddista, un venditore di mele, un ubriaco e un vedovo con sua figlia Sonam.

Per passare il tempo, il monaco racconta la storia di Tashi, un contadino che, desideroso di fuggire dalla sua vita di campagna, si perde in una foresta e vive una tormentata storia d'amore con la moglie di un anziano taglialegna. Alla fine si scopre che le disavventure di Tashi erano solo un'allucinazione. La storia del monaco funge da specchio per le aspirazioni di Dondup, lasciando aperto il dubbio se il suo sogno americano sia solo un'illusione simile.

Produzione

Il regista Khyentse Norbu ha scelto di utilizzare quasi esclusivamente attori non professionisti selezionati tra la popolazione locale, impiegati della radio nazionale e studenti. L'unico attore professionista del cast è Tshewang Dendup.

Riconoscimenti

Il film ha vinto il premio del pubblico al Deauville Asian Film Festival e il premio come miglior regista emergente all'Asian American International Film Festival. Nel 2016 ha inoltre vinto la medaglia d'argento come miglior film al SAARC Film Festival.[2]

Note

  1. ↑ (EN) Sue Clayton, Film-making in Bhutan: The view from Shangri-La, su doi.org, 2007.
  2. ↑ Winners – SAARC Film Festival 2016, su saarcculture.org, SAARC Culture. URL consultato il 10 settembre 2019.

Collegamenti esterni