Magliaso

Magliaso
comune
Magliaso – Stemma
Magliaso – Bandiera
Magliaso – Veduta
Magliaso – Veduta
Localizzazione
StatoSvizzera (bandiera) Svizzera
Cantone Ticino
DistrettoLugano
Amministrazione
Lingue ufficialiItaliano
Territorio
Coordinate45°58′59″N 8°53′06″E
Altitudine287 m s.l.m.
Superficie1,1 km²
Abitanti1 656 (31.12.2024)
Densità1 505,45 ab./km²
FrazioniCastellaccio
Comuni confinantiAgno, Caslano, Collina d'Oro, Neggio, Pura
Altre informazioni
Cod. postale6983
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS5193
TargaTI
CircoloMagliasina
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Magliaso
Magliaso
Magliaso – Mappa
Magliaso – Mappa
Sito istituzionale

Magliaso (in dialetto ticinese Majas) è un comune svizzero di 1 656 abitanti del Canton Ticino, nel distretto di Lugano.

Geografia fisica

Magliaso è situato nel Malcantone, nella piana alluvionale del torrente Magliasina. Il paese sorge a 287 m s.l.m. sulla sponda destra del Lago di Lugano, 5 km a sud-ovest di Lugano e 2,5 km a nord della stazione di Ponte Tresa della ferrovia Lugano-Ponte Tresa.

Storia

Citato come de Maliacis (769), de vico Maliaci (854), e formato da due nuclei abitati, il capoluogo, sviluppatosi lungo un'antica via di comunicazione, sotto la chiesa e il castello, e la frazione Castellaccio, sulla riva del lago. Un tempo erano numerosi i mulini costruiti lungo la roggia e le masserie sparse. In epoca longobarda a Magliaso sorgeva una corte del monastero di San Pietro in Ciel d'Oro di Pavia. Non vi sono prove documentate sulle origini dell'antica chiesa di San Quirico e del castello di San Giorgio, citato dal 1033 e nel quale fu catturato il vescovo di Como scismatico Landolfo da Carcano, all'origine della guerra decennale fra Como e Milano (1118-1127). Risale a quell'epoca l'affresco che si trova sulla torre e che costituisce una delle poche testimonianze di pittura romanica profana di tutta la Svizzera. Il castello nel XIII secolo fu proprietà di un ramo dei Rusca di Como. Karl Konrad von Beroldingen, cancelliere del baliaggio di Lugano, acquisì diritti signorili sul villaggio, nel 1668, contribuì all'edificazione dell'attuale chiesa parrocchiale e fece trasformare i ruderi del castello in un sontuoso palazzo, ora in abbandono. Magliaso subì gli effetti di una forte emigrazione verso la Lombardia, l'America meridionale e, fino alla seconda guerra mondiale, verso la Svizzera interna[1].

Simboli

Lo stemma comunale è così blasonato: inquartato d'oro, nel primo e nel quarto, al globo imperiale d'azzurro, caricato da due stelle raggiate di sei, d'oro, alla croce latina, patente, di nero, attraversante il globo; nel terzo e nel quarto, al leone di nero, portante al collo la sciarpa d'azzurro, legata e svolazzante sul retro.

Monumenti e luoghi d'interesse

La chiesa dei Santi Biagio e Macario
Rolf Brem, Pastore e pecore, Centro Evangelico
  • Chiesa dei Santi Biagio e Macario, eretta nel 1668[2];
  • Castello di San Giorgio, attestato dal 1033[2];
  • Oratorio di San Giorgio nel bosco sopra Magliaso eretto tra il 1650 e il 1770 circa è un edificio cubico a croce greca; all'interno i pilastri corinzi reggono il cornicione su cui s'imposta la cupola a pennacchi; il dipinto raffigura san Giorgio che uccide il drago della metà del XVIII secolo[2];
  • Casa parrocchiale: due dipinti di Francesco Antonio Giorgioli del 1690 circa con ricche cornici in stucco[2];
  • Cappella di Santa Maria Goretti[2];
  • Villa Sussiego (1905-1908) dell'architetto Giuseppe Bordonzotti per Giuseppe Soldati[2];
  • Villa Ivy in stile Liberty (1910)[2];
  • Villa (1931), progettata dall'architetto Tomamichel, con pitture decorative di Otto Perlasca (1932/1933)[2];
  • Villa La Radura (1943), in Via Muraglione, architetto: Orfeo Amadò[2];
  • Scuola dell'infanzia del 1904, opera di Giuseppe Bordonzotti e Bernardo Ramelli[2];
  • Palestra nel parco della villa Sussiego, opera di Mario Campi, Franco Pessina e Niki Piazzoli (1977-1980)[2];
  • Mulino e edificio del torchio[2];
  • Mulino dei Bött[2];
  • Casa del golf e degli ospiti La Magliasina (oggi chiusa), Via Vedeggi 38, costruita prima del 1929 per il Golf Club Lugano dall'architetto e designer tedesco Fritz August Breuhaus de Groot[2];
  • Palazzo Quadri dei Vigotti (inizio XIX secolo)[2];
  • Casa Wolk (1975/1977), in Via Lago 3, architetto: Dolf Schnebli[2];
  • Rilievo Pastore e gregge di Rolf Brem davanti al Centro Evangelico Magliaso, bronzo 360 × 110 cm.[2].

Società

Evoluzione demografica

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[1]:

Abitanti censiti[3]

Infrastrutture e trasporti

La stazione di Magliaso

Il paese è servito dalle stazioni di Magliaso e di Magliaso Paese della ferrovia Lugano-Ponte Tresa.

Amministrazione

Ogni famiglia originaria del luogo faceva parte del cosiddetto comune patriziale e aveva la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune.

Da sempre assai ridotta la proprietà patriziale, questa fu definitivamente alienata nel 1863[1].

Note

  1. 1 2 3 Bernardino Croci Maspoli, Magliaso, in Dizionario storico della Svizzera, 29 agosto 2008. URL consultato il 29 ottobre 2017.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 Guida d'arte della Svizzera italiana, 2007
  3. ↑ Dizionario storico della Svizzera, Ufficio cantonale di statistica di Bellinzona

Bibliografia

  • Aa.Vv., Magliaso, in Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2007, pp. 401-402..
  • Bernhard Anderes, Magliaso, in Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Porza, Edizioni Trelingue, 1980, pp. 235-236.
  • Siro Borrani, Magliaso, in Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Lugano, Tipografia e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, 1896, p. 283.
  • Adolfo Caldelari, Magliaso, in Arte e Storia nel Ticino, Locarno, ETT, 1975, pp. 123.
  • Virgilio Chiesa, Lineamenti storici del Malcantone, Lugano, Tipografia Gaggini-Bizzozero, 1961, pp. 80, 82.
  • Bernardino Croci Maspoli, Magliaso, in Dizionario storico della Svizzera, 17 febbraio 2023.
  • Virgilio Gilardoni, Magliaso, in Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, Bellinzona, La Vesconta, Casagrande S.A., 1967, pp. 22, 125, 175, 304, 398-401, 460, 533, 575.
  • Plinio Grossi, Magliaso, in Il Malcantone (riedizione della Guida Galli-Tamburini), Pregassona, Fontana Print S.A., 1984, pp. 119-122, 142, 146.
  • Enrico Maspoli, Compendio storico di Magliaso, a cura di Bernardino Croci-Maspoli, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 1991.
  • Johann Rudolf Rahn, Magliaso, in I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, traduzione di Eligio Pometta, Bellinzona, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, 1894, p. 195-198. .
  • Giovanni Maria Staffieri, Magliaso, in Malcantone. Testimonianze culturali nei comuni malcantonesi, Lugano-Agno, Elmo Bernasconi, 1985, pp. 22-25, 29, 31, 63, 95, 99.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, Giubiasco, Edizioni Metà Luna, 1991.

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