Maison Margiela
| Maison Margiela | |
|---|---|
| Stato | |
| Forma societaria | Società controllata |
| Fondazione | 1988 a Parigi |
| Fondata da | Martin Margiela Jenny Meirens |
| Sede principale | Parigi |
| Gruppo | OTB Group |
| Persone chiave | Stefano Rosso (Presidente) Gaetano Sciuto (Amministratore Delegato) Glenn Martens (Direttore Creativo) |
| Settore | Moda |
| Prodotti | |
| Sito web | maisonmargiela.com |
Maison Margiela è una casa di moda di lusso francese fondata nel 1988[1] dallo stilista belga Martin Margiela e dall'imprenditrice Jenny Meirens.[2] Nel 2002 il brand è stato acquisito dalla holding italiana OTB Group, mantenendo comunque un'identità indipendente.[3]
Storia
Martin Margiela aveva conosciuto Jenny Meirens nel 1983, al concorso di moda Golden Spindle Award, dove lei faceva parte della giuria.[2] Meirens rimase molto colpita dalle opere di Margiela e si offrì di vendere i suoi abiti nel suo negozio di moda a Bruxelles.[2] L'anno seguente Margiela si trasferì a Parigi, dove lavorò come assistente di design per Jean-Paul Gaultier, ruolo che mantenne sino al 1987[1]. Dopo un periodo a Milano tornò ad Anversa dove aprì un piccolo studio al 12 di Leopoldstraat.[4]
Nel 1988 Meirens e Margiela decisero di lanciare una propria casa di moda. La prima collezione di abbigliamento femminile a nome di Margiela fu presentata alla Settimana della moda di Parigi per la primavera del 1989.[3] Le sue prime sfilate includevano erano spesso svolte in località inusuali, come quella del 1989 allestita in un parco giochi alla periferia di Parigi, in cui i bambini del posto interagivano liberamente con le modelle, o una collezione del 1992 in cui le modelle sfilavano in mezzo ad una banda di ottoni che suonava marciando lentamente sulla passerella.[5]
Inizialmente Margiela lavorava in un appartamento di Parigi, ma in seguito aprì il primo negozio, scegliendo un edificio anonimo senza insegna e completamente bianco[5]. Un tratto distintivo del marchio è infatti l'anonimato: per molti anni Martin Margiela stesso ha evitato qualsiasi esposizione mediatica, rifiutando interviste e apparizioni pubbliche. I suoi negozi non erano elencati nell'elenco telefonico e il nome di Margiela non appariva all'esterno dei negozi.[6]
Anche i capi della maison, su decisione di Jenny Meirens,[2] presentano etichette neutre, cucite con quattro punti visibili in modo da poter esser facilmente rimosse, e inizialmente completamente bianche.[7] A partire dal 1997 sulle etichette vengono stampati i numeri da 0 a 23, a ciascuno dei quali corrisponde una specifica collezione.[7]
Nel 2002 la Maison Martin Margiela è stata acquisita dall'OTB Group, una holding guidata da Renzo Rosso, proprietario anche del marchio di moda italiano Diesel. Nel dicembre 2004 l'azienda si è trasferita in una nuova sede in un convento del XVIII secolo nell'XI arrondissement di Parigi. L'interno della sede e i mobili sono stati dipinti interamente di bianco; oltre all'ambiente bianco, tutti i dipendenti indossano dei camici bianchi uguali, indipendentemente dal ruolo.[8]
Nell'ottobre 2009 Martin Margiela ha annunciato le sue dimissioni da direttore creativo, senza che ne venissero resi noti i motivi.[9] Dopo la partenza del fondatore, il ruolo di direttore creativo è stato svolto da un team di design anonimo di cui faceva parte anche lo stilista Demna Gvasalia.[10] Nel 2014 è stato annunciato l'arrivo di John Galliano come nuovo direttor creativo[11], ruolo che ha lasciato a gennaio 2025 in favore di Glenn Martens.[12]
Note
- 1 2 (EN) Caroline Leaper, Martin Margiela, su British Vogue, 15 ottobre 2012. URL consultato il 17 luglio 2025.
- 1 2 3 4 (EN) Susannah Frankel, The Woman Behind Martin Margiela, in The New York Times, 6 febbraio 2017. URL consultato il 17 luglio 2025.
- 1 2 (EN) Martin Margiela: Fashion's invisible superstar, in The Independent. URL consultato il 17 luglio 2025.
- ↑ (EN) Martin Margiela - Icon Magazine, su www.iconeye.com. URL consultato il 17 luglio 2025 (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2017).
- 1 2 (EN) Jeremy Lewis, A Peek Behind the Martin Margiela Mystique, su The Cut, 17 aprile 2015. URL consultato il 17 luglio 2025.
- ↑ (EN) Eric Wilson, Fashion’s Invisible Man, in The New York Times, 1º ottobre 2008. URL consultato il 17 luglio 2025.
- 1 2 Cosa significano i numeri di Maison Margiela, su nss magazine. URL consultato il 17 luglio 2025.
- ↑ (EN) AnOther, Inside Martin Margiela's All-White Maison, su AnOther, 28 aprile 2015. URL consultato il 17 luglio 2025.
- ↑ (EN) Suzy Menkes, Martin Margiela to Leave Fashion House He Founded, in The New York Times, 8 dicembre 2009. URL consultato il 17 luglio 2025.
- ↑ (EN) Balenciaga appoints Demna Gvasalia as artistic director of the collections, su www.kering.com. URL consultato il 17 luglio 2025.
- ↑ (EN) Miles Socha,Nina Jones,Marc Karimzadeh,Joelle Diderich, John Galliano Joins Maison Martin Margiela, su WWD, 6 ottobre 2014. URL consultato il 17 luglio 2025.
- ↑ (EN) Glenn Martens named creative director of Maison Margiela, succeeding Galliano, su AP News, 29 gennaio 2025. URL consultato il 17 luglio 2025.
Voci correlate
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Maison Martin Margiela
Collegamenti esterni
- (FR) Sito ufficiale, su maisonmartinmargiela.fr.
- (EN) Sito ufficiale, su maisonmargiela.com.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 139638303 · ISNI (EN) 0000 0001 2169 8004 · ULAN (EN) 500272371 · LCCN (EN) no98066772 · GND (DE) 5343442-0 · BNF (FR) cb135719567 (data) · J9U (EN, HE) 987014459627405171 |
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