Malacomys edwardsi
| Ratto di palude di Edwards | |
|---|---|
![]() | |
| Stato di conservazione | |
![]() Rischio minimo[1] | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Classe | Mammalia |
| Superordine | Euarchontoglires |
| Ordine | Rodentia |
| Sottordine | Myomorpha |
| Superfamiglia | Muroidea |
| Famiglia | Muridae |
| Sottofamiglia | Murinae |
| Genere | Malacomys |
| Specie | M.edwardsi |
| Nomenclatura binomiale | |
| Malacomys edwardsi Rochebrune, 1885 | |
Il ratto di palude di Edwards (Malacomys edwardsi Rochebrune, 1885) è un roditore della famiglia dei Muridi diffuso nell'Africa occidentale.[1][2]
Descrizione
Roditore di medie dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 107 e 157 mm, la lunghezza della coda tra 121 e 182 mm, la lunghezza del piede tra 31 e 37 mm e la lunghezza delle orecchie tra 22 e 28 mm.[3]
Le parti superiori sono castane. I fianchi sono bruno-dorati, la regione scapolare è più chiara. Le parti ventrali sono bianche. I piedi sono ricoperti di peli rossicci. Le vibrisse sono nere. La coda è più lunga della testa e del corpo, rossiccia sopra, bianca sotto.
Biologia
Comportamento
È una specie terricola.
Distribuzione e habitat
Questa specie è diffusa nella Guinea occidentale, Sierra Leone, Liberia, Costa d'Avorio e Ghana meridionali e Nigeria sud-occidentale.
Vive nelle foreste pluviali e in boscaglie umide.
Conservazione
La IUCN Red List, considerato il vasto areale e la popolazione numerosa, classifica M.edwardsi come specie a rischio minimo (Least Concern).[1]
Note
- 1 2 3 (EN) Boitani, L. 2008, Malacomys edwardsi, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
- ↑ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Malacomys edwardsi, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
- ↑ Rautenbach & Schlitter, 1978.
Bibliografia
- I.L.Rautenbach & D.A.Schlitter, Revision of genus Malacomys of Africa (Mammalia: Muridae), in Annals of Carnegie Museum, vol. 47, 1978, pp. 385-422.
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