Mangiadischi

Mangiadischi Dinkel

Con il nome generico di mangiadischi si intende un tipo di giradischi portatile automatico[1].

Storia

L'apparecchio venne concepito attorno a metà anni 50, negli Stati Uniti, per uso automobilistico, come complemento all'autoradio. A causa del costo elevato e di vari problemi meccanici fu un insuccesso e il concept venne rapidamente abbandonato. Attorno alla fine degli anni cinquanta in Europa ci fu un tentativo di recupero dell'idea, ma ancora una volta la risposta degli acquirenti fu assai tiepida. Verso metà anni sessanta, in Italia principalmente, si vide un revival dell'apparecchio, concepito per uso domestico e indirizzato al meno abbiente mercato dei giovanissimi, con un successo che durò per alcuni anni. Questo soprattutto grazie alla fabbricazione che faceva un ampio utilizzo dei moderni materiali plastici a basso costo, stampabili a caldo. Nonostante i vari problemi, soprattutto gli inceppamenti meccanici e la rapida usura dei supporti, il mangiadischi riusci a ritagliarsi un momento di voga fino ai primi anni settanta e l'avvento della musicassetta, grazie al costo moderato, suo proprio è dei dischi in vinile da 7 pollici, e la sua semplicità operativa.

Funzionamento

Il disco in vinile da leggere (in genere nel formato 7") veniva introdotto attraverso una fessura nell'involucro esterno. Un meccanismo interno a molla, sollecitato dell'introduzione del disco, fissava quest'ultimo al piatto, il quale iniziava a ruotare, mentre la puntina si posava sulla superficie del supporto, dando inizio alla riproduzione il tutto in maniera automatica e semplificata rispetto ai fonografi di tipo tradizionale. Un pulsante consentiva l'arresto della riproduzione, e l'espulsione del disco.

Supporto

Il formato utilizzato dai "mangiadischi" era il cosiddetto "45 giri", ovvero disco da 7 pollici (178 millimetri di diametro) e velocità di rotazione di 45 giri al minuto.

Alcuni modelli[2] avevano un selettore di velocità che consentiva di leggere anche i dischi da 7 pollici incisi a 33 ⅓ giri ("compact 33").

Altri modelli, come ad esempio il Mady Rad della LESA, erano dotati anche di un sintonizzatore radiofonico, sovente solamente AM.

Altri modelli ancora, come il Musicalsound "Penny" , possono essere alimentati anche con la corrente di rete.

Nomi commerciali

Apparecchi più o meno simili erano prodotti da diverse aziende, che offrivano ciascuna uno o più modelli (talvolta comprendenti anche funzioni di radio AM/FM):

  • Castel Spring
  • Charley
  • Europhon "Fonojet"
  • Europhon "Fonojet 77"
  • Europhon "Rolling"
  • Finfood
  • Fonmusic "Delfo"
  • Fonmusic "Super Delfo R"
  • Geloso "Radiophonobox"
  • Irradio "Fonette"
  • Irradio "Fonorette"
  • Irradio "Irradiette"
  • Irradio "Mini Irradiette"
  • Kosmophon
  • Lansay "Buggy"
  • Lansay "Penny"
  • Lansay "Poncho"
  • Lesa "Mady 2"
  • Lesa "Mady 3"
  • Lesa "Mady 4 Universal"
  • Lesa "Madyrad "
  • Lesa "Mady Kid"
  • Marines
  • Minerva "GA45 POP"
  • Musicalsound "Penny"
  • Pack Son "80 The Soundmaster"
  • Pack Son "180"
  • Pack Son "MD 1001"
  • Pack Son "MD 1002"
  • Philips "22 GF 138"
  • Philips "Mignon"
  • Selimco "Super Mark"
  • Sinphonet
  • Superla "Personal"
  • TRL "Full"
  • Wilco "Chicco"
  • Wilco "Corallo"
  • Wilco "Pepito"

Note

  1. ↑ Francesco Sabatini e Vittorio Coletti, mangiadischi, in Il Sabatini Coletti - Dizionario della lingua italiana, edizione online su dizionari.corriere.it, 2018.
  2. ↑ Le Radio di Sophie, galleria.

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