Maniagolibero
| Maniagolibero frazione | |
|---|---|
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | Maniago |
| Territorio | |
| Coordinate | 46°09′49.62″N 12°41′06.17″E |
| Altitudine | 315 m s.l.m. |
| Abitanti | 1 239 |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 33085 |
| Prefisso | 0427 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Patrono | Santi Vito, Modesto e Crescenzia |
| Cartografia | |
Maniagolibero (Manià Livri in friulano[1]), talvolta scritto anche Maniago Libero, è una frazione storica del comune di Maniago (PN). Pur conservando la propria identità storica, il centro è oggi in continuità edilizia con l'abitato principale di Maniago.
Geografia fisica
Sorge a 315 metri di altitudine[2] ai piedi del Monte Jouf, come il resto dell'area urbana di Maniago, nella fascia pedemontana delle Prealpi Carniche, sulla sponda sinistra del torrente Cellina.
Origini del nome
Il toponimo Maniagolibero deriva dalla combinazione di "Maniago" e "libero", quest'ultimo a sua volta derivante da "livra", con il significato di "termina" o "finisce". Il nome indicava la porzione più occidentale e lontana dal centro principale di Maniago, al confine naturale con il greto del torrente Cellina.[3]
Storia
La prima menzione dell’abitato, già frazione e oggigiorno quartiere occidentale di Maniago, storicamente distinto dal centro urbano principale ma ormai privo di soluzione di continuità edilizia con esso, risale al 1177 in un documento di papa Alessandro III redatto a Venezia, con il quale conferma l'accordo di protezione all'Abbazia di Millstatt dell’ordine benedettino e ai suoi possedimenti, tra cui anche "villam Maniac cum sua capella", intendendo appunto proprio Maniagolibero.[4] Nel secolo successivo compare la prima menzione nota nella forma “Maniaco Livro”, più precisamente nel 1286, mentre in un documento del 1342 ricorre la variante "Maniaco Livri".
Tuttavia l'area su cui insiste l’attuale insediamento era già abitata o comunque frequentata almeno dal Neolitico, come il resto della pedemontana e della montagna del Friuli occidentale. Lo confermano dei ritrovamenti di frammenti di selce, punte di freccia, lame, raschiatoi, frammenti di vasi di terracotta e ossa di animali, attribuiti ad un'industria litica, rinvenuti in località "la Brussa" e nella campagna nei dintorni dell'Oratorio di San Vigilio. È invece databile all'VIII secolo a.C., durante l’età del ferro, un'ascia di bronzo rinvenuta nelle ghiaie del contermine torrente Cellina.[5]
Durante l'età antica la zona in questione fece parte del lembo più settentrionale, prima delle Prealpi, dell'agro della colonia romana di Iulia Concordia, compreso tra i fiumi Livenza e Tagliamento. Sempre a questo periodo risalgono delle iscrizioni epigrafiche, rinvenute insieme a frammenti di anfore e di vasellame in terracotta nonché una tomba "alla cappuccina". In età romana passavano per la pedemontana maniaghese delle strade secondarie che collegavano l'area alla pianura, alla montagna e al resto della fascia pedemontana. Le iscrizioni epigrafiche rinvenute all’interno dell’abitato, di tipo funerario, riportano i nomi di individui come Caius Egnatius Veitorvius, Caius Virginius Pulcher, Caius Virginius Marcellinus e Lollia Prisca, rappresentando i primi nomi noti di persone vissute nell’area di Maniagolibero, attestando la frequentazione romana del territorio.
In età medievale, Maniagolibero apparteneva alla già menzionata abbazia di Millstatt, fondata probabilmente intorno al 1070 e amministrata dai Benedettini fino al 1469, anno in cui passò all’ordine militare di San Giorgio. Non è noto se, in questo passaggio, il villaggio continuasse formalmente a dipendere dall’abbazia, ma già all’inizio del XVI secolo era sotto la giurisdizione dei conti di Maniago. Nel 1574 la chiesa dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia fu elevata a parrocchiale con decreto di Pietro Querini, vescovo di Concordia, staccandosi per prima tra le cappelle della pieve di San Mauro di Maniago. Nel 1616 il paese fu colpito da un grande incendio che distrusse 73 edifici e provocò ingenti danni a beni e derrate,[6] e nello stesso secolo la progressiva vendita dei beni di uso comune ridusse le risorse agricole disponibili, favorendo l’emigrazione stagionale o permanente verso la laguna di Venezia, in particolare verso Murano, dove numerosi abitanti trovarono impiego nelle vetrerie e nelle attività connesse alla lavorazione del vetro. Tale flusso migratorio perdurò fino al XIX secolo e portò alla stabile presenza a Murano di famiglie originarie di Maniagolibero[7], che conservarono i propri cognomi e dai cui discendenti ebbero origine anche personalità di rilevo nel settore vetraio, come Napoleone Martinuzzi, o Angelo Dalmistro, presbitero e letterato. Nel XVIII secolo gli affittuari agricoli, i “masisti”, assieme al resto della comunità del villaggio, si scontrarono con i proprietari terrieri, i conti di Maniago, per il tentativo di aumentare censi e decime. Nonostante le dispute legali e alcuni episodi di violenza, riuscirono a difendere in parte i propri diritti.[8] Verso la fine del secolo, tra il 1781 e il 1789, la vecchia parrocchiale, ormai in stato di degrado e pericolante, fu demolita e sostituita da una nuova costruzione, edificata in posizione intermedia tra i due rioni storici del paese, Borgo e Villa, corrispondente all'attuale parrocchiale.
Nei primi anni del XIX secolo, nel 1806, Maniagolibero, assieme al resto del Friuli, precedentemente veneziano e per un breve periodo austriaco, entrò a far parte del Regno d’Italia napoleonico. Contestualmente fu istituito come comune autonomo, sostituendo l’antica istituzione plurisecolare della vicinia, mantenendo questa autonomia fino al 1811, anno in cui divenne definitivamente frazione del comune di Maniago.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
- Chiesa dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia, parrocchiale di Maniagolibero, costruita tra il 1781 e il 1789 in sostituzione della precedente parrocchiale situata in un altro luogo.
- Oratorio di San Floriano, sito nel centro dell'abitato, all'incrocio delle via Mazzini e via Dalmazia, l'oratorio risale al 1612, edificato per soddisfare un voto. Nel 1866 venne riedificato, come ricordano le scritte in latino della lapide posta sopra al portale d'ingresso, e nel 1872 fu restaurato il pavimento come invece ricorda la data posta sul pavimento del presbiterio. La facciata è liscia con triangolo terminale, su cui sorge una croce, e due nicchie poste sopra ai lati del portale, raffiguranti una Madonna con bambino, al lato destro, e un santo, al lato sinistro. La navata, con soffitto a botte, è di forma rettangolare, come anche il presbiterio con soffitto a vele. Alla sinistra di questo si trova la sacrestia. L'altare è in muratura con due colonne e timpano, sovrastato da una pala con la Madonna, San Floriano e San Rocco.[9]
- Oratorio di San Vigilio, oratorio campestre risalente al XI-XII secolo, sito appena fuori l'abitato presso il cimitero.[10]
- Chiesa di Sant'Antonio, modesto edificio sacro situato nell'omonima valle fra il Monte Jouf e il Monte Fara. Negli anni venti del XIX secolo venne restaurata da Giovanni Battista Marocco, muratore di Maniagolibero.[11]
- Croce monumentale, struttura in cemento armato realizzata nel 1933 su un colle dominante l'abitato, a ricordo dell'Anno santo del XIX secolo della Redenzione[12]
Architetture civili
- Monumento ai caduti, situato accanto alla chiesa parrocchiale, il monumento, in bronzo e marmo bianco di Carrara, è dedicato ai caduti delle due guerre mondiali. Presenta una base a gradini con colonne ioniche e fregio dentellato, e una statua raffigurante un angelo con tromba. La realizzazione è attribuita al laboratorio di scultori Ghigli e Vanelli su progetto di Leonardo Moretti, Vito Vaccaro e Giordani da Maniago. Eretto nel 1923, è stato inaugurato nel 1926.[13]
- Cimitero di Maniagolibero, in posizione esterna all’abitato in prossimità dell’oratorio di San Vigilio, realizzato nel 1845.[14] In precedenza, la comunità aveva utilizzato altri luoghi di sepoltura: il più antico era situato attorno all’antica chiesa parrocchiale, successivamente demolita e ricostruita in altro sito nel XVIII secolo. A partire dal 1787, le sepolture ebbero luogo nell’area adiacente alla nuova parrocchiale allora edificata.[15] La realizzazione del cimitero ottocentesco segnò l’abbandono definitivo delle sepolture all’interno dell’abitato e la sistemazione attuale.
Architetture spontanee
- Case storiche del XVII secolo, per le quali, in seguito al terremoto del Friuli del 1976, l’amministrazione regionale del Friuli-Venezia Giulia promosse un intervento di recupero conservativo che interessò cinque edifici abitativi risalenti alla metà del secolo e classificati come beni ambientali. Gli edifici sono Casa Del Mistro e Casa Cappella in via Angelo Dal Mistro, Casa Del Mistro in via Isonzo, Casa Di Chiara in via Monte San Michele e Casa Di Bon in via Divisione Julia.[16]
Note
- ↑ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana.
- ↑ Percorso escursionistico Maniagolibero – casa della Forestale, su curaticonstile.it. URL consultato il 23 gennaio 2026.
- ↑ Maniago Libero, su techefriulane.it, Techefriulane. URL consultato il 24 gennaio 2026.
- ↑ AAVV, Maniagolibero. Un paese, la sua gente, Parrocchia di Maniagolibero, 1989, p. 138.
- ↑ AAVV, Maniagolibero. Un paese, la sua gente, Parrocchia di Maniagolibero, 1989, pp. 33–37.
- ↑ Maniago. Spigolature storiche dal 1567 al 1616, su techefriulane.it, Techefriulane. URL consultato il 24 gennaio 2026.
- ↑ I Friulani nelle arti del vetro a Venezia, secoli XVII-XVIII, su albert.ias.edu, Institute for Advanced Study. URL consultato il 24 gennaio 2026.
- ↑ Fulvio Comin, Storia di Maniago, Edizioni Biblioteca dell'Immagine, 2009, pp. 42–44.
- ↑ AAVV, Maniagolibero. Un paese, la sua gente, Parrocchia di Maniagolibero, 1989, pp. 158–159.
- ↑ AAVV, Maniagolibero. Un paese, la sua gente, Parrocchia di Maniagolibero, 1989, pp. 154–158.
- ↑ Par Crous - In cammino lungo l'antica via di Forcella Croce – Chiesetta di Sant'Antonio, su ecomuseolisaganis.it, Ecomuseo Lis Aganis. URL consultato il 23 gennaio 2026.
- ↑ AAVV, Maniagolibero. Un paese, la sua gente, Parrocchia di Maniagolibero, 1989, p. 378.
- ↑ Angelo con tromba. Monumento ai caduti a colonna, su catalogo.beniculturali.it, Catalogo generale dei Beni Culturali. URL consultato il 25 gennaio 2026.
- ↑ AAVV, Maniagolibero. Un paese, la sua gente, Parrocchia di Maniagolibero, 1989, p. 157.
- ↑ AAVV, Maniagolibero. Un paese, la sua gente, Parrocchia di Maniagolibero, 1989, p. 148.
- ↑ AAVV, Maniagolibero. Un paese, la sua gente, Parrocchia di Maniagolibero, 1989, pp. 108–118.
Bibliografia
- Fulvio Comin, Storia di Maniago, Edizioni Biblioteca dell'immagine, 2009, ISBN 978-88-6391-014-8
- AAVV, Maniagolibero. Un paese, la sua gente, Parrocchia di Maniagolibero, 1989
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Maniagolibero, su 150italia.jimdofree.com, Progetto Italia 150. URL consultato il 24 gennaio 2026.

