Manlio Bavagnoli
Manlio Bavagnoli (Parma, 8 dicembre 1853[1] – Milano, 1º gennaio 1931[2]) è stato un direttore d'orchestra, compositore e insegnante italiano, fu un personaggio di rilievo nel panorama musicale e culturale del periodo tra Ottocento e Novecento..
Biografia
La famiglia desiderava che Manlio, dopo aver completato l' istruzione primaria, si dedicasse a studi giuridici per poi esercitare la carriera forense: con questi intenti fu affidato al Convitto nazionale Maria Luigia di Parma. Il giovane nel contempo studiava anche pianoforte con Michele Cardinali e Stanislao Ficcarelli e armonia con Giovanni Gaetano Rossi.
A soli 19 anni compose il balletto Il disertore, che fu eseguito nel Teatrino del Convitto. Aveva ormai scelto la propria strada; si iscrisse al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli dove rapidamente perfezionò la sua preparazione studiando composizione con Lauro Rossi e canto lirico con il maestro Scafati.
Nel 1876 debuttò come direttore d'orchestra a Pordenone e poco dopo venne chiamato a La Fenice di Venezia per fare il sostituto di Emilio Usiglio.
Nei primi mesi del 1878 terminò la composizione dell'opera seria Roderigo di Spagna, iniziata mentre ancora studiava a Napoli, che diresse con successo, il 20 aprile al Teatro Regio di Parma per tredici repliche. Vi cantava anche il soprano cremonese Giuditta Casali, divenuta poi sua moglie, alla quale il Bavagnoli dedicò la romanza Il sogno, che fu cantata in una serata d' onore del compositore. L' opera fu acquistata dall' editore Tito Ricordi che ne pubblicò il recitativo e la romanza del terzo atto Regna silenzio funebre. Questo suo lavoro venne poi ripreso al Teatro comunale di Modena nella stagione 1878-79 e l'anno dopo a Cagliari.
Il 14 maggio 1878 al "Teatro Regio di Parma" diresse la prima esecuzione della Petite messe solennelle di Gioachino Rossini con il soprano Giuditta Casali Bavagnoli, il contralto Silla De Sparta, il tenore Antonio Franchini e il basso Giovanni Tanzini.[1]
Nel 1880 diresse le stagioni d'autunno del "Teatro Vittorio Emanuele" di Messina e l' anno dopo a Cagliari e al Politeama di Palermo.
Nel 1881; per la stagione lirica di carnevale al Teatro Comunale di Catania mise in scena una serie di spettacoli con una compagnia di canto da lui ben preparata. Il 1° gennaio aprí 'con la 'Norma di Vincenzo Bellini, con Virginia Damerini (Norma),
Eugenia Lopez Nuñes (Adalgisa).
Il 21 gennaio andò in scena la Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti, con Virginia Damerini (Lucia), Eugenia Lopez Nuñes (Alisa), Francesco La Via (Pollione), Cesare Bicchielli (Flavio), Angelo Mancini (Oroveso).
Il 10 febbraio I Capuleti e i Montecchi di Bellini, con Eugenia Lopez Nuñes, en travesti, (Romeo).
Il 20 febbraio, La sonnambula di Bellini, con Virginia Damerini (Amina).
Il 14 marzo La favorita con Giuditta Casali Bavagnoli (Leonora), Enrico De Caprile (Fernando), Lorenzo Russo (Luigi VII).[1]
Nei mesi seguenti fu nominato direttore stabile dell'orchestra del Teatro Municipale di Reggio Emilia e della locale "Scuola comunale di musica" nella quale insegnò pianoforte, composizione e canto.[2]
Tornò al "Teatro Comunale di Catania" 1883 presentando: il 24 gennaio I Puritani di Bellini.
Il 30 gennaio Il trovatore di Giuseppe Verdi. L'11 febbraio La sonnambula di Bellini. Il 20 febbraio Un ballo in maschera di Verdi.
Il 15 marzo 1883 Robert le diable di Giacomo Meyerbeer.
Poi, sempre a Catania, al "Politeama Castagnola" il 1° aprile, mise in scena la Lucia di Lammermoor di Donizetti. Terminò il 12 aprile 1883, con un Grand opéra Faust di Charles Gounod.[1]
In quegli anni diresse viari concerti sinfonici al "Teatro comunale" di Reggio Emilia diresse vari concerti sinfonici tra cui, il 14 marzo 1886, la Sinfonia in mi minore di Alberto Franchetti del quale era sostenitore.
Nel 1888, dopo aver portato al successo l'Asrael di Franchetti al Teatro comunale di Reggio Emilia e, dopo aver compiuto con quest'opera un applaudito giro, iniziò a dirigere nei maggiori teatri italiani.
Nel 1892 fu al Teatro comunale di Bologna.
Per la stagione di carnevale del 1893 diresse l'intero cartellone del Politeama di Genova[2]
28 settembre 1895 al Teatro La nuova Fenice di Osimo, il Paron Giovanni di Antonio Castracani. Il 21 novembre 1900 al Teatro Donizetti di Bergamo diresse la Maria di Rohan di Donizetti. Nel settembre 1901 diresse il Grand opéra Faust di Charles Gounod e l'opera Absalonne di Luigi Taccheo al "Teatro Politeama " di Adria.
Il 15 luglio 1902 mise in scena Manon Lescaut di Puccini al "Teatro Sangiorgi" di Catania ne quale, il 29 luglio 1902, diresse anche Lucia di Lammermoor di Donizetti.[1]
Dopo una così intensa attività teatrale si ritirò dalle scene e aprì a Milano un'apprezzata scuola di canto. Tra i suoi numerosi allievi vi furono il tenore Aureliano Pertile[3] e il soprano Lina Pagliughi.[4]
Al figlio Gaetano, che pure fu acclamato direttore d'orchestra, aveva frattanto trasmesso il suo patrimonio di esperienza e sapere musicale.[2]
Note
- 1 2 3 4 5 Manlio Bavagnoli, su Almanacco Gherardo Casaglia. URL consultato il 2 marzo 2026.
- 1 2 3 4 Manlio Bavagnoli, su La Casa della Musica. URL consultato il 2 marzo 2026.
- ↑ Giancarlo Landini, Pertile Aureliano, in Treccani.it – Enciclopedie on line, vol. 80, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2014. URL consultato il 2 marzo 2026.
- ↑ Giancarlo Landini, Pagliughi Lina, in Treccani.it – Enciclopedie on line, vol. 80, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2014. URL consultato il 2 marzo 2026.
Bibliografia
- Manlio Bavagnoli, su La Casa della Musica. URL consultato il 2 marzo 2026.
- Manlio Bavagnoli, su Almanacco Gherardo Casaglia. URL consultato il 2 marzo 2026.
Voci correlate
Collegamenti esterni
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 9166956275246912181 · SBN MUSV005342 · LCCN (EN) nb2022017372 |
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