Marc Prensky

Marc Prensky nel 2013

Marc Prensky (New York, 15 marzo 1946 – Palo Alto, 15 maggio 2025) è stato uno scrittore statunitense, consulente e innovatore nel campo dell'educazione e dell'apprendimento.

Divenne noto come l'inventore e divulgatore dei termini nativo digitale e "immigrato digitale"[1], che descrisse in un articolo del 2001 su "On the Horizon".

Biografia

Prensky si laureò presso l'Oberlin College (1966), Yale University (1968) e la Business school di Harvard (1980). Fu l'autore di Digital Learning Game-Based (McGraw-Hill 2001), Don't Bother Me Mom - I'm Learning (Paragon House 2006), Teaching Digital Natives (Corwin Press 2010), From Digital Natives to Digital Wisdom: Hopeful Essays for 21st Century Learning (2012), BRAIN GAIN: Technology and the Quest for Digital Wisdom (2012, pubblicato in italiano nel 2013 con il titolo La Mente Aumentata – Dai nativi digitali alla saggezza digitale), e di più di 60 saggi in materia di apprendimento e di educazione. Prensky fu anche un designer di videogiochi di apprendimento e un noto esperto nell'uso di videogiochi nell'educazione.

Iniziò la sua carriera come insegnante ad Harlem, New York, e insegnò a tutti i livelli, dalle elementari all'università. Fu inoltre Corporate Strategist e Direttore Sviluppo Prodotto presso il Boston Consulting Group, e lavorò come technology executive a Wall Street.

Morì a Palo Alto il 15 Maggio 2025, all'età di 79 anni, a causa di un tumore del pancreas.[2]

Focus e ricerca

Il focus dell'attenzione professionale di Prensky fu la riforma dell'istruzione primaria, in particolare supportando i docenti a cambiare la loro didattica in modi che fossero più efficaci per gli studenti del XXI secolo e insistendo per un passaggio ad una pedagogia guidata dalla passione e basata su una metodologia problem-solving. Fautore di un ruolo più attivo degli alunni nel processo educativo, avviò in tutto il mondo dialoghi educatore-studente in merito al processo di insegnamento. Prensky offrì una prospettiva diversa sul processo di apprendimento, basato sulla premessa che i bambini di oggi stiano vivendo la vita e l'educazione in modo molto diverso rispetto alle generazioni passate. La sua speranza fu che i bambini fossero motivati attraverso la loro passione per la tecnologia per mezzo di giochi, internet e telefoni cellulari. Fu quindi sua opinioone che attraverso la tecnologia si potesse essere in grado di coinvolgere maggiormente i bambini e di aiutarli ad amare l'apprendimento. Prensky fu un apprezzato ospite in evidenza su FOX, PBS, NBC, BBC, MSNBC e diversi altri network media internazionali. Fu indicato come "stella polare del nuovo movimento della genitorialità" dalla Parental intelligence Newsletter.[3] Molti educatori videro nel lavoro di Prensky un modo innovativo e futuristico di insegnare ai giovani.

Controversie

Alcuni scrittori criticarono le opinioni di Prensky come semplicistiche, sostenendo che la sua terminologia fosse discutibile e che la sua affermazione che gli educatori dovrebbero semplicemente modificare il loro approccio per soddisfare i giovani 'nativi digitali' ignori elementi essenziali della natura dell'apprendimento e della buona pedagogia. Questi autori sostennero che il ruolo dell'insegnante non fosse solo quello di fare ciò che gli studenti vogliono, ma anche di monitorarli, di correggerli e – soprattutto – di stimolarli: in quest'ottica le opinioni sulla pedagogia di Prensky furonio viste come forse troppo unidimensionali.[4]

Altri misero in dubbio che la definizione di nativo digitale avesse qualche utilità reale.[5] Prensky in seguito valutò che fosse giunto il momento di superare le ormai vecchie metafore e di muoversi verso un nuovo obiettivo: quello della saggezza digitale (si vedano gli ultimi libri di Prensky 'From Digital Natives to Digital Wisdom' e La mente aumentata. Dai nativi digitali alla saggezza digitale'). Sulla definizione di "semplicistico" e di "buona pedagogia", Prensky sostenne che i campi dell'istruzione e della pedagogia fossero ormai diventati inutilmente troppo complicati, ignorando i bisogni reali degli studenti (e del mondo contemporaneo), e che fosse giunto il momento di rivalutare il significato di un buono ed efficace insegnamento nell'era digitale, e di mettere insieme i valori e gli insegnamenti del passato con gli strumenti del futuro. Prensky sostenne inoltre che, nonostante i recenti influssi della tecnologia sulla scuola, non venisse rivolta sufficiente attenzione alle implicazioni di tutti gli importanti cambiamenti nell'ambiente e contesto educativo. Vedere ad esempio http://www.marcprensky.com/blog/archives/2011_06.html.

Libri

  • BRAIN GAIN: Technology and the Quest for Digital Wisdom (versione italiana: La Mente Aumentata – Dai nativi digitali alla saggezza digitale, Erickson, 2013. ISBN 978-88-590-0454-7.)
  • Don't Bother Me Mom, I'm Learning (versione italiana: Mamma non rompere, sto imparando!, Multiplayer Edizioni, 2008 ISBN 978-8889164402)
  • Digital Game-Based Learning
  • Teaching Digital Natives—Partnering for Real Learning
  • From Digital Natives to Digital Wisdom: Hopeful Essays for 21st Century Learning

Note

  1. ↑ Michaels, Leonard (2010-06-22). The Essays of Leonard Michaels. Macmillan. pp. 27–28
  2. ↑ I am so sad to announce that Mark Prensky, who was a close colleague of mine passed away yesterday from pancreatic cancer, su Esther Wojcicki on Facebook, 16 maggio 2025. URL consultato il 2 agosto 2025.
  3. ↑ Collier, Bob (2009-08). How I Parent. Parental Intelligence NEWSLETTER. pp. 1–34. Retrieved 7 July 2011. "[marc Prensky is a] guiding star of the new parenting movement…"
  4. ↑ Bax, S. 'Digital Education: beyond the wow factor' in Digital Education: Opportunities for Social Collaboration. Ed. Michael Thomas. Palgrave Macmillan, 2011
  5. ↑ "'Technology and society: Is it really helpful to talk about a new generation of "digital natives" who have grown up with the internet?'". The Economist. 4 March 2010. Retrieved 22 April 2012.

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