Marcel de Graaff

Marcel de Graaff

Europarlamentare
Durata mandato1° luglio 2014 –
1° luglio 2019

Durata mandato1° febbraio 2020 –
15 luglio 2024
LegislaturaVIII, IX
CircoscrizionePaesi Bassi
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politicoFvD (dal 2022)
In precedenza:
PPV (2011-2022)
UniversitàUniversità Radboud di Nimega

Marcel de Graaff (Rotterdam, 7 aprile 1962) è un politico olandese, europarlamentare per i Paesi Bassi tra il 2014 e il 2019 e per un secondo mandato dal febbraio 2020.[1] Inscritto al Partito per la Libertà (PVV), è stato copresidente dell'Europa delle Nazioni e della Libertà[2] dal 15 giugno 2015 al 1 luglio 2019. In precedenza è stato anche membro del Senato dei Paesi Bassi per il PVV dal 2011 al 2014.

Biografia

Marcel de Graaff è nato il 7 aprile 1962 a Rotterdam. Ha studiato teologia presso Università Radboud di Nimega tra il 1981 e il 1988[3]. Dopo gli studi, ha lavorato come consulente in ambito IT e Operations a partire dal 1° agosto 1989. In seguito, ha svolto l’attività di insegnante di religione in una scuola secondaria a Rotterdam dal 1° gennaio 2010 al 1° luglio 2010[4]. Ha inoltre ricoperto un ruolo manageriale presso la società di telecomunicazioni Koninklijke KPN[5].

Marcel de Graaff è di confessione cattolica romana e risiede a Rotterdam. È sposato con la collega politica Gabriëlle Popken[6].

Carriera politica

Marcel de Graaff è stato membro della Eerste Kamer in rappresentanza del Partito per la Libertà (PVV) dal 7 giugno 2011 al 1º luglio 2014. All’interno del Senato ha ricoperto anche il ruolo di capogruppo parlamentare del PVV tra il 25 settembre 2012 e il 10 giugno 2014.

In seguito è stato designato capolista del PVV per le elezioni europee del 2014. A partire dal 1º luglio 2014 è diventato membro del Parlamento europeo, assumendo contestualmente anche la guida del gruppo del PVV all’interno dell’Eurocamera fin dall’inizio del suo mandato[7].

Nel 2015 ha partecipato alla fondazione del gruppo parlamentare europeo Europa delle Nazioni e della Libertà, insieme a Marine Le Pen, condividendone la co-presidenza dal 15 giugno 2015[8]. Nello stesso anno, un episodio di voto in sua assenza a favore di Le Pen ha portato a una sanzione economica da parte della presidenza del Parlamento europeo, in quanto contrario alle regole interne[9].

De Graaff è stato nuovamente capolista del PVV alle elezioni europee del 2019, nelle quali il partito non ha ottenuto seggi. Il suo mandato si è concluso il 1º luglio 2019. Successivamente, nel febbraio 2020, a seguito della Brexit, il PVV ha ottenuto un seggio aggiuntivo al Parlamento europeo che gli è stato assegnato, con ingresso ufficiale il 1º febbraio 2020[10].

Adesione al Forum per la Democrazia

Nel 2022 ha lasciato il Partito per la Libertà (PVV) per aderire al Forum per la Democrazia (FvD) di Thierry Baudet, dopo aver espresso sostegno alla sua posizione più intransigente contro i vaccino anti-COVID-19 e aver criticato le politiche pro-vaccino del PVV[11]. Nello stesso anno è stato sospeso dal gruppo Identità e Democrazia e il 22 ottobre ha deciso di lasciarlo a causa di divergenze di posizione nei confronti della Russia. È quindi diventato membro dei non iscritti del Parlamento europeo.

De Graaff è stato uno dei 16 eurodeputati che hanno votato contro la condanna del presidente del Nicaragua Daniel Ortega per violazioni dei diritti umani, in particolare in relazione all’arresto del vescovo Rolando Álvarez[12]. È stato inoltre uno dei 13 eurodeputati che hanno votato contro la condanna dell’invasione russa dell’Ucraina[13]. Il quotidiano Nederlands Dagblad ha osservato che De Graaff avrebbe ripreso alcune delle retoriche del presidente Vladimir Putin a difesa della guerra. Durante un dibattito al Parlamento europeo nel marzo 2024, ha elogiato il presunto accoglimento da parte della Russia dei cittadini ucraini e ha affermato, senza fornire prove, che l’Ucraina sarebbe stata responsabile del bombardamento di centinaia di migliaia di bambini e del coinvolgimento in reti di pedofilia e traffico di organi[14].

De Graaff aveva previsto di ricandidarsi per un ulteriore mandato alle elezioni europee del giugno 2024 nel collegio elettorale fiammingo in Belgio. Tuttavia, la sezione fiamminga del Forum per la Democrazia, fondata nel gennaio 2024, non è riuscita a raccogliere le 5.000 firme necessarie per la partecipazione. Il suo secondo mandato è terminato il 15 luglio 2024.

Controversie giudiziarie

A fine maggio 2024 è stato coinvolto in un'inchiesta giudiziaria denominata giornalisticamente "Russiagate 2" o "Russiagate europeo", per presunte interferenze filorusse.[15][16][17][18]

Note

  1. ↑ Marcel de Graaff, su europarl.europa.eu, Parlamento europeo.
  2. ↑ (FR) Parlement européen : Nicolas Bay succède à Marine Le Pen à la tête du groupe ENL, in Sud Ouest, 12 settembre 2017. URL consultato il 29 novembre 2025.
  3. ↑ Drs. M.J.R.L. de Graaff (PVV), su eerstekamer.nl.
  4. ↑ Drs. M.J.R.L. (Marcel) de Graaff, su parlement.com.
  5. ↑ Opgave van de financiële belangen van de leden (PDF), su europarl.europa.eu.
  6. ↑ PVV-Kamerlid Gabriëlle Popken verlaat Tweede Kamer, su nrc.nl (archiviato dall'url originale il 19 settembre 2020).
  7. ↑ De Graaff PVV-lijsttrekker in Europa, su nos.nl.
  8. ↑ Far right MEPs form EU parliamentary group, su theparliamentmagazine.eu.
  9. ↑ EU politics Institutional fisticuffs, su euobserver.com.
  10. ↑ Drie 'brexitzetels' Europees Parlement gaan naar PVV, VVD en ex-lid Forum, su nos.nl (archiviato dall'url originale il 1º giugno 2020).
  11. ↑ Far-right Dutch MEP ditches Geert Wilders’ party over its vaccination stance, su politico.eu.
  12. ↑ European Parliament condemns growing repression of Catholic Church in Nicaragua, calls for release of bishop, su catholicnewsagency.com.
  13. ↑ Politie doorzoekt kantoor medewerker van FVD-Europarlementariër De Graaff, su nu.nl.
  14. ↑ FVD’er Marcel de Graaff is zo pro-Poetin, dat zelfs zijn geestverwanten hem wantrouwen, su nd.nl.
  15. ↑ Luca Carrello, Russiagate, perquisiti casa e ufficio al Parlamento Ue dell’assistente dell’eurodeputato Marcel de Graaf: sospette ingerenze da Mosca, in MF Milano Finanza, 29 maggio 2024. URL consultato il 29 novembre 2025.
  16. ↑ De Graaff, "non sono coinvolto in operazioni russe", su ANSA. URL consultato il 29 novembre 2025.
  17. ↑ Aurora Alliegro, Ieri antisemita, oggi filorusso. Sotto indagine l'assistente di De Graaff, il grande perdente dell'Europarlamento, su HuffPost, 29 maggio 2024. URL consultato il 29 novembre 2025.
  18. ↑ Lo spettro di Putin sul voto europeo, l’Ue scossa dal Russiagate 2, in il Manifesto. URL consultato il 29 novembre 2025.

Voci correlate

Collegamenti esterni