Marco Baggiolini
Marco Baggiolini (Bellinzona, 1 agosto 1936) è un medico e immunologo svizzero, noto per i suoi contributi allo studio delle chemochine e dei meccanismi di migrazione dei leucociti, primo presidente dell'Università della Svizzera italiana[1][2][3].
Biografia
Formazione
Studiò medicina presso l'Università di Basilea, conseguendo la laurea nel 1962.[3]
Proseguì la propria formazione scientifica come assistente in biochimica presso l'Università di Berna (1963-1967) e successivamente come ricercatore associato alla Rockefeller University di New York (1967-1970), nel laboratorio di Christian de Duve, premio Nobel per la medicina nel 1974.[3]
Attività scientifica e accademica
Nel 1970 entrò nel gruppo farmaceutico Sandoz a Basilea, dove operò fino al 1983, occupandosi di farmacologia e immunologia sperimentale e ricoprendo incarichi dirigenziali.[4]
Nel 1983 fu nominato direttore dell'Istituto Theodor Kocher presso l'Università di Berna, dove sviluppò un programma di ricerca dedicato ai meccanismi molecolari dell'infiammazione.[3]
Attività istituzionale
Nel 1996 fu nominato primo presidente dell'Università della Svizzera italiana, contribuendo alla fase iniziale di sviluppo dell'ateneo.[5]
Ricoprì inoltre incarichi di rilievo nel sistema scientifico svizzero, tra cui la direzione della Divisione IV del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica.[6]
Attività scientifica
L'attività scientifica di Baggiolini si colloca nell'ambito dell'immunologia cellulare e molecolare.
I suoi studi portarono all'identificazione e alla caratterizzazione delle chemochine, una classe di citochine chemotattiche fondamentali per la regolazione del traffico leucocitario.[7]
Tra i contributi più rilevanti si annovera l'identificazione dell'interleuchina 8 (IL-8), coinvolta nell'attivazione dei neutrofili e nei processi infiammatori.[8]
Impatto scientifico
I contributi di Baggiolini hanno avuto un ruolo rilevante nello sviluppo della moderna immunologia, contribuendo alla definizione del sistema delle chemochine e dei relativi recettori.[9]
Le sue ricerche sono ampiamente citate nella letteratura scientifica e hanno influenzato gli studi sui meccanismi della risposta immunitaria e dell'infiammazione.[10]
Riconoscimenti
Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti scientifici internazionali, tra cui:
Opere selezionate
- Marco Baggiolini, Interleukin-8 and related chemotactic cytokines, in Trends in Biochemical Sciences, vol. 14, n. 7, 1989, pp. 286-290, DOI:10.1016/0968-0004(89)90087-5.
- Marco Baggiolini, Chemokines and leukocyte traffic, in Nature, vol. 392, n. 6676, 1998, pp. 565-568, DOI:10.1038/33340.
- Marco Baggiolini, Chemokines in pathology and medicine, in Journal of Internal Medicine, vol. 250, n. 2, 2001, pp. 91-104, DOI:10.1046/j.1365-2796.2001.00867.x.
Note
- ↑ Marco Baggiolini, Chemokines and leukocyte traffic, in Nature, vol. 392, n. 6676, 1998, pp. 565-568, DOI:10.1038/33340.
- ↑ Marco Baggiolini, Chemokines in pathology and medicine, in Journal of Internal Medicine, vol. 250, n. 2, 2001, pp. 91-104, DOI:10.1046/j.1365-2796.2001.00867.x.
- 1 2 3 4 Marco Baggiolini - Academia Europaea, su ae-info.org.
- ↑ Robert Koch Foundation Laureates, su robert-koch-stiftung.de.
- ↑ Storia dell'Università della Svizzera italiana, su usi.ch.
- ↑ Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica, su snf.ch.
- ↑ Marco Baggiolini, Beatrice Dewald e Bernhard Moser, Interleukin-8 and related chemotactic cytokines, in Advances in Immunology, vol. 55, 1993, pp. 97-179, DOI:10.1016/S0065-2776(08)60509-X.
- ↑ Marco Baggiolini, Beatrice Dewald e Bernhard Moser, Neutrophil-activating peptide-1/interleukin 8, in The Journal of Clinical Investigation, vol. 84, n. 4, 1989, pp. 1045-1049, DOI:10.1172/JCI114265.
- ↑ Zlotnik A., Chemokines in neoplastic progression, in Seminars in Cancer Biology, vol. 14, 2004, pp. 181-185.
- ↑ Murphy P.M., Chemokines and the molecular basis of cancer metastasis, in New England Journal of Medicine, vol. 345, 2001, pp. 833-835.
- ↑ SLB Awards, su leukocytebiology.org.
- ↑ Emil von Behring Prize, su uni-marburg.de.
- ↑ Robert Koch Award, su robert-koch-stiftung.de.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 44885375 · ISNI (EN) 0000 0000 6671 6205 · LCCN (EN) n84800224 · GND (DE) 1081278528 · J9U (EN, HE) 987007342775805171 |
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