Margarete Bieber

Margarete Bieber (31 luglio 1879 – New Canaan, 25 febbraio 1978) è stata un'archeologa e storica dell'arte tedesca naturalizzata statunitense[1].

È riconosciuta come una figura pionieristica nello studio dell’arte greca, del teatro classico e nella storia delle donne nell'archeologia accademica[2].

Biografia

Margarete Bieber nacque il 31 luglio 1879 a Schoenau, in Prussia Occidentale, in una famiglia ebraica benestante[3].

Formazione

Dopo aver ricevuto un'istruzione privata, nel 1899 fu tra le prime donne a ottenere l’Abitur in quella regione[3].

Dal 1901 studiò archeologia, storia dell'arte classica e filologia presso le Università di Bonn, Berlino e infine Heidelberg, dove si formò con studiosi del calibro di Georg Loeschcke e Reinhard Kekulé von Stradonitz[3]. Nel 1904 si trasferì ad Atene per lavorare come assistente presso l'Istituto Archeologico Germanico[4]. Ottenne il dottorato nel 1907 con una tesi sulla scultura ellenistica[3].

Carriera accademica in Germania

Dopo il dottorato, Bieber fu incaricata della gestione delle collezioni archeologiche presso il museo di Kassel[3]. Nel 1913 ottenne un incarico presso l’Università di Giessen, dove tenne lezioni nonostante i limiti imposti alle donne[1]. Nel 1931 fu nominata professoressa ordinaria, prima donna in Germania in quel ruolo in campo archeologico[3].

Con l’avvento del regime nazista, nel 1933 perse la cattedra a causa delle leggi razziali che escludevano gli ebrei dal pubblico impiego[4].

Emigrazione e carriera negli Stati Uniti

Dopo un breve soggiorno in Inghilterra, Bieber emigrò negli Stati Uniti nel 1934[3]. Ottenne incarichi prima al Barnard College e poi alla Columbia University, dove fu nominata professore emerito nel 1948[5]. Il suo insegnamento influenzò profondamente la nuova generazione di studiosi americani di arte classica[6].

Attività scientifica

Margarete Bieber contribuì in modo fondamentale allo studio del teatro greco e romano, analizzandone l’architettura, la scenografia e il contesto sociale[3]. Il suo libro The History of the Greek and Roman Theater (1939) è considerato un’opera di riferimento nel settore[6].

Fu anche una delle prime studiose a collegare sistematicamente scultura, arte figurativa e numismatica, utilizzando le monete antiche per confronti iconografici[7].

Eredità e riconoscimenti

Nel 2023 il Harvard Art Museums le ha dedicato la mostra Ancient Rotation: The Scholar as Collector, che ha evidenziato la sua attività anche come collezionista e interprete della cultura materiale antica[8].

La Brown University ha incluso la sua figura tra le protagoniste del progetto Breaking Ground, dedicato alle donne nella storia dell’archeologia[9].

Note

Collegamenti esterni

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