Mariegola
La mariegola, dal latino "matricula", o Regola Madre, nelle Scuole di Venezia era lo statuto dei diritti e dei doveri degli aggregati. Era costituita dai capitoli della originaria stesura e dalle modifiche e integrazioni intervenute nel corso degli anni a causa di delibere, decreti o proclami.
Più in generale, una mariegola è un libro «nel quale sono raccolte le leggi sistematiche di alcune Corporazioni di arti ed anche di luoghi pii»,[1] dunque statuti di confraternite religiose o associazioni e corporazioni laiche.
Mariegola dell'arte dei Tagiapiera, 1518, Museo Correr, Venezia.
La mariegola riportava nelle pagine finali: l’elenco dei confratelli iscritti divisi per sesso, ceto sociale, mestiere, parrocchia di residenza, incarico ricoperto nella scuola; l’elenco delle proprietà immobiliari ed il loro uso, se poste a reddito con affittanze o concesse gratia amore dei; le commissarie con l’elenco delle esecuzioni testamentarie che amministravano.
Con il passare degli anni ed il mutare delle condizioni in cui si veniva ad operare alcuni articoli della mariegola risultavano superati e venivano cancellati, altri necessitavano di spiegazioni perché il loro contenuto non risultava non più chiaro essendo cambiato le contesto in cui era stato scritto, altri venivano aggiunti ex novo. La mariegola così veniva riscritta, anche perché quella in uso risultava logorata dalle continue consultazioni: si hanno così diverse copie dalla mariegola compilate in tempi diversi.
Il testo veniva scritto su pergamena perché più resistente della carta ed abbellito con miniature e capilettera. Le mariegole delle scuole più ricche avevano delle miniature dorate, spesso disegnate da pittori famosi, dei capilettera miniati e delle rilegature in cuoio prezioso o in velluto con applicazioni in argento. La nuova stesura della mariegola talvolta veniva pagata da un ricco confratello.
Passando gli anni le miniature si fanno più rare sia per problema di costi sia perché vengono a mancare i miniatori. La mariegola è un documento vivo che viene continuamente aggiornato per adeguarsi alle mutate condizioni di vita: lo testimoniano le aggiunte redatte con scritture diverse. Le ultime pagine talvolta sono scritte su fogli di carta perché più economica della pergamena.
Nelle mariegole delle scuole d’arte, oltre ai diritti e doveri degli associati, quali l’assistenza alle vedove e ai confratelli malati, le sepolture e le esequie per i confratelli defunti, la dotazione liturgica per la cappella o l’altare della scuola, erano indicati anche la durata dei periodi di apprendistato dei garzoni, gli orari e i giorni di apertura dei negozi, i requisiti minimi che dovevano avere le merci lavorate, la quota di iscrizione (benintrada) ed il contributo annuo che doveva essere versato al tesoriere.
Note
- ↑ Dizionario del dialetto veneziano di Giuseppe Boerio.
Bibliografia
- Franco Tonon, Scuola dei Battuti di San Rocco. Documenti sulle origini e illustrazioni dei Capitoli delle Mariegole, Venezia, Grafiche Veneziane, 1998.
- Franco Tonon, La Scuola Grande di San Rocco nel Cinquecento, attraverso i documenti delle sue Mariegole, Venezia, Grafiche Veneziane, 1999.
- Lyle Humphrey e Giordana Mariani Canova (introduzione), La miniatura per le confraternite e le arti veneziane – Mariegole dal 1260 al 1460, Sommacampagna, Cierre, 2015.
Voci correlate
Collegamenti esterni
- Descrizione della Mariegola dal sito della Scuola Grande dei Carmini.
- Dizionario del dialetto veneziano di Boerio Giuseppe, pag. 399.