Marina Doge

Alba Wiegele, detta Marina Doge (Trieste, 16 gennaio 1922 – Roma, 18 ottobre 1965), è stata un'attrice e soubrette italiana.

Biografia

Dopo aver studiato danza classica a Roma presso il Teatro dell'Opera, si perfezionò nella recitazione frequentando un corso interno alla Scalera Film. A diciassette anni esordì nel film Ballo al castello (regia di Max Neufeld, 1939) accanto alla già celebre Alida Valli.

Sempre sotto la direzione di Neufeld, prese parte al film La canzone rubata (1940) e, nello stesso anno, a Miseria e nobiltà (regia di Corrado D'Errico) nel ruolo di Gemma, poi interpretato da Sophia Loren nella più nota versione del 1954.

Successivamente, alla Doge vennero affidati ruoli da non protagonista (di solito una confidente, che dà conforto ai languori sentimentali della prima attrice), come ad esempio l'amica di Alida Valli in L'amante segreta (1941), di Carla Del Poggio in Incontri di notte (1943), di Adriana Benetti in Tempesta sul golfo (1943), di Elide Spada in L'ultima carrozzella (1943).[1]

Terminata la guerra, Marina Doge comparve a fianco di Walter Chiari in Gli uomini, che mascalzoni!, remake dell'omonimo film del 1932. Relegata ormai a un ruolo minore in questo suo ultimo film, l'attrice triestina preferì dedicarsi da allora in poi alla sua prima passione, il teatro di varietà, affermandosi quale vivace soubrette in alcune riviste portate nei teatri nazionali dalle compagnie di Wanda Osiris (Galanteria[2] nel 1951 e Festival[3] nel 1954), di Nino Taranto[4] (1950) e di Erminio Macario[5] (1953).

L'attività come soubrette diede alla Doge più soddisfazioni rispetto alla carriera cinematografica, tanto che le venne attribuito nel 1952 il Passerella Club, un premio allora prestigioso che veniva assegnato ogni anno a rivelazioni del teatro di varietà quali Flora Medini, Delia Scala, Dorian Gray.[6]

Un quotidiano dell'epoca riportava la notizia di una sua imminente collaborazione (settembre 1955) a Parigi con Maurice Chevalier.[7]

Morì a soli 43 anni a Roma.

Filmografia

Note

  1. ↑ Paolo Lughi (a cura di), Trieste e il cinema, Effe Printing, Roma, 2019, p. 111. ISBN 9788894494501
  2. ↑ Corriere della Sera, 20 settembre 1951, p. 2
  3. ↑ Corriere della Sera, 14 ottobre 1954, p. 4
  4. ↑ Corriere della Sera, 12 marzo 1950, p. 2
  5. ↑ Corriere della Sera, 27 febbraio 1953, p. 4
  6. ↑ Corriere d'Informazione, 11 giugno 1956, p. 11
  7. ↑ Corriere d'Informazione, 13 agosto 1955, p. 9

Collegamenti esterni

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