Marine de Vichy
| Marine de Vichy Marina di Vichy | |
|---|---|
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| Descrizione generale | |
| Attiva | 10 luglio 1940 - agosto 1944 |
| Nazione | |
| Servizio | Forza armata |
| Tipo | Marina militare |
| Dimensione | Circa 60.000 uomini |
| Battaglie/guerre | Seconda guerra mondiale |
| Parte di | |
| Forces armées de Vichy | |
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La Marine de Vichy (in italiano Marina di Vichy) fu la componente navale delle forze armate dello Stato francese tra il 1940 e il 1944. Costituita all'indomani del secondo armistizio di Compiègne, rimase formalmente sotto l'autorità del governo del maresciallo Philippe Pétain e il comando operativo dell'ammiraglio François Darlan.
Sebbene la Francia avesse subito una rapida sconfitta durante la Campagna di Francia, la flotta non venne catturata né distrutta, mantenendo intatto il proprio potenziale bellico che la rendeva, all'epoca, la quarta forza navale mondiale. La sua neutralità divenne un fattore geopolitico determinante: la preoccupazione che le moderne unità francesi potessero cadere in mano tedesca spinse il Regno Unito a intraprendere azioni drastiche, come l'Operazione Catapult, provocando una profonda rottura tra gli ex alleati e portando la Marina di Vichy a scontri aperti con la Royal Navy nel Mediterraneo e nelle Impero coloniale francese.
Storia
L'Armistizio e la crisi con il Regno Unito (1940)
In seguito alla Campagna di Francia, l'articolo 8 delle clausole armistiziali stabiliva che la flotta francese rimanesse sotto il controllo del governo di Philippe Pétain, a condizione che le navi fossero disarmate sotto la supervisione delle commissioni d'armistizio tedesca e italiana[1].
Il timore britannico che la flotta potesse essere catturata dall'Asse portò all'Operazione Catapult. Il 3 luglio 1940, la Royal Navy attaccò la squadra navale francese a Mers-el-Kébir. L'azione causò 1.297 morti francesi e il danneggiamento della corazzata Dunkerque, spingendo la Marina di Vichy verso una politica di ostilità attiva contro i britannici, definita "neutralità armata"[2].
Difesa dell'Impero (1940-1942)
La Marina di Vichy si impegnò nella protezione dei possedimenti coloniali, respingendo un tentativo di invasione anglo-gaullista durante la battaglia di Dakar (settembre 1940) e partecipando alla guerra franco-thailandese, dove ottenne una vittoria navale nella battaglia di Koh Chang (gennaio 1941)[3]. In questo periodo, la flotta soffrì gravemente per la carenza di carburante e pezzi di ricambio dovuta al blocco navale alleato.
Il punto di svolta: l'Operazione Torch (1942)
L'8 novembre 1942, gli Alleati sbarcarono in Nord Africa (Operazione Torch). La Marina di Vichy oppose una resistenza accanita, specialmente a Casablanca (dove la corazzata Jean Bart, sebbene incompleta, aprì il fuoco contro la flotta statunitense) e a Orano. Gli scontri terminarono solo dopo l'armistizio firmato dall'ammiraglio Darlan con gli Alleati ad Algeri, un atto che Hitler considerò un tradimento definitivo.
L'autoaffondamento di Tolone e lo scioglimento (1942-1944)
In risposta agli eventi in Africa, il 10 novembre 1942 la Germania attivò l'Operazione Anton per occupare la "zona libera". Il 27 novembre, le truppe corazzate tedesche penetrarono nella base di Tolone (Operazione Lila) per sequestrare la flotta. Seguendo gli ordini permanenti di Darlan, l'ammiraglio Jean de Laborde ordinò l'autoaffondamento di massa. Furono distrutte 77 unità: 3 corazzate, 7 incrociatori, 15 cacciatorpediniere e numerose altre navi minori[4].
Dopo il novembre 1942, la "Marina di Vichy" cessò di esistere come forza navale operativa. Le poche unità superstiti nei porti coloniali, si unirono gradualmente alle Forces navales françaises libres (FNFL). Il Ministero della Marina a Vichy sopravvisse formalmente fino all'agosto 1944, ma con poteri limitati alla gestione amministrativa di un personale senza navi e alla difesa costiera minore sotto stretto controllo tedesco. Con la Liberazione di Parigi e la caduta del regime, i resti dell'amministrazione navale di Vichy furono integrati nella nuova Marina della Francia combattente.
Note
- ↑ Robert Paxton, Vichy. Il regime del maresciallo Pétain, Il Saggiatore, 2015, p. 74.
- ↑ Bernard Ireland, War at Sea 1939-1945, Cassell, 2003, p. 122.
- ↑ Philippe Masson, La Marine française de 1939 à 1945, Tallandier, 2002, p. 112.
- ↑ L'autoaffondamento della flotta francese a Tolone, su Chemins de Mémoire. URL consultato il 20 maggio 2026.
