Mario Adorf

Mario Adorf nel 2018

Mario Adorf (Zurigo, 8 settembre 1930 – Parigi, 8 aprile 2026[1]) è stato un attore tedesco. Apparve in più di 200 film, lavorando anche assiduamente nel cinema italiano.[2]

Biografia

Mario Adorf, italo-tedesco,[3] nacque in Svizzera da Alice Adorf, tedesca, infermiera nel reparto di radiologia che a Siderno, in provincia di Reggio Calabria in Italia, conobbe il chirurgo calabrese Matteo Menniti, che era già sposato.[4] Lei se ne andò in Svizzera poco prima di dare alla luce suo figlio. In un'intervista, l'attore Adorf racconta che sua madre, rimasta incinta, progettava di affidarlo a una famiglia, ma alla fine scelse di tenerlo e fuggì in Svizzera, dove nacque. Dopo tre mesi, furono costretti a tornare in Germania, dove il futuro attore fu cresciuto dalla nonna e dalla zia.[5]

Studia dalle suore borromee, poi dal 1950 frequenta l'Università Johannes Gutenberg di Magonza, dove pratica il pugilato ed entra a far parte di un gruppo teatrale. Nel 1953 ritorna a Zurigo per proseguire gli studi e qui inizia a collaborare con il Teatro Schauspielhaus di Zurigo, in veste di comparsa e aiuto regista. Nel 1954 abbandona l'università per studiare recitazione nell'Accademia Otto Falkenberg di Monaco. A partire dallo stesso anno inizia a recitare stabilmente presso il Kammerspiel di Monaco.[6]

Esordi

Dopo alcune parti minori, il ruolo che lo fa emergere è quello del killer psicopatico nel film di Robert Siodmak, Ordine segreto del III Reich, il cui successo fa sì che ad Adorf siano negli anni a venire affidati prevalentemente ruoli drammatici e/o da villain. Nel 1961 Adorf, oltre a debuttare nel cinema francese con La spia del secolo di Yves Ciampi, esordisce in una produzione italiana nel film A cavallo della tigre di Luigi Comencini, dove interpreta il violento Tagliabue; nonostante l'insuccesso economico del film, il ruolo apre ad Adorf le porte di Cinecittà, in cui l'attore sarà una presenza estremamente ricorrente fino agli anni 2000.

Successo internazionale

In pochi anni Adorf si afferma come attore di stampo internazionale dalla vasta gamma espressiva e dal ricco repertorio, capace di spaziare da ruoli comici ad altri più impegnativi (mafiosi, membri dell'alta società e uomini al servizio della legge). In questo eclettismo una parte importante avrà il cinema italiano, che offrirà all'attore alcuni dei suoi ruoli migliori.

Nel 1963 prende parte alla fortunata saga western di Old Shatterhand e Winnetou con il ruolo del cattivo, nel film La valle dei lunghi coltelli. Lo stesso anno c'è l'incontro tra Adorf e il regista Antonio Pietrangeli, che lo sfrutterà per due dei suoi film più noti, La visita (1963) e Io la conoscevo bene (1965). Il 1965 è per l'attore uno degli anni più produttivi, dove prenderà parte, tra gli altri, ai film, Le soldatesse di Valerio Zurlini; Sierra Charriba di Sam Peckinpah; Dieci piccoli indiani di George Pollock e alla coproduzione internazionale La guerra segreta.

L'anno dopo è spalla di Nino Manfredi in Operazione San Gennaro di Dino Risi (dove interpreta il tonto tirapiedi Sciascillo), mentre nel 1967 è il falso spettro di Questi fantasmi di Renato Castellani. Nel biennio successivo interpreta due spaghetti western di un certo rilievo, ...e per tetto un cielo di stelle e Gli specialisti. Nel 1969 è anche nel cast del film La tenda rossa, dove recita al fianco di Sean Connery e Claudia Cardinale. Nel 1970 è chiamato da Dario Argento a recitare nel celebre thriller L'uccello dalle piume di cristallo.

Tra poliziesco e cinema d'autore

A partire dal 1972 Adorf diventa una icona del poliziesco all'italiana. In quell'anno, oltre a comparire nella miniserie TV Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini e nel fortunato Quando le donne persero la coda di Pasquale Festa Campanile, prende parte a La polizia ringrazia, storicamente considerato capostipite del filone poliziottesco, e ai due capolavori noir di Fernando Di Leo, Milano calibro 9 e La mala ordina, dove, con il ruolo di Luca Canali, Adorf ha la rara occasione di essere protagonista assoluto di una pellicola (doppiato da Stefano Satta Flores).

Negli anni a seguire non mancano nuove incursioni nel poliziottesco (La polizia chiede aiuto, Processo per direttissima) ma Adorf ottiene le maggiori soddisfazioni in un cinema d'autore di respiro internazionale, in film come L'arciere di fuoco di Giorgio Ferroni, Il viaggio a Vienna di Edgar Reitz (per cui l'attore vince un Ernst Lubitsch Award), Il delitto Matteotti di Florestano Vancini (dove interpreta Benito Mussolini), Il caso Katharina Blum di Volker Schlöndorff e Margarethe von Trotta, Cuore di cane di Alberto Lattuada, Io ho paura di Damiano Damiani, Il tamburo di latta di Volker Schlöndorff, Fedora di Billy Wilder.

Gli ultimi anni

Nei primi anni ottanta Adorf ha una grande occasione lavorativa, essendo chiamato a far parte del cast del film Fitzcarraldo, diretto da Werner Herzog; tuttavia, seppur giunto al 40% di girato, Herzog è costretto a interrompere le riprese in seguito all'indisponibilità del protagonista del film Jason Robards, ammalatosi, e a ricominciare da capo eliminando il girato una volta sostituito Robards con Klaus Kinski. In precedenza Adorf aveva già rifiutato dei film importanti, come Uno, due, tre! di Billy Wilder, Il Padrino di Francis Ford Coppola e Il mucchio selvaggio di Sam Peckinpah, per cui rifiutò il ruolo del generale Mapache ritenendolo troppo violento.

Non mancano comunque altre occasioni importanti per Adorf, che viene diretto da Aldo Lado (La disubbidienza), Rainer Werner Fassbinder (Lola), Peter Del Monte (Invito al viaggio), Straub e Huillet (Rapporti di classe), Carlo Mazzacurati (Notte italiana), Gianni Amelio (I ragazzi di via Panisperna), Liliana Cavani (Francesco), Giuliano Biagetti (Vado a riprendermi il gatto), Claude Chabrol (Giorni felici a Clichy). Dagli anni ottanta l'attività si è concentrata progressivamente sulla televisione, comparendo in sceneggiati italiani di grande successo, come La piovra 4, Marco Polo, Fantaghirò, Il ritorno del piccolo Lord e in numerosissime produzioni tedesche, spesso inedite in Italia. In questi anni ha anche ripreso l'attività teatrale.

Nel corso degli anni Adorf si è anche cimentato come cantante, conduttore televisivo e scrittore. È stato inoltre doppiatore di cartoni animati, doppiando, ad esempio, il drago nella versione tedesca del film Dragonheart. Nel novembre 2006 la trasmissione Unsere Besten lo ha proclamato secondo attore tedesco di tutti i tempi alle spalle di Heinz Rühmann. Nel 2007 ha fatto parte della giuria del Festival di Berlino sotto la presidenza del regista Paul Schrader.[7]

Nel 2016 gli è stato assegnato il Pardo d'onore alla carriera, al Festival di Locarno.[8]

Morte

Mario Adorf è morto l'8 aprile 2026 nella sua casa di Parigi,[9][10] dopo una breve malattia, all'età di 95 anni.[11][12] Il 2 maggio seguente nella chiesa di San Michele di Monaco di Baviera è stato celebrato il funerale in forma privata; successivamente l'attore è stato sepolto nel cimitero marino di Saint-Tropez.[13][14]

Vita privata

La sua prima moglie, Lis Verhoeven (1931-2019), era un'attrice. Da questa relazione è nata (1963) la figlia Stella Adorf, anch'ella attrice, che gli ha dato, nel 2004, un nipote.[15]

Adorf si è risposato nel 1985 con l'ex-modella, nativa di Saint-Tropez, Monique Faye, conosciuta nel 1968,[16] grande amica di Brigitte Bardot. In questa località, da lui molto amata[17] e dove possedeva una villa, trascorreva lunghi periodi durante l'anno.[18] Viveva a Mayen, in Germania, città che nel 2001 gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Qui Adorf ha passato gran parte della sua infanzia e qui ogni anno teneva il "Burgfestspiele Festival".[19] Dal 30 agosto 2004 fu membro onorario dell'Alemannia Aquisgrana.

Il 19 novembre 2010 l'attore, che parlava, oltre al tedesco, l'italiano in maniera fluente, ha ricevuto una laurea honoris causa presso l'Università Johannes Gutenberg di Magonza.[20] Adorf fu la seconda figura di spicco a ricevere questo onore, dopo Valéry Giscard d'Estaing.

Filmografia parziale

Cinema

Mario Adorf (a sinistra) e Nino Manfredi (al centro) in A cavallo della tigre (1961) di Luigi Comencini

Televisione

Riconoscimenti

Doppiatori italiani

Onorificenze

Note

  1. ↑ È morto Mario Adorf, su tio.ch, 9 aprile 2026.
  2. ↑ (DE) «Mario Adorf» (1930-2026), su spiegel.de.
  3. ↑ Mario Adorf: addio al popolare attore italo-tedesco, su ComingSoon.it, 10 aprile 2026. URL consultato il 10 aprile 2026.
  4. ↑ Addio a Mario Adorf, da «Operazione San Gennaro» a «Milano calibro 9» | ANSA.it, su www.ansa.it. URL consultato il 9 aprile 2026.
  5. ↑ Antonio Tassone, "Mario Adorf, il «sidernese» nato in Svizzera, diventato l’attore più noto e popolare della Germania"., su ecodellalocride.it, 10 aprile 2017.
  6. ↑ Mario Adorf biografia, su ComingSoon.it. URL consultato il 16 luglio 2022.
    «Studia recitazione nellAccademia Otto Falkenberg' di Monaco e inizia a recitare stabilmente presso il Kammerspiel.»
  7. ↑ Mario Adorf - Biografia - Cinema e Film - Il Sole 24 ORE, su cinema.ilsole24ore.com. URL consultato il 16 luglio 2022.
  8. ↑ (FR) Norbert Creutz, Mario Adorf, géant au grand cœur à Locarno, su letemps.ch, 5 agosto 2016.
  9. ↑ (FR) Décès de ⁠Mario Adorf: disparition d'une figure majeure du⁠ cinéma allemand à 95⁠ans, su pollar.news.
  10. ↑ (DE) Tanja May, Seine Monique war bis zuletzt bei ihm, su m.bild.de, 9 aprile 2026.
  11. ↑ (DE) Sarah Maurer, Mario Adorf: Reaktionen auf Tod des Schauspielers, su swr.de, 9 Aprile 2026.
  12. ↑ L'attore Mario Adorf è morto all'età di 95 anni a Parigi, su ansa.it, 9 aprile 2026.
  13. ↑ (DE) Joachim Mölter, München: Bewegende Trauerfeier für Mario Adorf, su Süddeutsche.de, 3 maggio 2026. URL consultato il 23 maggio 2026.
  14. ↑ (DE) "Ach, liebster Mario" – Bewegender Abschied in München, su BR24, 2 maggio 2026. URL consultato il 23 maggio 2026.
  15. ↑ (DE) WELT, Schauspielerin Lis Verhoeven gestorben, in DIE WELT, 5 luglio 2019. URL consultato il 16 luglio 2022.
    «Ein schicksalhaftes Engagement hatte Lis Verhoeven 1962. Bei der Deutschlandtour des Südstaaten-Dramas «Endstation Sehnsucht» von Tennessee Williams war Mario Adorf dabei. Die beiden verliebten sich. Ihrer kurzen Ehe entstammt die 1963 geborene Tochter Stella, die sich auch fürs Schauspiel entschied.»
  16. ↑ (DE) Ja.H. t-online, Mario Adorfs letzter Wunsch: So soll er beerdigt werden, su t-online.de, 9 Aprile 2026.
  17. ↑ (DE) Tanja May, Jörg Ortmann, Letzte Ruhe neben Brigitte Bardot, su m.bild.de, 10 aprile 2026.
  18. ↑ (FR) Exclusif - Mario Adorf et sa femme Monique lors de l'anniversaire de Massimo Gargia (79 ans) à l'hôtel de Paris Saint-Tropez, Côte d'Azur, France, le 20 août 2019., su purepeople.com, agosto 2019.
  19. ↑ (DE) Mehr als nur Theater! Portrait Die Burgfestspiele, su burgfestspiele-mayen.de.
  20. ↑ (DE) Mario Adorf erhält Ehrendoktorwürde der Johannes Gutenberg-Universität Mainz, su Johannes Gutenberg-Universität Mainz, 19 novembre 2010. URL consultato il 20 aprile 2026.
  21. ↑ www.imdb.com, https://www.imdb.com/it/title/tt0110830/. URL consultato il 23 maggio 2026.

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