Mario Benzing

Mario Benzing

Mario Benzing (Como, 7 dicembre 1896 – Milano, 29 novembre 1958) è stato uno scrittore e traduttore italiano di origine tedesca.

Biografia

Dopo aver terminato gli studi a Losanna e Londra, si trasferì a Milano.

Allo scoppio della Grande Guerra, venne arruolato nel corpo della Sanità del Regio Esercito. Passò poi, volontario, nel Corpo degli Arditi, per venire trasferito al 5º Reggimento Alpini. Ferito in battaglia, venne ricoverato nell'Ospedale militare di Milano, ove conobbe Ernest Hemingway.

Tra le due guerre, Benzing scrisse alcuni romanzi ("Il mago del Mottarone") e biografie di personalità femminili, quali Messalina, Cleopatra e la regina Cristina di Svezia.

Quale traduttore dall'inglese, dal tedesco e, talvolta, dal francese (spesso sotto lo pseudonimo Mario Benzi, italianizzato a causa delle leggi fasciste), Benzing lavorò per varie case editrici. Fra il 1928 e il 1947 tradusse in italiano 121 libri[1]., di oltre 55 autori di 7 nazionalità.

Si dedicò soprattutto alle opere di Joseph Conrad (sua la prima traduzione italiana del romanzo La linea d'ombra, 1929), Rudyard Kipling, Jack London, Pelham Grenville Wodehouse, ma anche di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (Schiaccianoci e il re dei topi), Lewis Carroll (Alice nel Paese delle Meraviglie), Edgar Allan Poe (Avventure di Gordon Pym), Herbert George Wells, Arthur Schnitzler (La signorina Elsa), Sigrid Undset, Jakob Wassermann, Eduard von Keyserling, Ehm Welk, Vicki Baum, Klabund, Gustav Meyrink, Compton Mackenzie e molti altri, con particolare cura nel rendere gli inserti poetici in versi italiani. Tradusse numerosi romanzi di P. G. Wodehouse per la Libreria editrice Monanni dell'editore antifascista Giuseppe Monnanni; fra questi: Mike, Il principe e Betty, Denaro trovato, Quattrini a palate, I conquistatori di coppe, Una penna di coda[1].

È stato sepolto al Cimitero Maggiore di Milano, ove in seguito i resti sono stati posti in una celletta[2].

Era padre di Enrico Benzing.

Traduzione in versi da “Il libro della giungla”[3] di Rudyard Kipling

The White Seal
Oh! hush thee, my baby, the night is behind us,
And black are the waters that sparkled so green.
The moon, o'er the combers, looks downward to find us
At rest in the hollows that rustle between.
Where billow meets billow, then soft be thy pillow,
Ah, weary wee flipperling, curl at thy ease!
The storm shall not wake thee, nor shark overtake thee,
Asleep in the arms of the slow-swinging seas!



La foca bianca
T'affretta, figliolo, la notte ci è dietro,
e nere son l'acque, sì verdi poc'anzi.
La luna ci cerca da sopra i marosi
nei cavi sonori che s'apron frammezzo.
Sei stanco, piccino, rannicchiati bene,
e il capo riposa sul dorso dell'onda,
ché dove si scontran più molle è il cuscino.
E non c'è tempesta che possa svegliarti,
oppur pescecane che possa acchiapparti,
dormendo nel grembo rullante del mar.

Opere

Note

  1. 1 2 G. Valentino, 2017, p. 43.
  2. ↑ Comune di Milano, [[applicazione mobile|app]} di ricerca defunti "Not 2 4get".
  3. ↑ da Rudyard Kipling, "Il libro della giungla", Milano, 1933

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

  • La bibliografia completa, su benzing.it.
  • Articolo di Franco Tettamanti sul "Corriere della Sera" (XML), su archivio.corriere.it.
  • Sul carteggio inedito con l'editore Bemporad, su fondazionemondadori.it.
Controllo di autoritàVIAF (EN) 165802572 · ISNI (EN) 0000 0001 1357 5303 · SBN CFIV065641 · LCCN (EN) no2019035201 · GND (DE) 143372548 · CONOR.SI (SL) 277179747