Martine Lehideux

Martine Lehideux

Europarlamentare
Francia (bandiera) Francia
Durata mandato24 luglio 1984 –
18 luglio 1994
LegislaturaII, III
Gruppo
parlamentare
GTDE

Consigliera regionale dell'Île-de-France
Durata mandato22 marzo 1992 –
21 marzo 2010

Dati generali
Partito politicoFront National (1972-2009)
Partito della Francia (dal 2009)

Martine Lehideux (Parigi, 27 maggio 1933) è una politica francese, a lungo esponente del Front National ed europarlamentare dal 1984 al 1994.

Biografia

Martine Lehideux nel 1989

Famiglia e primi anni

Figlia di Hubert Lehideux (1900-1984), vicepresidente della commissione d'oltremare del movimento federalista La Fédération e segretario generale di Semaines de l'Union française, e di Jeanne Deviolaine (1903-1997)[1], Martine Lehideux era nipote di François Lehideux, ministro dell'industria sotto il regime di Vichy[2][3].

È sorella dell'ex eurodeputato Bernard Lehideux[1], collaboratore di Valéry Giscard d'Estaing e poi di François Bayrou nell'UDF e nel Movimento Democratico.

Dopo il baccalauréat, si diplomò presso la Croce Rossa francese[4] e lavorò come segretaria di studio medico[5].

Nel 1953 aderì al Movimento Europeo Internazionale[6].

Carriera politica

Nel 1972, Martine Lehideux fu una dei membri fondatori del Front National insieme al marito André Dufraisse, che era stato membro del Partito Popolare Francese di Jacques Doriot e aveva combattuto al fianco dei nazisti nella Legione dei volontari francesi contro il bolscevismo[7][8]. A causa dei trascorsi del marito, che era soprannominato "Zio Panzer"[9], Martine Lehideux fu a sua volta soprannominata "Nonna Panzer"[10][11][12].

Fervente cattolica[13], fondò il Cercle national des femmes d'Europe (CNFE), un'organizzazione femminile affiliata al FN[14], con l'obiettivo dichiarato di "garantire lo sviluppo delle donne permettendo loro di compiere il loro destino sociale nell'educazione dei figli", che fu interpretato come un manifesto a favore del ruolo delle donne come madri casalinghe[15][16]. All'interno dell'associazione, fu promotrice di una concezione conservatrice della famiglia, si batté contro l'aborto[7] e contro il femminismo, che definì "distruttivo dei nostri valori familiari" e portatore di "una certa bruttezza, allo stesso tempo morale e fisica"[13][17].

In occasione delle elezioni europee del 1984, venne eletta al Parlamento europeo[18]. Fu riconfermata per un secondo mandato nelle europee del 1989[19]. In seno all'assemblea, fu membro della commissione per i diritti della donna (1984-1989) e della commissione per lo sviluppo e la cooperazione (1986-1994), nonché vicepresidente del GTDE dal 1988 al 1994[20].

Nel 1985 partecipò alla stesura del programma del Front National per le elezioni legislative dell'anno successivo, intitolato Pour la France[21].

Alle elezioni europee del 1994 perse il seggio da eurodeputata, giungendo dodicesima nella lista del FN[13].

Martine Lehideux con Jean-Marie Le Pen nel 1991

Dal 1992[22] al 2010 fu membro del Consiglio regionale dell'Île-de-France. A lungo considerata una fedelissima di Jean-Marie Le Pen[23], fu vicepresidente del Front National[24] a partire dal 1994[25].

Nel gennaio 1998 fu parte del governo ombra del FN supervisionato da Jean-Claude Martinez[26][27], incaricata del Ministero della Reintegrazione, con l'obiettivo di invertire i flussi migratori[28].

Nelle elezioni comunali del 2008 a Parigi, guidò la lista del FN nel XVI arrondissement di Parigi[29].

Il 27 gennaio 2009 annunciò, in un comunicato stampa congiunto con Martial Bild, la sua fuoriuscita dal gruppo consiliare del Front National nel consiglio regionale dell'Île-de-France[30][31][32], per fondare una nuova formazione chiamata "Groupe des nationaux et indépendants"[33].

Nel 2010, Martine Lehideux aderì al Partito della Francia di Carl Lang[34].

Con la nuova affiliazione, si candidò per diverse cariche pubbliche senza mai risultare eletta: alle elezioni europee del 2009 ottenne lo 0,92% dei voti, nelle elezioni regionali del 2010 in Bassa Normandia raccolse il 3,71% e infine alle elezioni legislative del 2012 nell'Aisne ottenne lo 0,96% dei voti[2].

Note

  1. 1 2 Hubert LEHIDEUX, su gw.geneanet.org. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  2. 1 2 (FR) Martine Lehideux : maintenant c’est du Joly !, su lahorde.info. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  3. ↑ (FR) A la tête du FN parisien Mme Lehideux succède à M. Martinez, su lemonde.fr. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  4. ↑ (EN) The Members of the European Parliament, su op.europa.eu. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  5. ↑ (FR) Mme Martine LEHIDEUX, su lesbiographies.com. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  6. ↑ (FR) Guy Birenbaum, Le Front national en politique, collana Fondements, Parigi, Balland, 1992, p. 240, ISBN 2-7158-0889-5.
  7. 1 2 (FR) Autour de Le Pen, cinq fidèles parmi les fidèles, su lesechos.fr. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  8. ↑ (FR) French ruling class promotes memoirs of neo-fascist Jean-Marie Le Pen, su wsws.org. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  9. ↑ (FR) En France, avantage à la droite et au FN, mais…, su ladepeche.fr. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  10. ↑ (FR) Récit Jean-Marie Le Pen, l’enracinement à la sueur du Front, su liberation.fr. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  11. ↑ (FR) FN. Les dégâts de la Marine, su marianne.net. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  12. ↑ (FR) « Parler de la Seconde Guerre mondiale ne nous apporte rien » : en 2005, Le Pen lâché par sa fille, su nouvelobs.com. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  13. 1 2 3 (EN) III: France: The Front National, su sciencespo.hal.science. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  14. ↑ (FR) Le Cercle national des femmes d’Europe : Maréchale, nous voilà!, su femenrev.persee.fr. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  15. ↑ (FR) Caroline Fourest e Fiammetta Venner, Marine Le Pen démasquée, collana Le Livre de Poche, Parigi, Grasset, 2011, pp. 143-144, ISBN 978-2253156352.
  16. ↑ (FR) L’antiféminisme identitaire à l’offensive (PDF), su ldh-france.org. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  17. ↑ (EN) Women are saying no, su mondediplo.com. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  18. ↑ (FR) Élections européennes 1984, su france-politique.fr. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  19. ↑ (FR) Élections européennes 1989, su france-politique.fr. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  20. ↑ Martine LEHIDEUX, su europarl.europa.eu. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  21. ↑ (FR) Le Front national et le jeu parlementaire, su repository.lboro.ac.uk. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  22. ↑ (FR) Résultats des élections régionales du 22 mars 1992 Région Ile-de-France YVELINES (23 + 3), su lemonde.fr. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  23. ↑ (FR) La galaxie lepéniste, su leparisien.fr. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  24. ↑ (FR) Lehideux vante Le Pen, su guadeloupe.franceantilles.fr. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  25. ↑ (FR) Un nouveau vice-président au Front national, su lesechos.fr. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  26. ↑ (FR) Jean-Marie Le Pen réunit son « pré-gouvernement », su lemonde.fr. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  27. ↑ (FR) Le « pré-gouvernement » de Jean-Marie Le Pen fait la part belle à ses fidèles, su lemonde.fr. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  28. ↑ (FR) Contre-gouvernement LR: de Le Pen à Wauquiez, d’éphémères précédents, su lefigaro.fr. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  29. ↑ (FR) LES TETES DE LISTE ARRONDISSEMENT PAR ARRONDISSEMENT, su leparisien.fr. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  30. ↑ (FR) Nouvelle sécession au Front national, su lemonde.fr. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  31. ↑ (FR) Île-de-France : Martial Bild et Martine Lehideux quittent le groupe FN présidée par Marine Le Pen, su lapicardieaveccarllang.over-blog.fr. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  32. ↑ 2009 (PDF), su nomos-leattualitaneldiritto.it. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  33. ↑ (FR) FN: cinq «historiques» quittent Marine Le Pen, su lefigaro.fr. URL consultato il 17 dicembre 2025.
  34. ↑ (FR) Vidé de ses cadres, déchiré par les querelles de succession, le FN est à l'agonie, su mediapart.fr. URL consultato il 17 dicembre 2025.

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