Mary Austin Holley

Mary Austin Holley (30 ottobre 1784 – 2 agosto 1846) è stata una scrittrice statunitense, conosciuta per la sua opera Texas (1833), ampliata nel 1836 in un'altra opera, Storia del Texas (History of Texas in inglese)[1]. Era cugina di Stephen Fuller Austin, che le fece ottenere una concessione fondiaria sulla baia di Galveston.

Biografia

Primi anni

Mary Phelps Austin nacque il 30 ottobre 1784 a New Haven, nel Connecticut, da Elijah Austin (1751–1794) ed Esther Phelps Austin.[2] Crebbe in una famiglia numerosa, che comprendeva tre fratelli maggiori, tre fratelli minori e una sorella minore. Uno dei suoi fratelli maggiori era Henry Austin.[3]

Elijah Austin combatté nella guerra d'indipendenza americana, arruolandosi nella Governor's Foot Guard Company a fianco dei coloni americani. Era un mercante e un armatore. Almeno una delle sue navi consegnò al suo negozio sul molo di New Haven un carico di porcellana cinese, seta, spezie e tè.[4] Elijah morì di febbre gialla nel 1794, prima del decimo compleanno di Mary. Inoltre, una delle sue navi era naufragata e la perdita fu tale da lasciare l'eredità gravata dai debiti.[5]

Timothy e Jennett Phelps adottarono Mary poco dopo la morte di Elijah. Timothy, zio materno di Mary, era un uomo d'affari di successo, direttore di una banca e di una compagnia di assicurazioni. Jennett aveva appena ventun anni quando Mary andò a vivere con loro. Mary scelse di rimanere nella casa degli zii anche dopo che la madre si risposò, circa due anni più tardi. Frequentò le scuole locali, coltivando come interessi principali la letteratura, la scrittura e la musica.[6]

Nel 1804 Stephen F. Austin si trasferì dal territorio del Missouri per vivere presso i Phelps; il cugino di Mary, allora undicenne, era cresciuto nelle terre di frontiera dell'Ovest prima che il padre lo mandasse a New Haven per ricevere un'istruzione. In quello stesso anno Mary si fidanzò con Horace Holley, studente di seminario e aspirante pastore, e i due si sposarono il 1 gennaio 1805.[7]

Attivismo

La Holley si trasferì a Lexington, nel Kentucky, per raggiungere il marito, allora rettore della Transylvania University. Insoddisfatta dello «sterile clima letterario», cominciò a impegnarsi nella vita dell'ateneo.[8] Dopo le dimissioni del marito, scrisse il primo libro sul Texas pubblicato in lingua inglese. Si impegnò inoltre a favore dell'annessione del Texas, delle relazioni tra Messico e Stati Uniti e delle arti.[8]

Moglie di pastore

Nei primi mesi di matrimonio gli Holley vissero nella casa del padre di lui a Salisbury, nel Connecticut, mentre Horace studiava, scriveva e teneva sermoni come ospite in una chiesa locale.[9] In estate i coniugi tornarono a New Haven, in attesa che a Horace venisse assegnata una congregazione. Su suggerimento del presidente del seminario di Yale, Horace accettò l'incarico di pastore di una chiesa a Greenfield Hill, nella contea di Fairfield.[10] Oltre ai doveri pastorali, insegnava a scuola. Lasciò poi la contea di Fairfield per un giro di predicazione nel New England, mentre Mary tornava a New Haven. Durante il viaggio, Horace accettò il posto di pastore della South End Church di Hollis Street, a Boston. Mary diede alla luce la loro prima figlia, Harriette Williman Holley.[11]

Bibliografia

  • Baym, Nina. Women Writers of the American West, 1833-1827. University of Illinois Press, 2011.

Note

  1. ↑ Graham, Don B. "Literature" in the Handbook of Texas Online. Texas State Historical Association. consultato il 26-09-2008.
  2. ↑ (EN) Curtis B. Dall, Holley, Mary Austin, su Handbook of Texas Online, 15 giugno 2010. URL consultato il 4 dicembre 2017.
  3. ↑ (EN) Rebecca Smith Lee, Mary Austin Holley: a biography, collana Elma Dill Russell Spencer Foundation Series, ristampa (1987), Austin, University of Texas Press, 1962, pp. 12–13, ISBN 0-292-75098-6.
  4. ↑ Lee (1962), pp. 4–7.
  5. ↑ Lee (1962), pp. 10 e 17.
  6. ↑ Lee (1962), pp. 21–25.
  7. ↑ Lee (1962), pp. 38–40.
  8. 1 2 (EN) Kitty Thornton, Women in Fayette County History, Lexington, University of Kentucky, 1974.
  9. ↑ Lee (1962), pp. 40–43.
  10. ↑ Lee (1962), pp. 48–49.
  11. ↑ Lee (1962), pp. 59–66.

Collegamenti esterni

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