Mason Weems

Mason Locke Weems (Anne Arundel, 11 ottobre 1759 – Beaufort, 23 maggio 1825) è stato uno scrittore e pastore protestante statunitense, noto per essere stato l'autore della prima biografia dedicata a George Washington.
È inoltre considerato dagli storici all'origine di molte leggende riguardanti il primo presidente degli Stati Uniti. Infatti, la sua biografia di George Washington è considerata dagli storici contemporanei come un testo estremamente inattendibile e volta soprattutto a esaltare la figura del patriota americano. Nonostante questo, la biografia scritta da Weems fu un best seller per l'epoca, al punto che diversi aneddoti in essa narrati furono utilizzati per decenni nelle scuole statunitensi per introdurre gli studenti alla figura di George Washington.
Biografia
Mason Locke Weems nacque l'11 ottobre 1759 in una località imprecisata della contea di Anne Arundel, situata nel Maryland. Ultimo di diciannove figli, Weems era nato in una famiglia che vantava origini scozzesi; dopo che ebbe completato gli studi presso il prestigioso collegio di Chestertown dove era stato mandato dai genitori a studiare già all'età di dieci anni, egli decise di studiare medicina a Edimburgo. Tuttavia, dopo aver conseguito la laurea, Weems sentì la vocazione di divenire ministro presso la chiesa anglicana e decise dunque di andare a studiare teologia a Londra.[1]
Dopo aver terminato gli studi, Weems decise di tornare negli Stati Uniti, ormai una nazione indipendente. Inoltre, grazie all'interessamento di John Adams e Benjamin Franklin, che lo aiutarono a superare gli ostacoli giuridici sorti in seguito alla Rivoluzione americana, riuscì a essere ordinato nella Chiesa Episcopale. Nel 1784, gli venne affidata la parrocchia di All Hallows, situata vicino al sobborgo di Davidsonville. Durante tale periodo, Weems si impegnò a servire la sua comunità prestando servizio come cappellano presso la scuola femminile del paese e a evangelizzare la comunità afroamericana ivi presente. Dopo alcuni anni, Weems decise di fondare un'organizzazione caritatevole volta a prestare aiuto alle vedove e agli orfani; inoltre, col passare degli anni, il giovane presbitero era divenuto noto a livello locale per la sua abitudine di regalare spesso libri religiosi a chiunque si fosse dimostrato interessato. Infatti, fu proprio durante questi anni che Mason Weems approfondì e si avvicinò al metodismo, i cui pastori conducono un ministero itinerante con l'obbiettivo di diffondere il messaggio evangelico nel maggior numero possibile di luoghi.[2] I frequenti contrasti che Weems ebbe con Thomas John Claggett, vescovo del Maryland, a causa del suo progressivo avvicinamento al metodismo lo spinsero ad abbandonare nel 1792 il suo ruolo di parroco per dedicarsi completamente a un ministero itinerante. La passione che Weems aveva per i libri lo portò a fare la conoscenza di Mathew Carey, un importante editore di Filadelfia di origine irlandese e di fede cattolica che era fuggito dal suo paese natale a causa delle leggi discriminatorie che i britannici avevano emanato contro gli abitanti dell'Irlanda. Nonostante appartenessero a due confessioni diverse, Weems accettò di comprare diversi libri da Mathew Carey e di rivenderli a suo nome.[3]

Nel 1795, Weems sposò Frances Ewell, figlia dell'importante e ricco imprenditore terriero Jesse Ewell (1734–1805). La coppia decise di comprare casa presso Dumfries, ove Weems costruì una propria biblioteca personale (oggi divenuto un museo dedicato alla sua persona).[4] Nonostante ormai avesse una dimora stabile, Mason Weems continuò i suoi numerosi viaggi, raggiungendo e predicando negli Stati del Medio Atlantico e in quelli meridionali.
Il piccolo paese di Dumfries non è lontano da Lorton e dalla sua chiesa, nella quale George Washington e suo padre Augustine erano soliti andare a pregare prima dello scoppio della Rivoluzione americana. Dopo essersi trasferito a Dumfries, Weems aveva celebrato alcune messe nella chiesa di Lorton, quando tuttavia ormai il primo presidente degli Stati Uniti non vi partecipava più. Nei libri che scrisse negli anni successivi, Weems esagerò il legame che ebbe con George Washington, arrivando perfino a definirsi il "parroco di Mount Vernon".[2] Tuttavia, è storicamente provato che Mason Weems, diventato ormai un prolifico scrittore, e il primo presidente americano si conoscessero e si stimassero. Infatti, già nel 1792, George Washington aveva finanziato e promosso la prima opera di Weems, una raccolta commentata in due volumi dei sermoni del teologo Hugh Blair. Inoltre, nel 1799, pochi mesi prima di morire, Washington sovvenzionò il primo pamphlet politico scritto da Weems, The Philanthropist: or a Good Twenty-Five Cents Worth of Political Love Powder, for Honest Adamites and Jeffersonists, nel quale egli condanna il nascente sistema bipartitico e la sua faziosità, opinioni pienamente condivise anche dal primo presidente degli Stati Uniti d'America.[5]
Esattamente un anno dopo la morte di George Washington, nel 1800, Mason Weems pubblicò il suo best seller A History of the Life and Death, Virtues and Exploits of General George Washington (Storia della vita e della morte, delle virtù e delle imprese del generale George Washington), la prima biografia dedicata al presidente statunitense. Tuttavia, Weems non si occupò soltanto della figura di Washington; nel 1805, scrisse Life of General Francis Marion, mentre dodici e quattordici anni dopo scrisse rispettivamente Life of Benjamin Franklin e Life of William Penn. Non mancano inoltre nella sua produzione letteraria anche opuscoli di carattere morale, come God's Revenge Against Gambling, Against Duelling e The Drunkard's Looking Glass.[2]
Dopo la morte del suocero, avvenuta nel 1805, a Weems venne affidato il compito di gestire Bel Air, la tenuta della famiglia Ewell. Nel 1808, al fine di occuparsi al meglio della proprietà ereditata dal suocero, scelse di trasferire la sua famiglia presso Bel Air, abbandonando la casa a Dumfries. Tuttavia, nello stesso anno, a causa dei tanti debiti che aveva accumulato, Weems decise di vendere a Carey il diritto d'autore sulla sua biografia di George Washington per 1000 dollari. Nonostante gli affari a Bel Air lo costringessero a fermarsi nella Virginia più del dovuto, Weems continuò a viaggiare assiduamente per tutti gli Stati Uniti d'America.
Fu proprio durante uno di questi numerosi viaggi che Mason Locke Weems, mentre si trovava a Beaufort, contrasse una malattia mortale e spirò il 23 maggio 1825. Il suo corpo fu traslato e successivamente sepolto nella tenuta di Bel Air.
Biografia su George Washington ed eredità storiografica
In un articolo pubblicato sul New York Times il 4 luglio 1999, il professore Andrew Delbanco ha descritto Weems come uno dei "primi agiografi" della letteratura americana, "il quale ha elevato Francis Marion nel pantheon statunitense e ha contribuito a garantirvi un posto anche per George Washington".[6]
Già nel 1889, in uno dei volumi dell'Appletons' Cyclopædia of American Biography, gli scritti di Weems venivano duramente criticati per essere colmi di inesattezze storiche e aneddoti completamente inventati, volti soltanto a trasformare in eroi nazionali i protagonisti della Rivoluzione americana.
Nonostante l'inattendibilità storica, la biografia che Weems scrisse su George Washington, proprio per l'esaltazione incondizionata della sua figura, venne adottata come testo scolastico presso numerose scuole elementari statunitensi. Secondo lo storico James M. McPherson, History of the Life and Death, Virtues and Exploits of General George Washington fu l'unico testo attraverso il quale lo stesso Abraham Lincoln, durante la sua giovinezza, conobbe la figura del primo presidente. In una conferenza tenuta nel 2010 presso la Washington and Lee University, McPherson illustrò l'enorme impatto che l'opera di Weems ebbe sulla memoria storica di Lincoln. Infatti, nel 1861, durante un discorso tenuto presso il Campidoglio di Trenton in occasione della sua recente elezione, Lincoln citò gli aneddoti narrati da Weems nella sua biografia, dicendo: "Ricordo tutti i racconti contenuti nei libri di Weems sui campi di battaglia e sulle lotte per la libertà del Paese, ma nessuno colpì la mia immaginazione tanto profondamente quanto gli eventi di Trenton: l'attraversamento del Delaware, lo scontro con gli Assiani e le grandi privazioni sopportate in quel periodo. Tutto questo rimase impresso nella mia memoria più di qualsiasi altro episodio della Rivoluzione americana. Ricordo di aver pensato, pur essendo soltanto un ragazzo, che quegli uomini dovessero combattere per qualcosa di ben più grande dell'ordinario".[7]
In effetti, gli eventi storici da Lincoln citati sono riportati anche nella biografia di Weems, il quale tuttavia vi aggiunse atti di eroismo del tutto inventati e apocrifi.
Esaltazione di Washington
L'esaltazione della figura di Washington e degli altri padri fondatori influenzò la maggior parte degli scritti patriottici e storici della letteratura americana dell'Ottocento. In quest'ottica più ampia, la biografia scritta da Mason Weems risulta essere un modello a cui altri autori si ispirarono negli anni seguenti.[8]
Lo stile con cui Weems scrisse History of the Life and Death, Virtues and Exploits of General George Washington era infatti volutamente barocco e pomposo, permeato da frequenti figure iperboliche e ricco di artifici retorici.[8] Nell'incipit dell'opera, Weems dichiara che il soggetto del suo racconto sarebbe stato: "[...] Washington, l'eroe e il semidio", giungendo a paragonarlo a Iuppiter Conservator (epiteto con cui nell'antica Roma si invocava Giove affinché preservasse le istituzioni della res publica), scrivendo che: "[...] egli era davvero un Iuppiter Conservator, l'amico e il benefattore degli uomini".[9]
Aneddoto sul ciliegio
Tra i numerosi aneddoti affabulatori e completamente inventati che Weems inserì nella sua narrazione sicuramente quello relativo all'abbattimento dell'albero di ciliegio è il più famoso.[10] Ideato con l'obbiettivo di dimostrare che l'onestà morale del primo presidente degli Stati Uniti maturò già durante la sua fanciullezza, Weems afferma nella sua biografia di aver sentito tale racconto da un'anziana e lontana cugina di Washington, che durante la sua giovinezza aveva trascorso molto tempo a Mount Vernon.[11][12] Di seguito è riportata la traduzione dello specifico passaggio:

Il seguente aneddoto ne costituisce un esempio emblematico. È troppo prezioso perché vada perduto e troppo veritiero perché possa essere messo in dubbio, poiché mi fu raccontato dalla stessa eccellente signora alla quale devo il precedente. «Quando George», raccontò, «aveva circa sei anni, divenne il fortunato proprietario di una piccola accetta! Come la maggior parte dei bambini della sua età, ne era straordinariamente affezionato e andava continuamente in giro a tagliuzzare con essa tutto quello che gli capitava a tiro. Un giorno, mentre si trovava nel giardino, dove spesso si divertiva a tagliare i sostegni dei piselli di sua madre, provò sfortunatamente la sua accetta sul tronco di un bellissimo e giovane ciliegio, scortecciandolo così gravemente che dubito che l'albero si sia mai ripreso.
La mattina seguente il vecchio gentiluomo, accortosi di quanto era accaduto al suo albero, che per inciso era uno dei suoi preferiti, entrò in casa e, visibilmente adirato, domandò chi fosse l'autore di quella marachella, dichiarando allo stesso tempo che non avrebbe accettato neanche cinque ghinee in cambio del suo ciliegio. Nessuno seppe dirgli nulla. Poco dopo comparve George con la sua accetta.
"George", disse il padre, "sai chi ha ucciso quel bellissimo ciliegio laggiù nel giardino?" Era una domanda gravosa e George rimase esitante per un istante; ma si riprese subito e, guardando il padre con il dolce volto della giovinezza illuminato dall'ineffabile fascino della verità che tutto conquista, esclamò coraggiosamente: "Non posso dire una bugia, papà; lo sai che non posso dire una bugia. Sono stato io a tagliarlo con la mia accetta."
"Corri tra le mie braccia, carissimo ragazzo!", esclamò il padre, colmo di gioia. "Corri tra le mie braccia; sono felice, George, che tu abbia abbattuto il mio albero, perché mi hai ripagato mille volte del suo valore. Un simile atto di eroismo da parte di mio figlio vale più di mille alberi, anche se fossero coperti di fiori d'argento e producessero frutti d'oro purissimo."[11]
Tale aneddoto, seppur completamente inventato, venne insegnato nel corso di tutto l'Ottocento nelle scuole elementari proprio per la sua valenza simbolica e morale.[14] Con il tempo, il racconto entrò a far parte della cultura americana, diventando talmente conosciuto e popolare che, durante il Presidents' Day (festività federale celebrata il terzo lunedì di febbraio per commemorare il compleanno di George Washington), la tradizione prevede nei pasti piatti a base di ciliegie.[15]
Tuttavia, già nel 1889, il famoso storico Henry Cabot Lodge, nella sua biografia su George Washington in due volumi, bollò l'aneddoto del ciliegio narrato da Weems come "palesemente e ridicolmente falso". Tuttavia, non mancarono studiosi che cercarono di individuare un possibile nucleo di verità nel racconto di Weems.[16][17] Nel 1911, ad esempio, Lawrence Counselman Wroth, professore presso l'Università Brown, nel suo libro Parson Weems: A Biographical and Critical Study, sostenne che non esistevano prove capaci di dimostrare che Weems avesse inventato completamente l'aneddoto, ritenendolo invece plausibile considerando la mentalità dell'epoca.[18][19]
Note
- ↑ Mason Locke Weems, su en.wikisource.org. URL consultato il 7 maggio 2018.
- 1 2 3 Mason Locke Weems' George Washington: An Exploration of History-Making Through Networks, su books.google.it. URL consultato il 31 gennaio 2026.
- ↑ Some Records of Sussex County, Delaware, su google.com. URL consultato il 29 luglio 2023.
- ↑ Architectural Description of Bel Air Plantation, su historicprincewilliam.org. URL consultato il 23 settembre 2023 (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2014).
- ↑ Teachinghistory.org. URL consultato il 23 settembre 2023.
- ↑ Bookend; Life, Literature and the Pursuit of Happiness, su nytimes.com. URL consultato il 23 settembre 2023.
- ↑ Historian James McPherson on Abraham Lincoln's Legacy, su youtube.com. URL consultato il 16 febbraio 2010.
- 1 2 Great American Stories: George Washington, su realclearpublicaffairs.com. URL consultato il 21 febbraio 2023.
- ↑ Introduction of: A History of the Life and Death, Virtues and Exploits of General George Washington, su xroads.virginia.edu. URL consultato il 23 settembre 2023 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2016).
- ↑ Unbusting the Cherry Tree Myth, su podcasts.apple.com. URL consultato il 2 aprile 2025.
- 1 2 Chapter II: A History of the Life and Death, Virtues and Exploits of General George Washington, su xroads.virginia.edu. URL consultato il 23 settembre 2023 (archiviato dall'url originale il 19 gennaio 2017).
- ↑ The Education of George Washington, su books.google.it. URL consultato il 23 settembre 2023.
- ↑ Analysis of Grant Wood's painting, su xroads.virginia.edu. URL consultato il 23 settembre 2023 (archiviato dall'url originale l'8 ottobre 1999).
- ↑ The Plausible Tree, su nytimes.com. URL consultato il 22 febbraio 2023.
- ↑ Where the Cherry Tree Grew: An Interview with Philip Levy, su mountvernon.org. URL consultato il 16 luglio 2016.
- ↑ Parson Weems and That Cherry-Tree Story, su nytimes.com. URL consultato il 26 ottobre 2024.
- ↑ Defends Story of Cherry Tree, su nytimes.com. URL consultato il 26 ottobre 2024.
- ↑ Parson Weems; a biographical and critical study, su archive.org. URL consultato il 23 settembre 2023.
- ↑ Full text of "Parson Weems: a biographical and critical study" (TXT), su archive.org. URL consultato il 26 ottobre 2024.
Bibliografia
- François Furstenberg, In the Name of the Father: Washington's Legacy, Slavery, and the Making of a Nation, New York, Penguin Press, 2006, ISBN 1-59420-092-0.
- Henry Cabot Lodge, George Washington, Boston, Houghton, Mifflin and Company, 1889.
- James Bish, I Can't Tell A Lie: Parson Weems and the Truth about George Washington's Cherry Tree, Prayer at Valley Forge, and Other Anecdotes, Scotts Valley, Independently published, 2023, ISBN 979-8376943281.
- Harry Oscar Bishop, That Cherry Tree Story: Not a Myth, Washington, D.C., National Republic, 1927.
- Walter B. Norris, Historian of the Cherry Tree: Parson Weems and His Life of Washington, Boston, National Magazine, 1910.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Mason Weems
Collegamenti esterni
- (EN) Mason Locke Weems, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Opere di Mason Weems, su MLOL, Horizons Unlimited.
- (EN) Opere di M. L. Weems / Mason Locke Weems, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Opere riguardanti Mason Weems, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) M.L. Weems / Mason Locke Weems / M L (Mason Locke) 1759-1825 Weems / Mason Locke 1759-1825 Weems (autore), su Goodreads.
- (EN) Parson Weems (personaggio), su Goodreads.
- Alcuni estratti dei capitoli di A History of the Life and Death, Virtues and Exploits of General George Washington, su xroads.virginia.edu (archiviato dall'url originale il 13 dicembre 2007).
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