Matrimonio common law
Il matrimonio common law (in inglese common-law marriage),[1] detto anche matrimonio non cerimoniale[2][3], è una forma di matrimonio ammessa dalla Common law anglosassone: si tratta di un matrimonio di fatto dove due persone si considerano sposate, senza passare per un riconoscimento esterno, giuridico o religioso.
Non tutte le giurisdizioni consentono il matrimonio common law, ma in genere rispettano la validità di un matrimonio di questo tipo contratto legalmente in un altro Stato o Paese.
Definizione
Il concetto di matrimonio common law è un matrimonio che deriva dalla decisione dei coniugi di considerarsi sposati, senza che il matrimonio però venga celebrato con una cerimonia civile o religiosa, né registrato presso un registro statale o religioso[1].
Il matrimonio quindi risulta dalla decisione della coppia di presentarsi alla società come già sposati.
È affine alla coppia di fatto e alla convivenza more uxorio.
Storia
Il matrimonio common law è stato valido in Inghilterra fino alla legge di Lord Hardwicke (Lord Hardwicke’s Act) del 1753[1], noto anche con il nome di Clandestine Marriages Act, più propriamente denominato Act for the Better Preventing of Clandestine Marriage. Tuttavia questo provvedimento non riguardava la Scozia[1], quindi si sono verificati casi di coppie scozzesi che sono andate in Inghilterra presentandosi come sposate pur senza avere celebrato formalmente il matrimonio.
La locuzione "common law marriage" è usata in lingua inglese per riferirsi alle convivenze more uxorio anche in Europa[1], che sono state proibite dal Concilio di Trento del 1563.
Negli Stati Uniti d'America, i matrimoni common law erano diffusi fino a tutta la prima metà del XX secolo in almeno un terzo degli Stati.[1]
Termini equivalenti
In inglese, il termine "common-law marriage" viene usato anche informalmente in un senso più ampio, per indicare relazioni che non sono legalmente riconosciute come matrimoni[4]. In inglese colloquiale e nella stampa l'espressione può designare le coppie conviventi[4], indipendentemente dalle implicazioni giuridiche e religiose. Questo può creare qualche confusione sia riguardo al termine stesso, sia ai diritti legali dei partner non sposati.[4]
In altri contesti, come quello italiano, si parla più comunemente di coppia di fatto, che si riferisce a coppie eterosessuali o omosessuali.[5] Lo status delle coppie di fatto è regolamentato tramite l'unione civile.
Note
- 1 2 3 4 5 6 common-law marriage, su britannica.com. URL consultato il 14 gennaio 2026.
- ↑ SSA - POMS: GN 00305.075 - State Laws on Validity of Common-Law Non-Ceremonial Marriages - 01/13/2017, su secure.ssa.gov. URL consultato il 16 settembre 2020.
- ↑ Dane, Natural Law, Equality, and Same-Sex Marriage, in Buffalo Law Review, vol. 62, April 1, 2014, pp. 291–375.
- 1 2 3 'Common law marriage' and cohabitation – Commons Library Standard Note, su parliament.uk. URL consultato il 16 December 2014.
- ↑ Unioni civili, non solo gay: cosa cambia per le coppie di fatto, su ilfattoquotidiano.it.
Voci correlate
Collegamenti esterni
- (EN) common-law marriage, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
| Controllo di autorità | LCCN (EN) sh85028995 · J9U (EN, HE) 987007542990705171 |
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