Matteo Dardanello

Matteo Dardanello

Presidente della Provincia di Asti
Durata mandato1 ottobre 1943 –
20 ottobre 1943
PredecessoreLamberto Vallarino Gancia
SuccessoreRodolfo Saporiti

Viceprefetto di Asti

Sottoprefetto di Alessandria

Dati generali
Titolo di studioLaurea in Giurisprudenza
ProfessioneAvvocato

Matteo Dardanello (Mondovì, 23 marzo 1875 – Torino, 7 febbraio 1959) è stato un politico e avvocato italiano. Fu attivo nell’amministrazione pubblica del Regno d’Italia tra le due guerre e durante la seconda guerra mondiale, ricoprendo incarichi prefettizi in diverse provincie, tra cui Alessandria e Asti.

Biografia

Famiglia e primi anni

Matteo Dardanello, noto anche come Matteo Dardanelli, nacque il 23 marzo 1875 a Mondovì, figlio di Giuseppe Dardanello e di Lucia Antonia Gregori, residenti a Mondovì Breo.[1]

Si sposò il 3 febbraio 1909 a Mondovì con Giovanna Maria Rosa,[1] figlia del Prof. Biagio Rosa,[2] dalla quale ebbe almeno tre figli: Pia Dardanello, coniugata con l'ingegnere Vittorio Fiamberti; il dottor Giuseppe Dardanello, presidente diocesano dell'Unione Uomini di Azione Cattolica; e l'avvocato Giovanni Dardanello, coniugato con Sofia Berardi, a loro volta con discendenza.[3]

Attività politica

Si formò come avvocato e si laureò dottore in giurisprudenza. Iniziò quindi la sua carriera nell'amministrazione pubblica il 22 febbraio 1900. Secondo i ruoli di anzianità del Ministero dell'Interno del 1921, ricopriva la carica di Consigliere, grado al quale era stato promosso il 6 settembre 1914.[4]

Nel 1919 svolgeva le funzioni di consigliere ufficiale di sottoprefetto a Verolanuova, in provincia di Brescia. Nell'agosto dello stesso anno fu nominato sottoprefetto di Gallipoli (Lecce), occasione in cui ha inviato a tutte le autorità ed uffici pubblici una nobile e patriottica circolare.[5] Ricoprì tale carica per due anni, fino al suo trasferimento a Tortona nel 1921. Secondo le cronache locali dell'epoca, la notizia è stata appresa con rammarico da tutta la cittadinanza, perché l'ottimo e valoroso funzionario era circondato dalla simpatia generale.[6]

Nel 1922, durante la Marcia su Roma, ricoprì l'incarico di Sottoprefetto della Provincia di Alessandria. In tale veste, come rappresentante del Governo, si trovò a gestire il delicato mantenimento dell'ordine pubblico.[7]

La sua competenza tecnica ricevette un riconoscimento nel 1934, quando la Presidenza del Consiglio dei Ministri gli conferì un diploma di onore per il contributo prestato durante le operazioni del VII Censimento Generale della Popolazione. In quel periodo, Matteo Dardanello prestava servizio presso la prefettura di Livorno, prima di ritornare la sua carriera nelle province piemontesi.[8]

Nel gennaio del 1936, già con il rango di Viceprefetto, Matteo Dardanello fu nominato Presidente della commissione per le province di Asti, Aosta e Vercelli. In tale ruolo, ebbe la responsabilità di coordinare e supervisionare le graduatorie e i concorsi per i medici condotti del Piemonte.[9]

Già nel 1938, Matteo Dardanello esercitava funzioni di rilievo amministrativo presso la Prefettura di Asti: documenti dell'epoca testimoniano come agisse con firma delegata del Prefetto nella ratifica di decreti ufficiali.[10]

Nel 1942 ricopriva l'alto incarico di Vice-Prefetto della Regia Prefettura di Asti, con sede presso Palazzo Ottolenghi in corso Alfieri.[11] In tale veste, si trovò a operare in un contesto cittadino segnato dalle restrizioni belliche e dalle complessità gestionali di un ente provinciale ancora in fase di consolidamento patrimoniale.[12]

Il 1° ottobre 1943 fu chiamato a guidare l'amministrazione provinciale come primo dei commissari successivi alla lunga presidenza dell'industriale Lamberto Vallarino Gancia. In qualità di commissario prefettizio, assunse la Presidenza del Rettorato della Provincia di Asti in un momento di estrema criticità, caratterizzato dalla scarsità di fondi e dalla necessità di garantire la continuità istituzionale durante il conflitto. Mantenne la carica fino al 20 ottobre dello stesso anno, quando gli succedette il marchese Rodolfo Saporiti.[13]

Morte

Matteo Dardanello si spense il 7 febbraio 1959 nella città di Torino,[14] ricevendo benedizione papale di Giovanni XXIII.[3] Il funerale ebbe luogo il 9 febbraio a Torino; la salma fu poi traslata a Vicoforte - Moline, dove fu tumulata nella tomba di famiglia.[3]

Onorificenze e Distinzioni

Fuo nominato Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro il 10 gennaio 1925, grado ufficialmente ratificato nel maggio del 1926.[15] Successivamente, fuo promozionato al grado di Ufficiale, come documentato nella Gazzetta Ufficiale del 12 maggio 1931.[16]

Inoltre, con decreto del 25 giugno 1926, fu nominato Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia, in riconoscimento dei servizi resi nell'ambito dell'amministrazione pubblica italiana.[17]

Il 4 aprile 1934 ricevette inoltre un Diploma di Onore dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per la cooperazione prestata al VII Censimento Generale della Popolazione del 1931.[8]

Note

  1. 1 2 Stato Civile del Comune di Mondovì, Atti di Nascita, Anno 1875, Ufficio n. 2, Parte I, Atto n. 105.
  2. ↑ Prof. Comm. Rosa Biagio, in La Stampa, Torino, 15 giugno 1936. URL consultato il 22 aprile 2026.
  3. 1 2 3 Commendatore Dott. Matteo Dardanello, in La Stampa, Torino, 8 febbraio 1959, p. 12. URL consultato il 23 aprile 2026.
  4. ↑ Ruoli di anzianità del personale delle amministrazioni dipendenti dal Ministero dell'Interno, Roma, Tipografia Cooperativa Sociale, 1921, p. 46. URL consultato il 23 aprile 2026.
  5. ↑ Dai Capoluoghi di Circondario, in La provincia di Lecce, 3 agosto 1919, p. 1. URL consultato l'11 luglio 2026.
  6. ↑ Appunti Gallipolini, in Corriere Meridionale, 28 febbraio 1921, p. 2. URL consultato l'11 luglio 2026.
  7. ↑ Fabrizio Meni, Quando i tetti erano bianchi. Casale e il Basso Monferrato dal fascismo alla Resistenza, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2000, pp. 39,209, ISBN 9788876944192.
  8. 1 2 Conferimento dei diplomi di onore agli Enti ed alle persone che hanno cooperato al buon esito del VII Censimento generale della popolazione, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, anno 75, n. 79, Roma, p. 1695. URL consultato il 22 aprile 2026.
  9. ↑ Concorsi, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, anno 77, n. 19, Roma, p. 204. URL consultato il 22 aprile 2026.
  10. ↑ Matteo Dardanello, Variante alla graduatoria dei vincitori del concorso a posti di medico condotto, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, Anno 80, n. 15, Roma, p. 296. URL consultato il 22 aprile 2026.
  11. ↑ Annuario generale d'Italia, dell'impero e dell'Albania 1942-1943, Torino, Ditta Fratelli Pozzo, 1943, p. 379. URL consultato il 22 aprile 2026.
  12. ↑ Aldo Gamba, Provincia. Nascita, vita e requiem di un ente, su Astigiani, 14 ottobre 2019. URL consultato il 23 aprile 2026.
  13. ↑ Il giorno del Consiglio provinciale, in La Stampa, Torino, 15 luglio 1999, p. 36. URL consultato il 15 aprile 2026.
  14. ↑ Stato Civile del Comune di Torino, Atti di Morte, Anno 1959, Ufficio 2, Parte I, Atto n. 295.
  15. ↑ Ordini cavallereschi, in Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, anno 5, n. 51, Roma, 3 marzo 1927. URL consultato il 22 aprile 2026.
  16. ↑ Ordini Cavallereschi, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, anno 72, n. 109, Roma, p. 2064. URL consultato il 22 aprile 2026.
  17. ↑ Ordini Cavallereschi, in Suppelemto ordinario alla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, anno 6, n. 192, Roma, p. 33. URL consultato il 22 aprile 2026.