Matteo Vecchiazzani

Matteo Vecchiazzani (Forlimpopoli, 22 agosto 1598 – 1674) è stato uno storico ed erudito italiano.
Al servizio prima di signori locali, poi della municipalità e delle maggiori istituzioni religiose cittadine in qualità di cancelliere e notaio, maturò un forte interesse per la storia e l'antiquaria ed è considerato il pioniere della storiografia locale di Forlimpopoli, essendo stato il primo a tentare una ricostruzione delle vicende della città dalle origini romane fino ai suoi giorni[1].
Biografia
Nato a Forlimpopoli da una famiglia borghese, che aveva prestato servizio presso diversi signori locali, Matteo Vecchiazzani aveva partecipato in gioventù alla guerra di Valtellina come comandante di una compagnia di mercenari al seguito del conte Nicolò Guidi da Bagno[2]. Tornato dalla Valtellina, servì prima lo stesso conte come amministratore dei suoi feudi, poi Leonida Malatesta come commissario generale dei suoi domini presso Roncofreddo e Montiano[3].
Esercitò la professione di notaio per oltre trent'anni (dal 1616 al 1652) e ricoprì ruoli di grande responsabilità per la sua città, tra cui quello di segretario comunale e di responsabile della difesa durante la guerra di Castro nel 1643[4].
Grazie ai suoi incarichi presso diversi enti ecclesiastici forlimpopolesi, come l'abbazia di San Rufillo, di cui fu cancelliere tra il 1649 e 1653[5], ebbe accesso ad archivi e a preziose fonti documentarie che utilizzò per le sue ricerche sulla storia e sulle antichità locali, verso cui aveva maturato grande interesse[6].
Opera storiografica

Matteo Vecchiazzani è la «prima anche se tardiva espressione della storiografia locale, fortemente connotata in senso erudito e con interessi che dall'archeologia sfumavano nell'araldica e nella prosopografia, poiché vissuto fra Rinascimento Controriformistico e cultura Barocca»[7]. Il testo che segna l'inizio della storiografia locale forlimpopolese, nonché sua opera principale, è l'Historia di Forlimpopoli con varie revolutioni dell’altre città di Romagna, pubblicata a Rimini nel 1647. L'autore, che probabilmente si basò su cronache locali andate ormai perdute[8], indaga sul passato della città e ne ricostruisce la storia sin dalle origini romane, elaborando le notizie raccolte e descrivendo il patrimonio storico e monumentale[9].
Oltre a quest'opera, Matteo Vecchiazzani fu protagonista di un'accesa disputa storica con Giacomo Besi, un erudito della vicina Bertinoro. Il dibattito riguardava il trasferimento della sede vescovile da Forlimpopoli a Bertinoro avvenuto nel 1360. In difesa della sua città, Matteo Vecchiazzani scrisse il Discorso apologico in difesa di Forlimpopoli (1659) e La verità difesa contra Bertinoro rimproverante. Risposta del Dott. Matteo Vecchiazzani dell’antica città di Forlimpopoli alle riflessioni historiche di Giacomo Besi bertinorese (1661)[10].
Aiutò inoltre l'abate Ferdinando Ughelli per la stesura della sua opera monumentale Italia Sacra sive de episcopis Italiae, occupandosi della cronologia dei vescovi forlimpopolesi[11].
Contributo all'archeologia e agli studi antiquari
Stimolato da una grande passione antiquaria e dal forte legame con la sua città natale, Matteo Vecchiazzani cercò nell' Historia di ricostruire le vicende passate di Forum Popilii segnalando tutti i ritrovamenti archeologici che si erano verificati in città ed esaminando numerosi reperti antichi che a quei tempi si trovavano nella rocca, nel palazzo pubblico e in diverse chiese cittadine, poi confluiti, molto tempo dopo, nel Museo civico Archeologico "T. Aldini" [12]. La sua opera, anche se non priva di difetti, è stata fondamentale per tutti quegli autori posteriori che, occupandosi di storia locale, hanno potuto riferirsi ad essa nei suoi contenuti più specificatamente archeologici e antiquari e ancora oggi resta un testo imprescindibile per chi si dedica allo studio della città e del suo patrimonio[13].
Matteo Vecchiazzani fu il primo a intuire che la dea egiziana Iside fosse oggetto di culto a Forum Popilii, grazie al ritrovamento di un'iscrizione di una sacerdotessa di nome Fullonia Tertulla[14] sotto la predella dell’altare di S. Lucia nella chiesa di S. Rufillo: sulla base di questa scoperta e della presenza di un leone di pietra murato nel campanile, Matteo Vecchiazzani ipotizzò, erroneamente, che la chiesa moderna sorgesse proprio sopra un antico tempio egizio[15]. Individuò inoltre una vasta area archeologica a sud della città, tra le attuali via Oberdan e Circonvallazione Emilia, dove notò resti di fondamenta in "pietra cotta" e frammenti di marmo pregiato: egli attribuì erroneamente questi resti ad un antico tempio romano dedicato a Ercole, che secondo la sua teoria sarebbe stato poi convertito successivamente nella primitiva abbazia di San Ruffillo[16]. Segnalò anche il rinvenimento di resti di pavimenti in mosaico presso alcune abitazioni della città[17] e trascrisse numerose iscrizioni romane, tra cui la grande lastra calcarea del candidatus[18], che interpretò superficialmente senza accorgersi che testimoniava lo status di municipium della città[19].
Critica
Nonostante il valore pionieristico del suo lavoro, gli studiosi moderni hanno più volte sottolineato delle criticità. La stesura dell'Historia stessa deriverebbe soprattutto dalla volontà di difendere la reputazione della città e di rivendicare la sua memoria, mettendone in risalto le nobili e antiche origini[20]. Tuttavia, secondo la moderna critica, Matteo Vecchiazzani era guidato da un sentimento di "campanilismo" che lo portava in certi casi a distorcere la realtà dei fatti pur di sostenere le proprie argomentazioni, manipolando o addirittura falsificando e inventando i dati per esaltare l'importanza e l’antichità di Forlimpopoli rispetto ad altre città[21][22]. Allo stesso modo, l’intento encomiastico nei confronti di alcuni casati legati alla nobiltà cittadina lo portarono a formulare congetture del tutto fantasiose sull’origine romana di alcune di queste famiglie (in particolare quella dei Savelli, che l’autore fece derivare dai fratelli Marco e Caio Popilio Lenate Sabelli)[23].
Nonostante questi difetti, gli studiosi riconoscono all'opera di Matteo Vecchiazziani il merito di avere contribuito a valorizzare la storia locale e in particolare il passato romano della città: l'Historia ha infatti trasmesso preziosi dati archeologici, monumentali e urbanistici che altrimenti non sarebbero mai giunti fino a noi, ponendo le basi per i successivi studi ottocenteschi e novecenteschi[20][24][25].
Opere
- Historia di Forlimpopoli con varie revolutioni dell'altre città di Romagna, Giovanni Simbeni, Rimini, 1647
- Discorso apologico in difesa di Forlimpopoli, Forlì, 1659
- La verità difesa contra Bertinoro rimproverante. Risposta del dottore Matteo Vecchiazzano dell'antica città di Forlimpopoli alle riflessioni historiche di Giacomo Besi bertinorese, Giorgio Zarafagli, Faenza, 1661
Note
- ↑ Tobia Aldini, Forlimpopoli, focolaio di cultura in "Studi Storici su Forlimpopoli", Bologna, La Fotocromo Emiliana, 1998, p. 183.
- ↑ Augusto Vasina, Matteo Vecchiazzani fra lavoro di storico e impegno civile in “Atti e Memorie della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna ”, vol. XLIX, Bologna, La Fotocromo Emiliana,1998, p. 62.
- ↑ Augusto Vasina, Matteo Vecchiazzani e la storiografia emiliano – romagnola nel seicento in "Studi Romagnoli", vol. XXV, Faenza, 1974, p. 40.
- ↑ Augusto Vasina, Matteo Vecchiazzani fra lavoro di storico e impegno civile in “Atti e Memorie della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna ”, vol. XLIX, Bologna, La Fotocromo Emiliana,1998, pp. 61-63.
- ↑ Augusto Vasina, Matteo Vecchiazzani fra lavoro di storico e impegno civile in “Atti e Memorie della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna ”, vol. XLIX, Bologna, La Fotocromo Emiliana,1998, p. 63.
- ↑ Augusto Vasina, Matteo Vecchiazzani e la storiografia emiliano – romagnola nel seicento in "Studi Romagnoli", vol. XXV, Faenza, 1974, pp. 40-41.
- ↑ Augusto Vasina, Matteo Vecchiazzani fra lavoro di storico e impegno civile in “Atti e Memorie della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna ”, vol. XLIX, Bologna, La Fotocromo Emiliana,1998, cit. p. 60.
- ↑ Augusto Vasina, Matteo Vecchiazzani fra lavoro di storico e impegno civile in “Atti e Memorie della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna ”, vol. XLIX, Bologna, La Fotocromo Emiliana,1998, p. 60.
- ↑ Tobia Aldini, Forlimpopoli, focolaio di cultura in "Studi Storici su Forlimpopoli", Bologna, La Fotocromo Emiliana, 1998, p. 183.
- ↑ Sul dibattito che coinvolse questi due autori: Angela Donati, La cultura classica a Bertinoro, in Vasina A. (a cura di) Storia di Bertinoro, Cesena, 2006, pp. 45-48.
- ↑ Augusto Vasina, Matteo Vecchiazzani e la storiografia emiliano – romagnola nel seicento in "Studi Romagnoli", vol. XXV, Faenza, 1974, p. 46 e note n. 38- 39.
- ↑ Tobia Aldini, Il Museo Civico Archeologico di Forlimpopoli, Forlimpopoli, 2002, p. 3.
- ↑ Silvia Bartoli, Annalisa Pozzi, Santarelli, Mambrini, Aldini. Curatori delle antichità in "Forlimpopoli. Documenti e studi", vol. XXIV, Forlimpopoli, 2013, p. 12.
- ↑ CIL, XI, 574
- ↑ Matteo Vecchiazzani, Historia di Forlimpopoli con varie revolutioni dell’altre città di Romagna, I, Forlì, Simbeni, 1647, pp. 24-25.
- ↑ Matteo Vecchiazzani, Historia di Forlimpopoli con varie revolutioni dell’altre città di Romagna, I, Forlì, Simbeni, 1647, pp. 56-57; Ibid., II, p. 29.
- ↑ Matteo Vecchiazzani, Historia di Forlimpopoli con varie revolutioni dell’altre città di Romagna, I, Forlì, Simbeni, 1647, p. 162.
- ↑ CIL, XI, 575
- ↑ Su questa iscrizione e la sua corretta interpretazione: Tobia Aldini, Il Museo Civico Archeologico di Forlimpopoli, 2002, Forlimpopoli, p. 3 e p. 177; Alessia Morigi, Forum Popili: forma e urbanistica, in Coralini A. (a cura di) Cultura abitativa della Cisalpina Romana, v.1 (Forum Popili), Firenze, 2010, p. 119.
- 1 2 Silvia Bartoli, Annalisa Pozzi, Santarelli, Mambrini, Aldini. Curatori delle antichità in "Forlimpopoli. Documenti e studi", vol. XXIV, Forlimpopoli, 2013, p. 12.
- ↑ Umberto Santini, Il comune di Forlimpopoli sotto la signoria degli Zampeschi (1535-1578), Bologna, 1903, p. 4.
- ↑ Tobia Aldini, Forlimpopoli, focolaio di cultura in "Studi Storici su Forlimpopoli", Bologna, La Fotocromo Emiliana, 1998, p. 183-184.
- ↑ Augusto Vasina, Matteo Vecchiazzani e la storiografia emiliano – romagnola nel seicento in "Studi Romagnoli", vol. XXV, Faenza, 1974, p. 47.
- ↑ Tobia Aldini, Forlimpopoli, focolaio di cultura in "Studi Storici su Forlimpopoli", Bologna, La Fotocromo Emiliana, 1998, pp. 184-185.
- ↑ Tobia Aldini, Il Museo Civico Archeologico di Forlimpopoli, Forlimpopoli, 2002, p. 4.
Bibliografia
- Tobia Aldini, Forlimpopoli, focolaio di cultura, in Studi Storici su Forlimpopoli, Vol. XXII, Bologna, La Fotocromo Emiliana, 1998, pp. 181-241.
- Tobia Aldini, Il Museo Civico Archeologico di Forlimpopoli, Forlimpopoli, 2002.
- Silvia Bartoli e Annalisa Pozzi, Santarelli, Mambrini, Aldini. Curatori delle antichità, in Forlimpopoli. Documenti e studi, Vol. XXIV, Forlimpopoli, 2013, pp. 7-34.
- Angela Donati, La cultura classica a Bertinoro, in Augusto Vasina, Roberto Balzani, Angela Donati (a cura di), Storia di Bertinoro, Cesena, Il Ponte Vecchio, 2006, pp. 45-48.
- Umberto Santini, Il comune di Forlimpopoli sotto la signoria degli Zampeschi (1535-1578), in Atti e Memorie della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna, Vol. XXII, Bologna, 1903, pp. 343-438.
- Augusto Vasina, Matteo Vecchiazzani e la storiografia emiliano – romagnola nel seicento, in Studi Romagnoli, Vol. XXV, Faenza, Fratelli Lega, 1974, pp. 35-51.
- Augusto Vasina, Matteo Vecchiazzani fra lavoro di storico e impegno civile, in Atti e Memorie della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna, Vol. XLIX, Bologna, La Fotocromo Emiliana, 1998, pp. 59-66.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Museo Civico Archeologico "Tobia Aldini", su maforlimpopoli.it.
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