Matylda Getter

Matylda Getter (Varsavia, 25 febbraio 1870 – Varsavia, 8 agosto 1968) è stata una religiosa polacca di fede cattolica, madre provinciale della CSFFM (in latino Congregatio Sororum Franciscalium Familiae Mariae, "Suore francescane della famiglia di Maria") a Varsavia e assistente sociale in Polonia.

Durante la seconda guerra mondiale, nella Varsavia occupata, collaborò con Irena Sendler e con l'organizzazione di resistenza Żegota per salvare la vita di centinaia di bambini ebrei del ghetto di Varsavia.[1] È stata riconosciuta come una giusta tra le nazioni da Yad Vashem[2] per le sua opera di salvataggio.

Biografia

Iniziò le attività nel sociale prima della seconda guerra mondiale, ricevendo le più alte distinzioni nazionali in onore dei suoi risultati ottenuti per il suo lavoro educativo e sociale. Fondò oltre venti strutture educative e assistenziali per bambini ad Anin, Białołęka, Chotomów, Międzylesie, Płudy, Sejny, Wilno.[2]

Attività durante la seconda guerra mondiale

Dall'inizio della guerra le Suore francescane della famiglia di Maria, nello spirito dell'amore cristiano e della gioia francescana, portarono aiuto ai bisognosi, civili e membri della resistenza polacca. Le suore organizzarono il lavoro, fornirono riparo e distribuirono documenti falsi. Durante la rivolta di Varsavia nella casa provinciale di Hoza, le suore gestirono un centro paramedico e una mensa, poi trasformata in ospedale.[2]

«Sto salvando un essere umano che chiede aiuto»

Madre Matylda dichiarò che avrebbe accolto ogni bambino ebreo che poteva. Durante l'occupazione, le suore dell'Ordine salvarono tra i 250 ed i 550 bambini ebrei dal ghetto.[3] Madre Matylda rischiò la vita e quella delle consorelle portando i bambini nei suoi orfanotrofi e assumendo gli adulti per lavorare con loro, prendendosi cura dei bambini nelle strutture sparse per la Polonia. Come superiora dell'Ordine nella Provincia di Varsavia, si fece carico della responsabilità di ottenere i certificati di nascita dei bambini e di nasconderli negli istituti scolastici dell'ordine.[2]

Note

  1. ↑ Robin Stratton "Cries in the Night: Women Who Challenged the Holocaust", su findarticles.com, 1998.
  2. 1 2 3 4 Matylda Getter. Recognized as the Righteous Among the Nations on 17 January 1985., su Sprawiedliwi.org, 31 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2013).
  3. ↑ Mordecai Paldiel "Churches and the Holocaust: unholy teaching, good samaritans, and reconciliation" p.209-210, KTAV Publishing House, Inc., 2006, ISBN 0-88125-908-X, ISBN 978-0-88125-908-7

Bibliografia

  • Mordecai Paldiel, Churches and the Holocaust: unholy teaching, good samaritans, and reconciliation, KTAV Publishing House, Inc., 2006, pp. 209-210, ISBN 0-88125-908-X. ISBN 978-0-88125-908-7
  • Siostry Zakonne w Polsce. Słownik biograficzny, t. 1, p. 93
  • Kościół katolicki na ziemiach Polski w czasie II wojny światowej, t. XI, Warszawa 1981
  • Siostry Rodziny Maryi z pomocą dzieciom polskim i żydowskim w Międzylesiu i Aninie, Biblioteka Wawerska, Warszawa 2006,
  • Za cenę życia, Ład, Warszawa, 1983 nr 17 1983
  • Wspomnienie... o Matce Matyldzie Getter "Matusia", Słowo Powszechne, 1968, nr 35

Collegamenti esterni

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