Mauser svedesi

Mauser svedesi
Tipofucile a otturatore girevole-scorrevole
OrigineSvezia (bandiera) Svezia
Impiego
ConflittiGuerra d'inverno
Guerra di continuazione
Produzione
Data progettazione1893 - 1895
CostruttoreWaffenfabrik Mauser
Husqvarna Vapenfabriks AB
Carl Gustafs Stads Gevärsfaktori
Date di produzione1895 - 1948
Entrata in servizio1895
Ritiro dal servizio1995
Numero prodottocirca 750.000
Descrizione
PesoGevär: 4,00 kg
Karbin. 3,40 kg
Lunghezzam/94: 950 mm
m/96: 1.260 mm
m/38: 1.120 mm
Lunghezza cannam/94: 450 mm
m/96: 739 mm
m/38: 610 mm
Calibro6,5 mm
Munizioni6,5 × 55 mm S
Azionamentootturatore girevole-scorrevole
Velocità alla volata725 m/s (Gevär)
655 m/s (Karbin)
Tiro utile600 - 800 m
Alimentazionecaricatore interno da 5 colpi
Organi di miramire metalliche (U), mirino telescopico
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Con Mauser svedesi ci si riferisce a una famiglia di fucili a otturatore girevole-scorrevole basati su una variante migliorata del M93 modificata per usare la munizione 6,5 × 55 mm S e con alcune peculiarità richieste dalla Svezia[1]. La famiglia include quattro varianti principali: m/1894 (karbin), m/1896 (lång gevär), m/1938 (kort gevär) e m/1941 (prickskyttegevär)[2]. La produzione domestica in Svezia cominciò nel 1898.

Tutti i Mauser svedesi erano camerati per la munizione 6,5 × 55 mm e tutte le armi venivano testate con un singolo azionamento di una munizione appositamente calibrata per sviluppare 455 MPa di pressione (65.992 psi)[3][4]. I Mauser svedesi furono prodotti, nel loro ciclo vitale da tre fabbriche situate in due diversi paesi: la Waffenfabrik Mauser AG di Oberndorf am Neckar in Germania e dalla Carl Gustafs stads Gevärsfaktori e Husqvarna Vapenfabriks AB in Svezia. Nonostante la produzione nelle due nazioni, tutti i fucili venivano prodotti con una speciale lega di acciaio (ferro, carbonio, nichel, rame e vanadio) fornita direttamente dalla Svezia e rinomata per la sua eccezionale resistenza meccanica e alla corrosione.

Questi fucili, come tutti i fucili Mauser antecedenti al Mod. 98, non presentano il terzo tenone di chiusura e armano in chiusura (analogamente a quanto accade nel coevo Lee-Enfield) invece che in apertura (come sarà il Gewehr 98 e i vari fucili che seguiranno). Il mirino posteriore è tarato per la munizione 6,5 × 55 mm da 300 fino a 2.000 m in incrementi di 100 m.

Gevär m/92 - Karbin m/92

Un fucile e una carabina furono sottoposti all'esame della commissione militare svedese nel 1892 e presentavano una combinazione delle migliori caratteristiche di altri fucili europei e non, tra cui meritano menzione i fucili mauser della famiglia M1889/91 adottati nelle varie forme da Belgio, Argentina e Turchia. Uno degli esemplari ancora esistenti è camerato per la munizione 8 × 58 mmR danese; un altro esemplare è conservato presso il museo all'Aberdeen Proving Ground nel Maryland[5].

Karbin m/94

6,5 mm Karbin m/1894-14

La m/94 fu adottata nel 1894 con un primo lotto di 11.961 fucili prodotti dalla Waffenfabrik Mauser di Oberndorf am Neckar, Germania. Questa produzione è databile quasi per intero al 1895, con l'eccezione di 52 carabine prodotte nel 1894.

La produzione su licenza in Svezia cominciò nel 1896 e tutte le carabine a partire da questo anno furono prodotte dalla Carl Gustaf. L'avvio della produzione in Svezia è particolarmente interessante in quanto fu l'evento che portò all'invenzione da parte di Carl Edvard Johansson del blocchetto pianparallelo. La produzione continuò a ritmo irregolare fino al 1918. Alcuni esemplari, molto rari, furono prodotti con datazione 1929 e 1932. Il seriale più alto al 1918 risultava il 111.002. La matricola più alta riscontrate per la carabine m/94 è 113.150 (datata 1932). Mancano completamente castelli marcati con gli anni 1902, 1905, 1908, 1909, 1910, 1911, 1912 e 1913. Si potrebbe quindi dedurre che il numero di questi fucili prodotti in Svezia tra il 1918 e il 1932 sia di appena 2.150 esemplari.

La Mauser produsse circa 12.000 carabine tra il 1894 e il 1896, a cui vanno aggiunti altri 111.000 esemplari prodotti dalla Carl Gustafs Stads Gevärsfaktori tra il 1895 e il 1932, per un totale di poco più di 113.000 pezzi[6].

Varie carabine sono andate perdute a seguito della loro conversione in armi di calibro più piccolo per il mercato sportivo o per l'addestramento delle truppe. Altre ancora sono andate perse negli anni Sessanta, quando vennero usate come base per la costruzione dei nuovi fucili sportivi m/63.

Le varianti più comuni a oggi sono:

  • m/94-14: questa variante (in realtà un aggiornamento che fu applicato retroattivamente anche a molte carabine già prodotte) presenta una sezione frontale in metallo, con canna a raso e attacco per la baionetta sporgente sul davanti, molto simile a quanto visto nei Lee Enfield N°1 Mk. III. Questa versione prevedeva il montaggio di due distinte baionette: la m/14 fu la più diffusa, ma a questa si affiancò l'anno seguente la m/15, ben più lunga e con la lama rivolta verso l'alto una volta montata.
  • m/94-67: variante con attacco per la baionetta m/67; le modifiche si riducevano ad uno scasso nel frontale in metallo e all'aggiunta di un punto di aggancio sulla canna. Il numero di esemplari prodotti non è noto con certezza, ma probabilmente inferiore a 100.
  • Skolskjutningskarbin (letteralmente 'carabina per il tiro scolastico'): variante prodotta per l'addestramento dei ragazzi nelle scuole e tutti gli esemplari sono datati 1901. Le armi sono riconoscibili perché la matricola è preceduta da una S, con una produzione che parte da S.1 e arriva almeno fino a S.1161. Gli anelli per la cinghia sono agganciati sul lato inferiore della cassa come nel successivo modello m/96 e non è presente l'attacco per la baionetta.
  • Kammarkarbin (letteralmente 'carabina da galleria'): variante riconoscibile dal prefisso K davanti alla matricola, con il numero più alto noto pari a K.193 (al momento in mani private negli Stati Uniti). Altre caratteristiche uniche sono la calciatura pitturata di nero e il passo di rigatura quattro volte più rapido rispetto al normale (necessario a stabilizzare la speciale munizione impiegata). Tutti gli esemplari sono datati 1898 e 1901.
  • m/94-96: altra variante i cui numeri e date di produzione non sono noti con certezza. La carabina è praticamente identica al m/94 tranne che per il posizionamento degli anelli per la cinghia, situati nel lato inferiore della cassa e con l'anteriore spostato verso la guardia grilletto.

I fucili m/94 sono ancora in servizio presso la Guardia Reale del Palazzo di Stoccolma.

Gevär m/96

Gevär m/1896 con baionetta, due foderi e giberna per le munizioni

Il fucile m/96 fu adottato nel 1896 per le forze di terra, andando a rimpiazzare i Remington m/89 camerati per la munizione danese 8 × 58 mmR. La produzione in Svezia iniziò nel 1898 alla Carl Gustafs, ma la Mauser continuò a produrre e fornire armi fino al 1900 a causa dei ritardi nel fornire i macchinari di produzione[7].

La normale produzione alla Carl Gustafs continuò senza interruzioni fino al 1925, ma ulteriori 20.000 fucili vennero prodotti dalla Husqvarna Vapenfrabriks AB durante la Seconda guerra mondiale per l'addestramento dei civili[8].

La produzione è ripartita tra le tre fabbriche nel seguente modo[6]:

  • Waffenfabrik Mauser: circa 40.000 fucili (1899-1900)
  • Carl Gustafs stads Gevärsfaktori: circa 475.000 fucili (1896-1932)
  • Husqvarna Vapensfabrik AB: circa 20.0000 fucili (1942-1944). Queste armi furono commissionate specificamente per l'addestramento dei civili, con la specifica condizione che in caso di necessità le stesse armi venissero riconsegnate allo stato per armare l'esercito. I fucili uscivano di fabbrica con tacche di mira già aggiornate per la munizione m/41 o, più spesso, con tacche di mira micrometriche da competizione.

Gevär m/38

Gevär m/1938, variante accorciata del m/1896 prodotta negli anni 1938-1940

Il fucile m/38 fu adottato nel 1938 in un contesto dove tutti gli eserciti stavano passando dai normali fucili a delle armi a metà tra il fucile e la carabina da cavalleria. Alla fine degli anni Trenta, infatti, quasi tutti i fucili d'ordinanza erano decisamente più corti delle armi comunemente in uso nella prima metà del XX secolo.

I primi fucili (tipo I, noti spesso tra i collezionisti come m/96-38[9]) erano ottenuti semplicemente accorciando le canne degli m/96 prodotti dalla Carl Gustafs. Per correggere il tiro a seguito dell'accorciamento, il mirino la scala graduata degli m/96 veniva modificata con un inserto costruito dalla Metallverken Västerås[10]: composto da una ruota graduata da 250 a 600 m, il dispositivo era dotato di una vite a scomparsa che con la rotazione andava ad alzare/abbassare la tacca di mira originale dell'arma tenendo conto della diversa traiettoria dovuta all'accorciamento della canna. La tacca era sempre comunque tarata sulla munizione m/94 e con l'avvento della nuova munizione m/41 si rese necessario installare sulle armi una tabella di conversione (marcata Sikte för trubbkula, skjutning mit spetskula, ovvero "mirino per palla tonda, sparando con munizione spitzer") che permetteva di aggiustare il tiro in maniera rapida a seconda del tipo di munizioni fornita. Quando questi fucili tornavano in arsenale per riparazioni si procedeva alla sostituzione del mirino/inserto con la nuova tacca di mira T (Torped, spitzer) calibrata di fabbrica per la nuova munizione.

La maggior parte degli m/38 prodotti ex-novo (tipo II) presentavano invece la manetta di armamento curva (identica a quella della carabina m/94) e furono prodotti esclusivamente dalla Husqvarna Vapenfabriks AB tra il 1941 e il 1944. Queste armi furono tutte prodotte dopo l'adozione della munizione m/41 e presentano pertanto di fabbrica la tacca di mira T già calibrata correttamente. Data la grande quantità di munizioni m/94 rimanenti anche gli m/38 della Husqvarna presentavano spesso una tabella di correzione fissata al calcio per l'eventuale correzione del tiro in caso si usasse la vecchia munizione (questa marcata Sikte för spetskula, skjutning med trubbkula, ovvero "mirino per palla spitzer, sparando con munizioni a palla tonda").

È importante notare in ogni caso che l'esercito svedese non faceva distinzione tra le due tipologie[11], che venivano identificate semplicemente come m/38 nei documenti ufficiali e nei manuali.

La Carl Gustafs convertì circa 55.000 m/96 tra il 1938 e il 1940. A questi vanno aggiunti 88.000 fucili prodotti dalla Husqvarna tra il 1941 e il 1944 per un totale finale di circa 143.000 esemplari[6].

Prickskyttegevar m/41 (m/41B)

Gevär m/1941 con ottica telescopica

Gli m/96 più precisi venivano scelti per fungere da fucili di precisione, con denominazione m/41. L'arma era inizialmente assemblata con ottiche tedesche Ajack 4×90 ma il progredire della guerra costrinse la Germania a interrompere le forniture alla Svezia, che fu costretta a ripiegare su due ottiche proprietarie (da 3 ingrandimenti) prodotte dalla Svenska Ackumulatorfabriken Jungner e denominate AGA m/42 e AGA m/44[12]. Se le ottiche tedesche si erano rivelate di altissima qualità, quelle svedesi mostrarono fin da subito la tendenza ad appannarsi a causa di un isolamento non ottimale.

La Carl Gustafs Stads Gevärsfaktori selezionò e convertì circa 5.000 fucili tra il 1941 e il 1943[6]. La manetta di armamento veniva fogiata verso il basso così che il mirino montato sopra il castello non interferisse con l'azionamento dell'otturatore e della sicura.

Nel 1955, anno in cui la Svezia rimise mano all'intero arsenale, questi fucili vennero tutti riportati in fabbrica e revisionati. Il processo comportò le seguenti modifiche/aggiunte[13] e il cambio di denominazione in m/41B:

  • sostituzione di tutte le ottice AGA con nuove Ajack 4×90 tedesche, le cui lenti vennero trattate per una migliore trasmissione della luce (processo che le rende molto nitide ancora oggi);[13]
  • sostituzione della tacca di mira standard m/96 con la nuova m/55 micrometrica tarata da 100 a 600 m;
  • sggiunta di paramirino frontale (generalmente più basso della versione civile così da non interferire con il mirino);
  • ribrunitura completa dell'arma, incluso l'otturatore;
  • rimozione delle viti antirotazione dalla slitta per ottica, le cui viti di fissaggi venivano ribattute in posizione usando i fori lasciati dalle viti antirotazione; serializzazione della slitta al fucile (dato che la matricola dell'arma è interamente coperta dalla slitta e questa non era pensata per essere smontata dal tiratore)[13];
  • aggiunta di una vite di fermo alla base ottica per impedire che il mirino scorresse in avanti al momento dello sparo, situazione che rendeva difficoltoso lo smontaggio dell'ottica e poteva causare la frattura del perno di fermo;
  • adozione di una nuova cinghia in tre pezzi (molto simile a quelle sportive) con rivestimento in gomma interno.

Servizio nel Suomen Armeija

Soldati svedesi vicino a un carro russo distrutto in Finlandia. Il soldato sullo sfondo è armato di m/94

Nel 1939 un numero ignoto, ma sicuramente significativo, di fucili m/96 furono consegnati all'esercito finlandese e impiegati durante la Guerra d'Inverno (1939-1940) e la Guerra di continuazione (1941-1944) contro l'Unione Sovietica. Queste armi usate dai finlandesi sono riconoscibili per la marcatura SA (Suomen Armeija) incastonata in un rettangolo con angoli arrotondati. Gran parte di queste armi furono riconsegnate alla Svezia alla fine delle ostilità[14].

Fine del servizio

Tutti i fucili e le carabine (m/94, m/96 e m/38) furono gradualmente messi da parte a partire dagli anni '50, anche se le varianti di precisione rimasero in servizio fino agli inizi degli anni '80. Alla fine degli anni '40, i fucili bolt-action cominciarono a essere sostituiti dal semiautomatico Ag m/42 e poi, a partire dagli anni '60, dal più moderno fucile da battaglia Ak4. Solo alcuni reparti di retroguardia mantennero in servizio gli m/96 fino al 1983. L'ultima unità a impiegare l'arma, nella variante di precisione m/41B, fu la Hemvärnet (guardia nazionale) che rimpiazzò l'arma nel 1995 con il fucile Ak 4OR equipaggiato di ottica telescopica Hensoldt 4×24. Solo la Guardia Reale usa ancora gli m/94 nelle parate e in funzione esclusivamente cerimoniale.

Versioni civili

I fucili m/96 e m/38 sono molto ricercati tra collezionisti e cacciatori. La munizione 6,5 × 55 mm S si comporta infatti egregiamente nella caccia, grazie alla traiettoria tesa, il basso rinculo e l'alta precisione. In Australia, Nuova Zelanda, Canada, Stati Uniti, Sudafrica e Regno Unito molti fucili svedesi sono stati alterati per migliorarne le performance (prevalentemente si assiste ad un accorciamento della calciature per rendere l'arma più leggera) e alcuni produttori (SAKO, Ruger e Winchester sono solo alcuni) hanno perfino iniziato a costruire ex-novo armi camerate per la munizione svedese.

Molti m/94 furono convertiti direttamente dalla Carl Gustafs e dalla Norma dopo la guerra nel fucile da competizione CG 63, disponibile sia in calibro originale che nel più moderno e diffuso 7,62 × 51 mm NATO. L'esercito svedese ha usato questo fucile con le denominazione alternativa Gevär 6 e sono rinomati per la loro eccellente precisione. L'FSR (Frivilliga Skytterörelsen 'associazione per tiratori volontari') usa ancora questi fucili e per permettere una competizione equa vieta l'uso di fucili altamente specializzati e munizionamento pensato appositamente per aumentare la precisione delle armi.

I CG 63 presentavano una canna leggera e flottante, il tutto montato all'interno di una calciatura più ergonomica. Le mire metalliche originali vengono sostituite da una più semplice e immediata diottra. Gli sviluppi seguenti portarono alla nascita delle varianti CG 73, CG 74 e CG 80[15].

La Husqvarna ha prodotto anche alcuni esemplari di m/84 e m/96 in variante sportiva denominate m/46A, m/46AN e m/46B camerate rispettivamente in 6,5 × 55 mm S, 9,3 × 57 mm e 9,3 × 62 mm. Dopo la guerra le azioni dei fucili m/96 e m/38 vennero impiegate per la produzione del Model 640 nelle sue varianti m/646 (6,5 × 55 mm) m/648 (7,92 × 57 mm) e m/649 (9,3 × 62 mm).

Utilizzatori

Galleria d'immagini

Note

  1. ↑ "Mauser Bolt Rifles by Ludwig Olsen, 3rd edition, F. Brownell and Son, Publisher, p. 81
  2. ↑ Jones, D: Crown Jewels: The Mauser in Sweden, pp. 37, 59, 81, 93. Collector Grade Publications, 2003.
  3. ↑ de Haas, Frank, Bolt Action Rifles, Northfield, Illinois: DBI Books, Inc. (1984), ISBN 0-910676-69-0, p. 31
  4. ↑ 6.5×55mm, su ballisticstudies.com.
  5. ↑ Tale of 2 Swedish Trials rifles from 1892 & bore specs & twist rates, su castboolits.gunloads.com. URL consultato il 5 marzo 2017.
  6. 1 2 3 4 gotavapen.se, http://www.gotavapen.se/gota/artiklar/rifles_se/faq_se_rifles.htm.
  7. ↑ Jones, p. 66
  8. ↑ Jones, p. 76
  9. ↑ Jones, p. 82
  10. ↑ Patent 90944, su tc.prv.se, 30 novembre 1937. URL consultato il 3 gennaio 2026.
  11. ↑ Jones, p. 83
  12. ↑ Jones, pp. 95, 97
  13. 1 2 3 Kehaya, Steve and Poyer, Joe, The Swedish Mauser Rifles, Tustin, California: North Cape Publications, Inc. (2011), ISBN 978-188239126-4, p. 175-184
  14. 1 2 Schinke, Carsten - Die leichten schwedischen Infanteriegewehre Armee und Heimwehr - Journal-Verlag Schwendt Gmbh (1990) - page 59
  15. ↑ Swedish Military Rifles 1963 - 1995, su gotavapen.se.
  16. ↑ Kehaya, Steve and Poyer, Joe, The Swedish Mauser Rifles, Tustin, California: North Cape Publications, Inc. (2011), ISBN 978-188239126-4, p. 24
  17. ↑ Ibid, p. 26
  18. ↑ Ibid

Bibliografia

  • Jones, D (2003). Crown Jewels: The Mauser in Sweden, Collector Grade Publications.
  • Olsen, L (1976). Mauser Bolt Rifles, Brownell's Publishing.
  • Ball, R (1996). Military Mausers of the World (4th ed.), Krause Publications.
  • Kehaya, S & Poyer, J (2011). The Swedish Mauser Rifles (Rev., 3rd ed.), "For Collectors Only"' series, North Cape Publications.

Voci correlate

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