Mesia Elia
| Santa Mesia Elia | |
|---|---|
martire | |
| Morte | 15 agosto 305 |
| Venerata da | Chiesa cattolica |
| Santuario principale | Castello di Alvito |
| Ricorrenza | ultima domenica di settembre |
| Attributi | palma del martirio[1][2] |
| Patrona di | castello di Alvito |
Mesia Elia (... – 305) è stata una nobildonna e santa romana.
Agiografia
Nata nel III secolo, Mesia Elia era una matrona romana[3][4] che, delusa dalla religione di nascita, si convertì al cristianesimo,[3][4] esercitando le virtù previste dalla fede e spendendo i propri beni e il proprio tempo per la comunità.[3]
La sua posizione sociale la protesse dalle autorità fino alle persecuzioni di Diocleziano, durante le quali fu processata e arrestata alla fine del luglio 305[3] perché avrebbe prima accolto e nascosto altri ricercati nella propria casa[4] e poi rifiutato di offrire sacrifici all'imperatore[3]. La sua famiglia fece pressione negli ambienti altolocati per liberarla, fino a considerare la corruzione delle autorità giudiziarie del tempo, ma Mesia Elia avrebbe rifiutato ogni genere di aiuto in nome del proprio credo.[3] Venne condannata e sottoposta alla decapitazione[3][4] il 15 agosto[3].
Fu sepolta nelle catacombe di Priscilla[3][4], dove si poterono rinvenire un'ampolla con il suo sangue e una lapide con l'epigrafe Mesia Elia spiritus in pace.[4]
Culto

Nel 1804 le sue reliquie e la sua lapide furono traslate nella chiesa del castello di Alvito,[3][4][1] di cui fu dichiarata patrona.[3][5] In seguito a terremoti che hanno danneggiato il castello, le spoglie furono spostate nella chiesa di Santa Maria Assunta. Ad Alvito si trovano inoltre un dipinto e una statua raffiguranti la santa[1][2], la quale in loco è festeggiata l'ultima domenica di settembre[3].
Il suo culto locale ha subito una recrudescenza in seguito a presunte apparizioni, rivelazioni private e guarigioni a favore di una veggente (Giuseppina Norcia) che, in particolare nel 1975, avrebbe ricevuto una visione della santa martire insieme a Gesù e Maria. I fenomeni hanno portato alla formazione di un movimento religioso, incentrato su una cappella di Gallinaro dedicata a Gesù bambino ed etichettata dai fedeli come «Nuova Gerusalemme». A santa Mesia sarebbero quindi attribuite ulteriori guarigioni miracolose negli anni successivi.[5][6][7][8] Nel 2015 tale movimento religioso si è dichiarato autonomo dando vita a una Chiesa scismatica, scomunicata nel 2016 da papa Francesco.[9].
Note
- 1 2 3 Santa Mesia Elia dipinto 1800 - 1810, su Catalogo generale dei Beni Culturali, Ministero della Cultura, 2005. URL consultato il 25 agosto 2025.
- 1 2 Santa Mesia Elia manichino 1800 - 1810, su Catalogo generale dei Beni Culturali, Ministero della Cultura, 2005. URL consultato il 25 agosto 2025.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Santa Mesia Elia martire, su Visit Val di Comino. URL consultato il 25 agosto 2025.
- 1 2 3 4 5 6 7 Alvito, Festeggiamenti di Santa Mesia Elia, su Visit Valle di Comino. URL consultato il 25 agosto 2025.
- 1 2 Floriana Ciccodicola, Rivalutazione di un culto: Santa Mesia patrona del Castello di Alvito (abstract), in Storia e medicina popolare, vol. 2-3, 1992, pp. 28-49. URL consultato il 25 agosto 2025.
- ↑ Salvatore M. Ruggiero, Storie da Gallinaro, in Storie dalla Val di Comino, Lulu.com, 17 gennaio 2016, pp. 52-60, ISBN 978-1-326-53590-2. URL consultato il 25 agosto 2025.
- ↑ Paolo Fortugno, Piccole e grandi migrazioni, Sette città, 2007, p. 216, ISBN 978-88-7853-176-5. URL consultato il 25 agosto 2025.
- ↑ Centro studi sulle nuove religioni, Le religioni in Italia, Elledici, 2006, p. 97, ISBN 978-88-01-03371-7. URL consultato il 25 agosto 2025.
- ↑ Domenico Agassi jr., Francesco scomunica i fedeli del Bambinello di Gallinaro, in La Stampa, 6 giugno 2016. URL consultato il 25 agosto 2025.