Messerschmitt Me 209-II

Messerschmitt Me 209-II
Descrizione
Tipoaereo da caccia
ProgettistaWilly Messerschmitt
CostruttoreGermania (bandiera) Messerschmitt
Data primo volo13 novembre 1943
Data ritiro dal servizio1944
Esemplari1 (i restanti 4 erano molto differenti)
Sviluppato dalMesserschmitt Me 209
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza9,24 m
Apertura alare10,95 m
Altezza4,00 m
Propulsione
Motoreun Daimler-Benz DB 603G
Potenza1900 CV (1397 kW)
Prestazioni
Velocità max678 km/h
Autonomia600 km
Tangenza11 000 m
Armamento
Mitragliatrici2 MG 131 calibro 13 mm
Cannoni2 MG 151/20 calibro 20 mm
un MK 108 calibro 30 mm
Notedati riferiti al prototipo Me 209 V5

i dati sono estratti da LuftArchiv.de [1] integrati dove indicato

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Il Messerschmitt Me 209-II fu un caccia monomotore ad ala bassa sviluppato dall'azienda tedesca Messerschmitt nei primi anni quaranta e rimasto allo stadio di prototipo.

Il modello, che nelle intenzioni dell'azienda avrebbe dovuto sostituire il precedente Bf 109, non dev'essere confuso con il Me 209 da competizione dal quale non si sviluppò mai un velivolo militare.

Progettazione e sviluppo

Il Messerschmitt Me 209-II risale a una proposta del 1943 per la realizzazione di una versione pesantemente modificata del Messerschmitt Bf 109. Il nuovo Me 209 avrebbe dovuto competere con i caccia ad alte prestazioni della Focke-Wulf, il Fw 190 D-9 e il Ta 152. Seguendo la filosofia costruttiva dei modelli di Kurt Tank, il progetto di Messerschmitt prevedeva la condivisione di gran parte della cellula con un modello già collaudato, in questo caso il Bf 109G.

Tuttavia, a causa della scarsa disponibilità del motore DB 603A inizialmente previsto, il team di progettazione fu costretto a ripiegare sullo Jumo 213A della Junkers Motorenwerke. Sebbene lo Jumo 213 (da 35 litri) fosse stato progettato per avere punti di attacco identici al più potente DB 603 (da 44,52 litri), il cambio di propulsore impose una ristrutturazione della cofanatura e del sistema di raffreddamento. La modifica più evidente riguardò la presa d'aria del compressore: nel motore Jumo si trovava sul lato destro, diversamente dai motori Daimler-Benz che l'avevano sul lato sinistro.

Il Me 209 presentava inoltre una nuova sezione di coda, ali modificate, un carrello d'atterraggio a carreggiata larga e un radiatore anulare frontale. Quest'ultima caratteristica conferiva al muso un aspetto simile a quello di un motore radiale, richiamando l'estetica del Focke-Wulf Fw 190D che utilizzava lo stesso propulsore. L'entità di tali modifiche finì per vanificare l'obiettivo originale, ovvero quello di costruire un velivolo superiore mantenendo la massima comunanza possibile con la struttura esistente del Bf 109G.

Note

  1. ↑ Messerschmitt Me 209 in LuftArchiv.de.

Bibliografia

  • (EN) William Green, War Planes of the Second World War, Volume 1: Fighters, London, Hanover House, 1960.
  • (EN) Robert Jackson, Infamous Aircraft: Dangerous Designs and their Vices, Barnsley, Yorkshire, UK, Pen and Sword Aviation, 2005, ISBN 1-84415-172-7.
  • (EN) David Myhra, X Planes of the Third Reich - An Illustrated Series on Germany's Experimental Aircraft of World War II: Messerschmitt Me 209, West Chester, Penn, Schiffer Publishing, 2000, ISBN 0-7643-1107-7.
  • (DE) Heinz J. Nowarra, Die Deutsche Luftrüstung 1933-1945, Band 3, Koblenz, Bernard & Graeffe Verlag, 1993, ISBN 3-7637-5467-9.

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